esportazioni di vino


Francia – esportazioni di vino – primo semestre 2017

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Le esportazioni di vino francese sono ripartite prepotentemente nel corso del primo semestre 2017. Secondo i dati rilasciati dall’ufficio statistico Disar, la Francia ha esportato vino per quasi 4.1 miliardi di euro, +11% sulla prima metà del 2016 che era stata stabile. A trainare l’export francese un ritrovato vigore delle esportazioni di Bordeaux dopo tre anni molto difficili e un inizio d’anno inaspettatamente forte per lo Champagne, in crescita del 12%. Come abbiamo già avuto modo di dire in passato, il resto del vino francese segue molto da vicino la tendenza dell’Italia (+5.4% nei primi 5 mesi dell’anno, lunedì pubblicheremo i primi 6 mesi) con una crescita del 7%. Di nuovo, come già successo negli ultimi tre anni, tutto il contributo alla crescita viene dal prezzo/mix. Tra i principali mercati tracciati da Disar, gli USA (+22%) sono stati il driver principale, avendo rappresentato circa un terzo della crescita.

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Esportazioni di vino italiano – aggiornamento maggio 2017

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I dati delle esportazioni di maggio sono buoni (+12%), tanto buoni da far riaccelerare il ritmo delle nostre esportazioni dal 5% dei primi 4 mesi al 6.4% attuale. Aumentano dunque il mio buon umore, in questo caldo agosto in cui vi scrivo da Las Vegas. Mi concedo una licenza poetica: oggi ho mangiato nella catena Shake Shack (ottimi hamburger con ingredienti selezionati) e tra i 2-3 vini acquistabili c’era il Valdobbiadene Prosecco Superiore di Mionetto. Molto bene direi. Tornando a noi, i dati 2016 sono molto altalenanti, con mesi molto positivi che si alternano a mesi negativi, a causa del calendario della Pasqua e dall’uscita dall’anno bisestile. Maggio però era un mese “normale” e il dato è stato decisamente buono. Gli unici dubbi che mi vengono relativi alla sostenibilità di questo andamento, è che 1) sono totalmente legati all’incremento dei volumi che probabilmente la vendemmia 2017 non spingerà ulteriormente e 2) lo scenario delle valute è mutato radicalmente negli ultimi mesi, con un significativo indebolimento del dollaro (attualmente a 1.18 sull’euro). Passiamo per ora ai dati.

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Esportazioni di vino italiano – aggiornamento aprile 2017

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L’andamento delle esportazioni di vino si caratterizza quest’anno per un’estrema volatilità. Le belle parole spese per commentare i dati di marzo (+15%) sarebbero da ribaltare per i dati di aprile, che invece sono in calo del 4%. Lo spostamento temporale delle vacanze Pasquali ha naturalmente un impatto. Mi pare che la conclusione più ovvia sia quella di mettere insieme i due mesi marzo-aprile, o ancora meglio i primi 4 mesi dell’anno. Il risultato è molto simile: +5.3% nel primo caso, +4.7% nel secondo caso. Questa è la velocità di crociera del nostro vino, fatto per il 70% (+3%) dall’aumento dei volumi e per l’1.5% (quindi circa il 30%) dal miglioramento del prezzo mix. Ma l’analisi più interessante nasce dall’osservazione dell’andamento dei 10 principali mercati: di questi, soltanto due, Canada e Francia, sono sopra il +4.7% dei primi 4 mesi. Un rapido calcolo consente di calcolare che questi 10 mercati, che sono per noi l’80% del nostro export crescono del 3.1% nel periodo gennaio-aprile, mentre il restante 20% del mercato cresce dell’11%. Forse la sperata diversificazione geografica sta cominciando a materializzarsi. Per questo, nel post trovate (e nei prossimi post troverete) nuove analisi sull’andamento dei mercati “secondari” ma in rapida crescita. Oggi partiamo con Russia (in recupero) e Cina (in accelerazione). Per chi vuole, il post prosegue.

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Esportazioni di vino italiano – aggiornamento primo trimestre 2017

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I dati di marzo 2017 delle esportazioni di vino sono talmente positivi che ho deciso di anticipare la pubblicazione del post, originariamente prevista per domenica sera, ad adesso. I dati segnano un progresso del 14-15% sia in volume che in valore che consentono di chiudere il primo trimestre con un ottimo +8%. Sebbene bisogna stare attenti a questioni pelose come i giorni lavorativi, la Pasqua (Aprile nel 2017 contro Marzo nel 2016) ma anche un Euro particolarmente debole (rafforzatosi poi in Aprile e Maggio), non si può non sorridere, anche perché Aprile 2016 fu un altro mese non proprio positivo, il che gioca bene per i dati che commenteremo a metà luglio. Detto del progresso dei volumi, che sta alla base di questa accelerazione, continuano a essere incoraggianti i dati sui vini imbottigliati (+12% Marzo, +6% trimestre), mentre riprende la corsa degli spumanti (+25% marzo, +15% trimestre), dopo un paio di mesi meno positivi del solito, soprattutto nel mercato inglese, osservato speciale di questi tempi. Siamo sul piede di 5.7 miliardi di euro e 21.2 milioni di ettolitri annui, quindi +5% sui 12 mesi precedenti. Passiamo ai dati.

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Le esportazioni di vino nel mondo – aggiornamento 2016

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Il commercio mondiale di vino ha visibilmente rallentato la corsa nel 2016: le esportazioni combinate delle 11 principali nazioni produttrici hanno subito un calo dell’1.5% circa in volume a 94 milioni di ettolitri, che è stato compensato da un incremento del 3% circa del prezzo medio di esportazione, circa 268 euro a ettolitro contro i 260 dello scorso anno. Il risultato è un valore cumulato di export di 25.2 miliardi di euro, in crescita dell’1.5% circa, rispetto a un balzo (guidato dalla rivalutazione del dollaro) dell’8% messo a segno nel 2015 sul 2014. L’Italia ne esce molto bene: la crescita del 4.5% è seconda soltanto a quella di Australia e Nuova Zelanda (5.5-5.7%), e certamente molto meglio di Francia e Spagna, con un mix molto ben bilanciato tra la progressione dei prezzi e dei volumi. La performance esportativa italiana emerge molto bene anche dalle crescite a 5 anni e dalle “quote di mercato” tra questi 11 paesi, che nel caso dell’Italia sono tornate sopra il 22% dopo la flessione del 2015 dovuta all’apprezzamento del dollaro. Passiamo ai numeri.

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