esportazioni di vino


Esportazioni di spumante Italia – aggiornamento 2016

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Il 2016 sarà senza dubbio ricordato come l’anno della definitiva consacrazione internazionale dei vini spumanti italiani. Le esportazioni a consuntivo dell’anno parlano di un incremento del 22% a 1.2 miliardi di euro e di un corrispondente aumento del volume esportato a 3.4 milioni di ettolitri. Come sappiamo si tratta di una esplosione principalmente legata ai paesi anglosassoni, Regno Unito e USA su tutti, ma ci sono altri segnali positivi nei mercati minori, quando invece l’anno è stato positivo ma meno esplosivo in altri mercati consolidati come la Germania. I segnali del mese di dicembre, comunque poco interessante dal punto di vista stagionale, sono meno positivi dei mesi precedenti, con un leggero calo del valore esportato, essenzialmente legato al -20% realizzato nel mercato inglese, che ha spinto la categoria degli spumanti DOP giù del 5%, a fronte di un saldo annuo in crescita del 32%. Passiamo all’analisi dei dati.

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Esportazioni di vino italiano – aggiornamento 2016

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Il 2016 chiude con un secondo colpo di coda dei vini fermi e porta le esportazioni italiane al loro massimo storico di 5582 milioni di euro, per una crescita del 4.4% sullo scorso anno. Il mese si caratterizza per due cose: un calo marginale ma comunque “nuovo” dei vini spumanti dell’1% (in un mese peraltro non critico), non accadeva da ottobre 2015, con un secco -21% del Regno Unito nel solo mese di dicembre. Secondo: una ripresa molto visibile delle esportazioni di vini sfusi, che da agosto a questa parte hanno dato segnali di risveglio (come hanno anche ripreso vigore le esportazioni di vino fermo). Terzo: un temporaneo stop alla crescita delle esportazioni in Cina, dopo molti mesi positivi, che fa restare il paese sotto la soglia di 100 milioni di euro, a meno di ricomprendere anche le categorie minori rispetto a quelle che normalmente includiamo (cioè imbottigliati, sfusi e spumanti). Le conclusioni già fatte nei mesi precedenti non cambiano nella sostanza: è stato un anno molto positivo per l’Italia e la crescita delle esportazioni di oltre il 4% non è secondo quasi a nessuno (alla Nuova Zelanda si…). Però, dalle considerazioni di sopra il 2017 si apre con qualche punto di domanda sulla sostenibilità di tale andamento, molto legata agli spumanti e, all’interno della categoria, ad alcuni spumanti. Passiamo ai dati.

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Sud Africa – esportazioni di vino 2016

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Il Sud Africa conferma nel 2016 la percezione che avevo già condiviso negli anni precedenti relativamente al suo export: una forte volatilità dei mercati di destinazione, unito a un calo strutturale del mercato storicamente più importante, il Regno Unito. Come per altri paesi, il 2016 è stato per il Sud Africa un anno “diverso” dal punto di vista valutario. Il Rand ha subito una pesante svalutazione, che ha fortemente beneficiato gli introiti in valuta locale. Infatti, se ai nostri occhi le esportazioni Sud Africane sono stabili intorno a 600 milioni di euro, con un volume in crescita del 3% a 5 milioni di ettolitri, gli incassi trasformati nel cambio di 16.3 Rand per un euro (contro 14.2 del 2015, quindi +15%) diventano giustappunto un +15%. Allo stesso modo la percezione di “stabilità” che ci viene dal grafico dove vedete anche gli anni scorsi non corrisponde al quadro in valuta locale, dove la crescita annua è nell’ordine del 10-11%, tutta raggiunta con la svalutazione del Rand, di circa il 60-65% in 5 anni. Purtroppo non sarà così nel 2017, o perlomeno non sembra così per il momento, visto che il Rand ha riguadagnato quota 14.5… Passiamo ad analizzare i dati insieme.

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Francia – esportazioni di vino – aggiornamento 2016

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Le esportazioni di vino francese hanno continuato la decelerazione già vista nel primo semestre, chiudendo il 2016 sul livello del 2015. A determinare questo ulteriore rallentamento (da +0.6% nel primo semestre a -0.3% a fine anno) è stato soprattutto lo Champagne, che fino a qualche mese fa viaggiava su ritmi vicini al +10% e ha vissuto un fine d’anno particolarmente negativo, soprattutto nei tre mesi critici di settembre-ottobre-novembre, nei quali si concentra il 35-40% dell’export del prodotto. Nel segmento dei vini fermi non ci sono invece grandi novità; le esportazioni continuano a crescere al ritmo dell’1% circa, con un andamento leggermente negativo per i vini di Bordeaux (ma decisamente meno di quanto commentavamo a fine giugno) e un tono sempre positivo per i vini di Borgogna. Da un punto di vista geografico, la Francia cresce del 5% in USA, ma cala del 3% in Germania e del 10% nel Regno Unito. Di sicuro possiamo dire che la distanza tra le esportazioni francesi e quelle italiane, che avevano segnato un netto divaricamento lo scorso anno (per l’ottima annata dei vini francesi) è destinato nel 2016 a richiudersi leggermente, sostanzialmente grazie alla forte crescita dei nostri vini spumanti. Passiamo ad analizzare i dati.

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Conegliano Valdobbiadene DOCG Prosecco Superiore – vendite e esportazioni 2015

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Il rapporto su Conegliano Valdobbiadene è stato puntualmente presentato a metà dicembre e come sempre è ricco di dettagli. Per il terzo anno consecutivo la crescita del prodotto spumante DOCG, la punta di diamante del fenomeno del Prosecco, viene realizzata soprattutto in Italia, dove volumi e valore crescono nel 2015 del 12% e del 15% rispettivamente, rispetto a un ben più magro +1% e +7% realizzato nei nuovi mercati. L’Italia dunque rappresenta il 57% del valore della produzione del Conegliano Valdobbiadene spumante, 446 milioni di euro nel 2016 (+10%) per 78 milioni di bottiglie commercializzate (+7%), che a sua volta è il 93% del valore della produzione della zona vinicola. E questo 57% cresce rispetto al 2014 (55%) e al 2013 (53%) mettendo in luce un fatto che diventa sempre più evidente: i prodotti di alta qualità nel segmento degli spumanti fanno fatica a sfondare all’estero, dove il segmento è molto ben coperto dai prodotti francesi e, in parte, spagnoli. Qual è il problema “estero” del Conegliano Valdobbiadene? Beh, certamente di essere molto legato ai mercati di lingua tedesca rispetto a quelli di lingua inglese, che come ben sapete leggendo le pagine sulle esportazioni, sono il vero traino dell’incremento dell’export di vino spumante italiano. Passiamo a leggere qualche numero insieme.

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