dati Symphony IRI


Vendite di vino per denominazione nella GDO Italiana – aggiornamento 2016

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I dati che andiamo a commentare oggi rilasciati nell’ambito del Vinitaly sono la naturale continuazione di numerose tendenze del consumo di vino: volumi tendenzialmente calanti con valori leggermente crescenti, sostituzione di vecchi formati con i bag-in-box e crescente utilizzo delle bottiglie. Nell’ambito di questi 1.56 miliardi di euro spesi nella GDO dagli italiani per comprare vino confezionato (+1.1%) ci sono però alcune sorprese: per la prima volta da diversi anni i vini bianchi non crescono più dei vini rossi, per esempio, per via del calo piuttosto marcato delle vendite di Prosecco; oppure una ripresa di vigore delle vendite del principale vino italiano nella GDO, il Chianti. Passiamo dunque ad analizzare i dati.

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Vendite di vino al dettaglio in GDO nel 2012 – suddivisione, tendenze e valori assoluti

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I dati di oggi sono forniti a ISMEA da Symphony IRI e sono relativi alle vendite di vino in GDO in Italia tra il 2010 e  il 2012. Sono utili perchè si tende sempre a parlare di variazioni percentuali ma mai di valori assoluti e mai si guarda alla differenza di prezzo tra le categorie e a cosa sta spingendo le vendite di vino in Italia. Questi dati ci mostrano due tendenze lampanti: che le vendite di vino sono spinte dai prezzi a discapito dei volumi (e lo sapevamo bene) e che invece le vendite di spumante sono al contrario spinte dai volumi, con i prezzi che restano stabili, essenzialmente perchè i prezzi dei vini di alta qualità come lo Champagne e lo spumante metodo classico italiano sono stabili da ormai due anni a questa parte. Ma anche altro, come la maggiore presenza di vini rossi nei vini DOP e bianchi e rosati nei vini IGT, piuttosto che il calo dello Champagne, non a favore dei corrispondenti italiani quanto degli Charmat. Il numero magico è 1.5 miliardi di euro per 5.5 milioni di ettolitri per il vino fermo e 1.8 miliardi di euro per 6 milioni di ettolitri se si includono i vini spumanti. Andiamo a vedere i numeri in maggiore dettaglio.

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Vendite di vino nella GDO Italiana – aggiornamento 2011

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Al sottoscritto piace molto poco quando i fornitori di statistiche “mischiano le carte in tavola”. È quello che succede quest’anno all’usuale report per Vinitaly pubblicato da Federdistribuzione e SymphonyIRI Group che riassume le vendite di vino nella GDO. Perché? Perché è abitudine di questo blog mettere in fila i numeri di più anni e non soltanto degli ultimi due (come fanno molte fonti per far perdere la “memoria storica”). Che cosa è successo? In aggiunta al normale “sfrido” di non riuscire a conciliare i dati da un anno con l’altro, sono pesantemente cambiate le definizioni e i numeri relativi alle singole DOC. Per esempio: quest’anno il report dice che le vendite di Lambrusco sono state 71 milioni di euro e che sono scese del 3%. Ciò significa che l’anno scorso dovevano essere circa 73-74. Invece, se vedete il post corrispondente, vi accorgete che l’anno corso fu pubblicato un numero totalmente diverso: non è questo il luogo per fare polemica. Diciamo che ciascuno fa il suo lavoro e ne risponde di conseguenza. Qui ho cercato di ri-lavorare i dati concatenando le serie passate in modo da mantenere i trend passati, pur applicati con i numeri attuali. Buona lettura del resto del post…

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Vendite al dettaglio di vino nella GDO nel 2010 per vitigno

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Fonte: Symphony IRI per Vinitaly

Puntuale come ogni anno viene pubblicata la classifica dei principali vitigni italiani commissionata da Vinitaly a IRI. A differenza dello studio IRI, io metto in fila i numeri di tanti anni, che forse non sono perfettamente comparabili ma danno un’idea di come si sta evolvendo il settore. Cominciamo dalle vendite, che nella grande distribuzione nel 2010 sono rimaste stabili (+0.4%) a fronte di un calo dello 0.9% del volume venduto. Stiamo parlando di grande distribuzione e di vino confezionato. Lo studio non cela la delusione: dopo un 2009 che era sembrato non cosi’ cattivo come la crisi lasciava immaginare, il 2010 ha deluso. Si ripete la stessa storia degli anni passati: i vini “cari”, oltre 5 euro la bottiglia e VQPRD crescono del 5%, quelli da meno di 5 euro crescono del 2.5%, quelli da tavola calano dell’1%. Siccome questi ultimi cubano 533 milioni di euro del totale di 1.4 miliardi, la media esce poco piu’ che positiva.



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