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Esportazioni di vino italiano – aggiornamento luglio 2014

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Per quanto la graduale perdita di velocità delle esportazioni continui (stiamo ora viaggiando al ritmo di +3.5% rispetto al +6% annuo dei primi mesi dell’anno), il mese di luglio può essere considerato un ottimo mese. In primo luogo, le esportazioni sono cresciute del 4% rispetto al corrispondente mese del 2013. In secondo luogo, “quel” luglio 2013 era stato già un ottimo mese (+10% a sua volta). Infine, insieme a ottobre e novembre il mese di luglio è stagionalmente quello più importante per le esportazioni, quindi questo risultato “peserà” sui dati annuali. Passando alle note più “dubbie”, i dati sono sostenuti da una vistosa riaccelerazione delle esportazioni di spumante (anch’esse nonostante la base di confronto fosse sfidante), soprattutto guidata dagli spumanti DOP, quando invece l’andamento dell’Asti spumante resta particolarmente altalenante.

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Esportazioni di spumante italiano – primo semestre 2014 / giugno 2014

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Come accennavamo domenica sera, la categoria dei vini spumanti continua a macinare record, mese dopo mese. Va pero’ evidenziato che il buon risultato e’ frutto di trend piuttosto squilibrati tra le categorie di prodotto e i mercati. A tale proposito, il Regno Unito e’ diventato il primo mercato per lo spumante italiano, scalzando gli USA, che a loro volta nel 2011 avevano scalzato la Germania. Il segmento resta guidato dal successo degli spumanti DOP, dietro cui c’e’ il fenomeno del Prosecco, mentre per l’Asti si chiude un semestre “amaro”, con un -10%, certamente influenzato dalla forte esposizione del prodotto al mercato russo (un grattacapo per tutti, anche al di la’ dei cambi) e al declino del prodotto nel mercato tedesco: stiamo parlando, giusto per intenderci, dei primi due mercati per l’Asti. Andiamo ad analizzare insieme i numeri.

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Esportazioni di vino italiano – primo semestre 2014 / giugno 2014

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Il “dopo Pasqua” per le esportazioni italiane ha visto un deciso rallentamento, che ha portato il dato semestrale a un +1.4% in termini di valore e un +1% in volume. Intendiamoci, sempre molto meglio del -6% messo a segno dalla Francia e che abbiamo commentato la scorsa settimana. L’unica categoria che continua a crescere a doppia cifra sono gli spumanti (anche se sotto il 20% annuo), mentre la novità vera è che i vini in bottiglia sembrano aver perso slancio. Di conseguenza, i mesi di maggio e giugno sono stati all’incirca stabili rispetto allo scorso anno (-2% maggio, +1% giugno). L’evoluzione dei prossimi mesi sarà probabilmente influenzata dalla tendenza calante del commercio mondiale di vino, ma potra beneficiare della recente svalutazione dell’euro (gli USA sono il nostro primo mercato, per circa 1 dei 5 miliardi di euro). Guardiamo i numeri in dettagli dei vini fermi, lasciando al prossimo post una analisi più dettagliata dei vini spumanti.

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Esportazioni di vino italiano – aggiornamento aprile 2014

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Eccoci arrivati all’ultimo aggiornamento sulle esportazioni di vino prima delle vacanze. Si tratta dei dati fino a Aprile. La prossima pubblicazione è prevista per l’11 settembre. Il graduale e inesorabile rallentamento della crescita continua anche in Aprile, come nei mesi scorsi determinato dal calo delle esportazioni di vini sfusi. Il mese si conclude con un +3%, meglio di quanto successe a Marzo, e sullo stesso ritmo di gennaio e febbraio. Sul periodo allargato agli ultimi 12 mesi le esportazioni sono invece ancora sul piede del +5%. Facciamo qualche considerazione di dettaglio…

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Esportazioni di spumante italiano – aggiornamento primo trimestre 2014

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Alla tipica stagionalità del consumo di spumanti, nel primo trimestre 2014 si aggiunge anche la questione Pasqua che (speriamo) abbia avuto un ruolo nella partenza falsa della categoria “Asti” degli spumanti italiani. Infatti, se le esportazioni di spumante del trimestre crescono del 18%, ciò è tutto legato agli altri spumanti DOC, in salita del 35%, a compensare un calo dell’6% delle esportazioni di Asti. L’analisi dell’andamento dell’Asti DOC ci dice però che c’è di più della Pasqua a spiegare il calo dell’Asti: il mercato russo sta indietreggiando di nuovo dopo il recupero prodigioso del 2013. Nel complesso, i numeri sembrano dirci che una volta esaurita la spinta prodigiosa del mercato inglese sarà difficile proseguire la crescita, data la progressiva decelerazione nel mercato americano… andiamo a commentare qualche numero insieme.

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