esportazioni di vino


Il commercio mondiale di vini sfusi – aggiornamento 2018

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Il 2018 sembra proprio essere stato un incrocio piuttosto fortunato per il trade mondiale di vini sfusi, mettendo insieme una coda d’anno che ha limitato un po’ il calo dei volumi soprattutto nella parte finale dell’anno con dei prezzi ancora elevati particolarmente, soprattutto a inizio anno, per via della situazione contraria vissuta nel 2017. Dalle tabelle e grafici seguenti vedrete sostanzialmente confermata e rafforzata la leadership assoluta degli spagnoli in questo segmento del mercato, dove l’Italia è seconda precedendo Argentina e Cile. Secondo i dati preliminari la crescita del 2018 è stata del 6% in valore a 3.4 miliardi di euro, mentre abbiamo poca visibilità circa i volumi per via di diversi dati mancanti, soprattutto quelli francesi. Ci basta però sottolineare come i volumi di vino sfuso esportati da questi quattro principali paesi siano calati da 25.4 a 22.2 milioni di ettolitri per farvi rendere conto del tema di cui accennavo sopra. Bando alle chiacchiere, passiamo ai numeri.

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Esportazioni di vino italiano – aggiornamento agosto 2019

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Due sono le ragioni che suggeriscono di non prendere i dati che pubblichiamo oggi troppo sul serio: primo, che agosto è decisamente il mese meno importante dell’anno per qualsiasi tipo di attività economica; secondo, che nello specifico delle esportazioni di vino questo mese dell’anno scorso era andato molto bene nel segmento dei vini spumanti. Sì, perchè il dato chiave dell’export di vino italiano in agosto, che per la cronaca cala dell’8% (facendo decelerare il nostro andamento annuo di 1 punto percentuale circa, dal “3 e qualche cosa” al “2 e qualche cosa”), è il crollo dell’11% degli spumanti. Non solo Asti e altri DOP, ma anche il Re Prosecco dove il calo del Regno Unito non è stato più compensato dagli Stati Uniti, che sono rimasti stabili. Quindi il quadro è grigio ma ci aspetta il periodo più critico dell’anno. Ci entriamo con qualche mercato in difficoltà (Regno Unito in primis, Svizzera, Svezia e Danimarca) e con qualche sorpresa positiva (certamente Francia, ma anche Giappone e Paesi Bassi). Analizziamo ora qualche dato insieme.

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Le esportazioni di vino nel mondo – aggiornamento primo semestre 2019

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Gli scambi mondiali di vino mettono a segno un progresso del 2% circa nel primo semestre dell’anno. È questo il risultato cumulato dei primi 11 esportatori, 13.2 miliardi di euro, circa 300 milioni in più dello scorso anno. Si tratta di un recupero rispetto a una seconda parte del 2018 meno positiva, raggiunto anche grazie alla svalutazione dell’euro sul dollaro, passato da 1.21 (media primo semestre 2018) a 1.13 (primo semestre 2019). I dati mostrano un andamento leggermente sopra la media anche per l’Italia (+3%), anche se le crescite più corpose sono state realizzate dalla Francia (+6%), la Nuova Zelanda (+10%) e l’Argentina (+10%). I volumi sono cresciute del 3%, questa volta con Italia, Spagna e Nuova Zelanda in cima alla classifica. La quota di mercato del vino italiano migliora leggermente, dal 22.7% al 22.9% (in base al valore). La seconda metà dell’anno potrebbe essere caratterizzata dall’introduzione dei dazi alle importazioni in USA per la Francia e la Spagna, tra i grandi paesi esportatori. Potrebbe essere l’opportunità per il nostro vino per riguadagnare alcune posizioni (perse a vantaggio della Francia) nel mercato USA. Passiamo ad analizzare i dati.

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Esportazioni di vino italiano – aggiornamento luglio 2019

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Luglio 2019 è stato un buon mese per le esportazioni italiane di vino, dopo un giugno decisamente negativo. Il +7.6% registrato nel mese riporta il saldo da gennaio a questa parte verso il +4%. A guidare la crescita di quest’anno sono i volumi, in crescita del 10%, soprattutto spinti dalla dinamica dei vini sfusi. A luglio si ripete in modo ancora più marcato l’andamento dei mesi precedenti: i vini sfusi crescono del 38% in volume (+24% da inizio anno), ma il loro prezzo cala del 29% (-26% da inizio anno). Per uno scherzo della matematica (provare per credere), +38% del volume e -29% del prezzo messi insieme fanno -1%. Dal punto di vista geografico, le uniche note negative vengono dal Regno Unito, in calo del 12% a luglio e del 4% da inizio anno (sia nella bottiglia che nello spumante), mentre provengono dei dati un po’ meno negativi dalla Cina, che cresce del 2% in luglio e del 4% da inizio anno, dopo una seconda parte del 2018 decisamente negativa. Infine, molto positive sono le indicazioni che provengono dalla Francia, dove sembrerebbero essersi innamorati dei nostri spumanti. Infine, magari interessa a qualcuno: la bilancia commerciale del vino italiano tocca per la prima volta i 6 miliardi di euro, esattamente 6006 milioni. A questo è dedicato il grafico di apertura del post. Passiamo all’analisi dei dati.

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Francia – esportazioni di vino – primo semestre 2019

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Per i primi 6 mesi del 2019 la Francia ha avuto un ottimo andamento delle esportazioni di vino, che hanno segnato una crescita del 6% pur in rallentamento verso la fine del semestre. Quello che succederà da ora (ottobre) in avanti è un punto di domanda. Come sapete le esportazioni di vino francese (ma anche spagnolo) verso gli USA saranno tassate del 25%. Si tratta della categoria dei vini in bottiglia, quindi non degli Champagne (si vede che a Trump quelli piacciono…). Si tratta di 1.26 miliardi di dollari (2018) che rappresentano l’11.5% delle esportazioni francesi dello stesso periodo (9.3 miliardi, di euro però). Gli americani pagheranno il 25% in più per avere lo stesso prodotto? Oppure spenderanno uguale e importeranno di meno? Oppure sceglieranno altri prodotti? Vedremo, certamente non si tratta di una buona notizia per il vino francese. Per ora concentriamoci su questo +6%, meglio del nostro +3%, supportato da un eccellente andamento degli Champagne e (tanto per cambiare) dai vini di Borgogna.

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