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Esportazioni di vino italiano – aggiornamento primo semestre 2015

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Nel primo semestre le esportazioni italiane di vino chiudono a +6.5%, con un colpo di coda nel mese di giugno che le porta praticamente alla medesima velocità di quelle francesi (+6.2% come abbiamo commentato qualche giorno fa), e un filo davanti a quelle spagnole, che come vedremo a fine mese sono cresciute del 5.9%. Giugno è stato un mese eccellente (+13%) in un semestre molto ondivago, caratterizzato da una cattiva partenza (gennaio -6%) cui hanno fatto seguito dati molto positivi in Marzo, Aprile e giugno appunto. Nonostante una decisa ripresa delle importazioni (che discuteremo tra qualche giorno), anche la bilancia commerciale continua a progredire. Siamo a 4.92 miliardi di euro, abbiamo guadagnato 180 milioni di euro negli ultimi 12 mesi, soprattutto negli ultimi 6 mesi (130 milioni). Neanche a dirlo, le esportazioni sono trainate dagli spumanti, quelli DOP, che continuano a viaggiare a un ritmo superiore al 20%. Ma andiamo ad analizzare i numeri in dettaglio.

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Nuova Zelanda – produzione, superfici e settore vino – aggiornamento 2015

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Quest’anno giungo con largo anticipo sull’aggiornamento del post relativo alla Nuova Zelanda (fonte: NZ Wine Institute), che però mi sembra particolarmente attuale per via del drastico calo della produzione (27% in meno rispetto al 2014) che si è verificato nella vendemmia 2015, tornata su livelli in linea con gli anni precedenti. Gli impatti più importanti sul settore vinicolo locale derivano però dagli shock valutari. Così come è capitato per i vicini australiani, i dollari della Nuova Zelanda hanno preso a calare contro il dollaro. In questo momento, bastano 0.65 dollari americani per comprare un dollaro americano, mentre un anno fa erano necessari 0.80-0.85 dollari (ma lo stesso valeva anche nei due anni precedenti). Approfittando di questa svalutazione, i neozelandesi hanno tagliato i prezzi in valuta estera per smerciare più vino: infatti le esportazioni sono continuate a crescere in volume del 12%, raggiungendo 2 milioni di ettolitri, ma il loro valore è cresciuto soltanto del 7%. A rigor di logica ci si sarebbe dovuti aspettare un balzo ben più significativo, se i prezzi in valuta locale (dei paesi dove esportano cioè USA/Canada, Australia e Regno Unito) fosse rimasto stabile. Dall’altra parte, i nostri lontani concorrenti, visto il crescente prezzo dei vini esteri hanno ripreso a bere maggiormente vino locale. In tutto questo contesto l’associazione non è così preoccupata per la scarsa vendemmia, avendo le aziende ancora molte scorte del vino 2014, anche se dai nostri calcoli ci sembra difficile andare oltre con i volumi il livello chiuso a giugno 2015!

Ma andiamo a leggere qualche numero in dettaglio.

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Francia – esportazioni di vino – aggiornamento primo semestre 2015

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Sebbene manchino una decina di giorni all’annuncio delle esportazioni italiane nel primo semestre, quando guardiamo i dati della Francia resi pubblici qualche giorno fa ci accorgiamo che difficilmente potremo fare meglio, come è successo negli ultimi 2-3 anni. Infatti, le esportazioni di vino transalpine stanno recuperando piuttosto velocemente il terreno perduto negli ultimi tre anni, causato principalmente dal forte calo dei prezzi medi di export dei vini di Bordeaux. Nei primi 6 mesi dell’anno le esportazioni sono cresciute del 6% a 3.6 miliardi di euro (7.95 miliardi di euro sui 12 mesi, toccando il precedente picco), nonostante un calo del 3% dei volumi a 6.7 milioni di ettolitri. A titolo di confronto, per i primi 5 mesi del 2015, le esportazioni italiane sono a +5%, con un -2.4% di volumi e +8% in termini di prezzo medio. A guidare il recupero delle esportazioni francesi continua a essere il trend molto sostenuto delle esportazioni di Champagne (+8%), ma a fare la differenza rispetto agli ultimi due anni sono proprio i vini di Bordeaux che “si riprendono” un pezzettino del prezzo medio perduto (8% rispetto a una perdita di oltre il 20%), oltre naturalmente all’euro debole. Andiamo a vedere i numeri insieme, dandovi poi appuntamento al 13 settembre per il commento delle esportazioni italiane.

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Esportazioni di vino italiano – aggiornamento maggio 2015

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L’andamento a “scatti” delle esportazioni, all’interno di un trend chiaramente rialzista, è ben visibile nei dati di maggio 2015 del vino italiano, che ha messo a segno un timido +1% nel mese, dopo un paio di mesi di crescita a doppia cifra (+13%), a loro volta preceduti anche da un mese in negativo. Probabilmente, a guardare i dati di giugno 2015 per ora disponibili soltanto per il dato totale italiano di tutti i prodotti la situazione potrebbe essere decisamente migliore. E’ notizia di questi giorni, invece, la svalutazione (per ora tripla, e per il 5% circa) della valuta cinese. Una volta tanto, menzionare la parola “Cina” per i viticoltori italiani non fa venire i brividi lungo la schiena. L’impatto, infatti, sarà molto limitato dato che il grande paese asiatico rappresenta soltanto 80 milioni dei 5182 milioni di esportazioni di vino italiano. Passiamo ad analizzare in dettaglio i dati di maggio 2015.

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Australia – esportazioni di vino – primo semestre 2015

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Forti della significativa svalutazione del cambio, che hanno in media interamente riversato come sconto ai clienti, le esportazioni australiane hanno finalmente imboccato il percorso della ripresa in modo deciso. Nei 12 mesi terminanti a Giugno 2015, secondo i dati (molto criptici) di Wine Australia, la crescita a valore dell’export è stata del 6%, per un valore di 1.9 miliardi di dollari locali. Siamo circa 70 milioni sopra il livello raggiungo a fine 2014, e 130-140 milioni, cioè il 7%, sopra il minimo storico toccato a fine 2013. Si tratta però di un rimbalzino: il dato del 2008, comunque sotto del 20% rispetto al picco 2007 è di 2.4 miliardi di dollari, qui siamo a 1.9. E per fortuna c’e’ stata la Cina… andiamo a leggere i dati.

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