dati UN Comtrade


Nuova Zelanda – esportazioni di vino – aggiornamento 2018

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Il raffreddamento degli scambi mondiali ha colpito anche l’ultima tigre dell’export del vino, la Nuova Zelanda. I grafici come sempre sono più eloquenti delle parole: potete vedere che la crescita del 2018 è “rallentata” al 3% ed è ben lontana dal 7% registrato nei 5 anni. Se poi tramutate questi dati in Euro il numero che andremo a mettere tra un paio di mesi nel tabellone dell’export mondiale è 1.01 miliardi di euro, -4% rispetto ai 1.06 miliardi del 2017. Come già abbiamo visto per il Cile, a frenare la Nuova Zelanda è la stabilizzazione del vino sfuso (non abbiamo dati sui volumi purtroppo per quest’anno, ma certamente ciò deriva da meno volumi e più prezzi) e dal deciso rallentamento delle esportazioni in USA (dove le ambizioni però restano forti) e nel vicino mercato australiano. La Nuova Zelanda ha anche invertito la rotta in Cina (e a Hong Kong), a segnalare se ce ne fosse ancora bisogno che probabilmente i tempi della crescita facile in quel mercato sono terminati. Passiamo a commentare brevemente i dati.

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Danimarca – importazioni di vino – aggiornamento 2018

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I primi dati che fluiscono da UN Comtrade non sono per niente belli. Oggi parliamo di Danimarca, un mercato dove a partire dalla grande crisi del 2009 l’Italia aveva guadagnato la leadership ai danni della Francia e che dopo un 2017 stabile ha ripreso a crescere lo scorso anno, con un incremento del 9% a valore (628 milioni) e del 5% a volume (1.84 milioni di ettolitri). Nel 2018 la Danimarca è invece stato uno dei mercati deboli per il nostro vino mentre viceversa è stato per la Francia. Insomma, una combinazione forse sfortunata ma la Francia ha esportato il 10% in più e l’Italia il 6% in meno. Le posizioni si sono così invertite, la Francia ha riguadagnato quota 150 milioni di euro che non vedeva dal 2008, mentre l’Italia scende a 141 milioni di euro. Per l’Italia la Danimarca è un mercato duro perché in ritardo sul segmento degli spumanti (che comunque cresce più dei vini fermi), che rappresentano soltanto il 11 dei 141 milioni di export. Passiamo ai dettagli.

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Giappone – importazioni di vino – aggiornamento 2018

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Il mercato del vino giapponese è cresciuto del 3% in valuta locale ma è rimasto stabile in euro, data la leggera svalutazione del cambio. Come abbiamo visto la scorsa settimana si tratta di uno dei pochi mercati in cui il prodotto italiano non cresce (-3% secondo la dogana giapponese nel 2018). La “consolazione” è che a non crescere è il mercato… ma… ma c’è un vincitore se guardate questi dati con attenzione: i vini spumanti francesi. Il mercato dei vini spumanti giapponese è cresciuto in modo sostenuto negli ultimi anni, e anche nel grigio 2018 ha fatto +9%, compensando un graduale calo dei prodotti fermi. Ma proprio dove l’Italia sta esprimendo la sua crescita, a vincere in Giappone sono i francesi, che dominano letteralmente la categoria con l’83% del mercato, 434 milioni dei 523 milioni totali contro i solo 32 milioni dell’Italia e della Spagna. L’unico altro paese a crescere è l’Australia, ma da un livello decisamente marginale. Passiamo a commentare qualche numero.

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Corea – importazioni di vino – aggiornamento 2017

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La Corea è uno di quei mercati dove l’Italia non occupa la posizione che si meriterebbe data la qualità dei suoi prodotti vinicoli. Ed è un mercato piuttosto importante per i beni di lusso e in crescita per il settore del vino. Nel 2017 le importazioni di vino sono cresciute del 7% a 186 milioni di euro (poco meno di 400mila ettolitri), nonostante per il paese asiatico non sia stato un anno facile il 2017 viste le bizze del vicino di casa della Corea del Nord. La Francia domina con una quota di mercato di un terzo, i cileni seguono con circa il 20% e perdendo terreno, mentre il prodotto italiano mantiene le posizioni con circa il 14% di quota e mostra una crescita, calcolata sugli 5 anni, decisamente inferiore a quella degli altri paesi esportatori. Ecco se al posto dei cileni ci fossimo noi italiani potremmo dire che siamo dove dovremmo essere. Passiamo ai dati.

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Cile – esportazioni di vino – primo semestre 2018

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Il 2018 per il Cile non è partito bene, con una perdita di valore e di qualità delle esportazioni. Infatti, a fronte di un calo del 3% delle esportazioni totali, la categoria chiave dei vini in bottiglia scende in mondo più marcato, -6%. Ma il tema chiave non è probabilmente questo. Abbiamo sempre spinto sul concetto che il vino cileno all’estero “non ha casa”. Mentre il nostro prodotto vende bene in USA e in Germania… da sempre… i vini cileni hanno scalato le classifiche dell’export mondiale di vino con delle “vampate” in mercati sempre diversi come gli USA, il Regno Unito, il Giappone e, da ultimo, la Cina. Proprio la Cina, passata da meno del 5% delle esportazioni al 15% nel giro di pochi anni è la principale causa del rallentamento del vino cileno. Infatti, nei primi 6 mesi dell’anno le esportazioni sono calate dell’11% e questo da solo spiega il due terzi del calo totale delle esportazioni. Ma è anche indirettamente una spiegazione per la stasi dei vini italiani nel paese asiatico… passiamo ai dati…

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