esportazioni di vino


Esportazioni di vino italiano – aggiornamento maggio 2017

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I dati delle esportazioni di maggio sono buoni (+12%), tanto buoni da far riaccelerare il ritmo delle nostre esportazioni dal 5% dei primi 4 mesi al 6.4% attuale. Aumentano dunque il mio buon umore, in questo caldo agosto in cui vi scrivo da Las Vegas. Mi concedo una licenza poetica: oggi ho mangiato nella catena Shake Shack (ottimi hamburger con ingredienti selezionati) e tra i 2-3 vini acquistabili c’era il Valdobbiadene Prosecco Superiore di Mionetto. Molto bene direi. Tornando a noi, i dati 2016 sono molto altalenanti, con mesi molto positivi che si alternano a mesi negativi, a causa del calendario della Pasqua e dall’uscita dall’anno bisestile. Maggio però era un mese “normale” e il dato è stato decisamente buono. Gli unici dubbi che mi vengono relativi alla sostenibilità di questo andamento, è che 1) sono totalmente legati all’incremento dei volumi che probabilmente la vendemmia 2017 non spingerà ulteriormente e 2) lo scenario delle valute è mutato radicalmente negli ultimi mesi, con un significativo indebolimento del dollaro (attualmente a 1.18 sull’euro). Passiamo per ora ai dati.

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Esportazioni di vino italiano – aggiornamento aprile 2017

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L’andamento delle esportazioni di vino si caratterizza quest’anno per un’estrema volatilità. Le belle parole spese per commentare i dati di marzo (+15%) sarebbero da ribaltare per i dati di aprile, che invece sono in calo del 4%. Lo spostamento temporale delle vacanze Pasquali ha naturalmente un impatto. Mi pare che la conclusione più ovvia sia quella di mettere insieme i due mesi marzo-aprile, o ancora meglio i primi 4 mesi dell’anno. Il risultato è molto simile: +5.3% nel primo caso, +4.7% nel secondo caso. Questa è la velocità di crociera del nostro vino, fatto per il 70% (+3%) dall’aumento dei volumi e per l’1.5% (quindi circa il 30%) dal miglioramento del prezzo mix. Ma l’analisi più interessante nasce dall’osservazione dell’andamento dei 10 principali mercati: di questi, soltanto due, Canada e Francia, sono sopra il +4.7% dei primi 4 mesi. Un rapido calcolo consente di calcolare che questi 10 mercati, che sono per noi l’80% del nostro export crescono del 3.1% nel periodo gennaio-aprile, mentre il restante 20% del mercato cresce dell’11%. Forse la sperata diversificazione geografica sta cominciando a materializzarsi. Per questo, nel post trovate (e nei prossimi post troverete) nuove analisi sull’andamento dei mercati “secondari” ma in rapida crescita. Oggi partiamo con Russia (in recupero) e Cina (in accelerazione). Per chi vuole, il post prosegue.

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Esportazioni di vino italiano – aggiornamento primo trimestre 2017

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I dati di marzo 2017 delle esportazioni di vino sono talmente positivi che ho deciso di anticipare la pubblicazione del post, originariamente prevista per domenica sera, ad adesso. I dati segnano un progresso del 14-15% sia in volume che in valore che consentono di chiudere il primo trimestre con un ottimo +8%. Sebbene bisogna stare attenti a questioni pelose come i giorni lavorativi, la Pasqua (Aprile nel 2017 contro Marzo nel 2016) ma anche un Euro particolarmente debole (rafforzatosi poi in Aprile e Maggio), non si può non sorridere, anche perché Aprile 2016 fu un altro mese non proprio positivo, il che gioca bene per i dati che commenteremo a metà luglio. Detto del progresso dei volumi, che sta alla base di questa accelerazione, continuano a essere incoraggianti i dati sui vini imbottigliati (+12% Marzo, +6% trimestre), mentre riprende la corsa degli spumanti (+25% marzo, +15% trimestre), dopo un paio di mesi meno positivi del solito, soprattutto nel mercato inglese, osservato speciale di questi tempi. Siamo sul piede di 5.7 miliardi di euro e 21.2 milioni di ettolitri annui, quindi +5% sui 12 mesi precedenti. Passiamo ai dati.

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Le esportazioni di vino nel mondo – aggiornamento 2016

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Il commercio mondiale di vino ha visibilmente rallentato la corsa nel 2016: le esportazioni combinate delle 11 principali nazioni produttrici hanno subito un calo dell’1.5% circa in volume a 94 milioni di ettolitri, che è stato compensato da un incremento del 3% circa del prezzo medio di esportazione, circa 268 euro a ettolitro contro i 260 dello scorso anno. Il risultato è un valore cumulato di export di 25.2 miliardi di euro, in crescita dell’1.5% circa, rispetto a un balzo (guidato dalla rivalutazione del dollaro) dell’8% messo a segno nel 2015 sul 2014. L’Italia ne esce molto bene: la crescita del 4.5% è seconda soltanto a quella di Australia e Nuova Zelanda (5.5-5.7%), e certamente molto meglio di Francia e Spagna, con un mix molto ben bilanciato tra la progressione dei prezzi e dei volumi. La performance esportativa italiana emerge molto bene anche dalle crescite a 5 anni e dalle “quote di mercato” tra questi 11 paesi, che nel caso dell’Italia sono tornate sopra il 22% dopo la flessione del 2015 dovuta all’apprezzamento del dollaro. Passiamo ai numeri.

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Esportazioni di vino italiano – aggiornamento febbraio 2017

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Le esportazioni di vino in Febbraio sono state stabili, probabilmente scontando il confronto dell’anno bisestile che cadeva lo scorso anno, il che comunque porta il primo bimestre a crescere del 4%. La crescita degli spumanti per ora non si ferma (+7% in Febbraio, +9% nei primi 2 mesi dell’anno) anche se cominciano a vedersi dei segnali piuttosto preoccupanti in diversi mercati importanti, primo tra tutti il Regno Unito (stabile nei primi 2 mesi dell’anno). L’anno e’ ancora tutto da scrivere, naturalmente, anche perche’ i mesi importanti per gli spumanti sono quelli nella seconda meta’ dell’anno. Di certo per ora possiamo dire che il ritmo dei primi due mesi dell’anno non e’ diverso da quello dei 12 mesi precedenti, il che non e’ male considerando che la base di comparazione diventa sempre piu’ difficile. Se poi, come sostiene Federvini, si riuscisse a vendere i nostri vini allo stesso prezzo dei francesi… beh… restiamo sui numeri che e’ meglio.

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