dati OIV


Produzione mondiale di vino 2012 – stime preliminari OIV

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OIV ha pubblicato la prima stima della produzione di vino nel mondo, pari a 248 milioni di ettolitri, in calo del 6% rispetto al 2012. OIV si spinge anche a una serie di congetture sui consumi, che lasciamo a un post più specifico quando questi consumi sono delineati per mercato e non soltanto abbozzati. L’evidenza di questi dati è piuttosto semplice: si produce meno vino non soltanto perchè l’Europa continua nel percorso degli espianti (oltre a una annata climaticamente avversa), ma anche perchè l’onda lunga della crescita degli altri paesi del mondo si è esaurita. Soltanto il Cile sembra aver toccato un massimo storico produttivo nel 2012, mentre tutti gli altri paesi o sono vicini al loro minimo storico (vedi Europa) o “ballonzolano” all’interno di una fascia produttiva che è presumibilimente determinata dall’andamento dell’annata piuttosto che da un vero e proprio trend sottostante. Passiamo a un’analisi più puntiale dei dati.

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I consumi di vino nel mondo – stima OIV 2011

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Dunque, l’anno scorso mentre commentavo i dati sui consumi di vino “teorizzavo” che il 2011 sarebbe stato l’anno del sorpasso degli USA sulla Francia. Ora, questi dati chiaramente mi smentiscono, perché, e questo è il punto del post, sembra che in Francia si siano sforzati a bere di più per non essere sorpassati. Eppure, sembrava esserci una tendenza: 33 milioni di ettolitri nel 2006, poi 32, 31, 29 (crisi), 28… e bum! Di nuovo 30. Esiste una corrente di pensiero, gli “scettici”, che dicono che non si possono fare previsioni perché avendo a che fare con la natura umana le reazioni sono imprevedibili e quello che ti sembrava normale ieri potrebbe non esserlo oggi. Ma qui siamo di fronte a un vero e proprio “caso del tacchino nel giorno del ringraziamento”, il quale si abitua a mangiare tutti i giorni “gratis”, ma un certo giorno invece di nutrirlo il padrone lo trasforma in un pasto. Bando agli scherzi, la seconda conclusione più seria è che secondo OIV (toh, è basata a Parigi), i consumi di vino non si schiodano da 240 milioni di ettolitri e che i 10 milioni di ettolitri perduti durante la crisi non sono stati per ora recuperati… E poi guardate bene il grafico qui di sopra con i consumi pro-capite contro la dimensione del mercato: se i francesi non sono passati dietro agli americani quest’anno lo fanno il prossimo anno (sarò smentito di nuovo)?

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Produzione mondiale di vino 2011 – aggiornamento OIV

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Con l’aggiormanento OIV pubblicato a marzo, il quadro sulla produzione di vino nel mondo nel 2011 è diventato piuttosto stabile. Che cosa è successo? Beh, in primo luogo si ripropone un tema di stabilizzazione tra la quota produttiva del vecchio e del nuovo mondo. In secondo luogo, si può ora dire che l’Italia è il paese con la produzione più bassa rispetto alla sua media quinquennale, a -14%, mentre la Francia è al contrario il paese con la produzione più alta rispetto alla sua storia recente, l’8% in più. La terza considerazione importante è che il Cile ha subito un calo degli ettolitri prodotti: se sommiamo questo calo alle difficoltà a esportare a causa del cambio forte, probabilmente Concha y Toro potrebbe avere qualche problemino nel 2012. E infine, ma oramai è un concetto molto chiaro, la produzione mondiale di vino non cresce più… (come i consumi).

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L’equilibrio del mercato mondiale del vino – dati OIV 2011

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Con l’aggiornamento di marzo 2012 di OIV possiamo aggiornare un’analisi molto interessante che per il blog è ferma al 2009: quella dell’equilibrio mondiale del mercato del vino. I numeri sono come sempre un pò ballerini, tra stime piuttosto ardite di consumi cinesi e rettifiche frettolose di dati di produzione. Il quadro che ci offre l’analisi è però di sostanziale equilibrio del mercato. I consumi vanno meglio nel resto del mondo che in Europa, ma il saldo è piuttosto stabile a 240 milioni di ettolitri, mentre la produzione viaggia sui 265-270 milioni di ettolitri. Se OIV ha ragione nello stimare circa 30 milioni di usi industriali il mercato è “mondialmente” in equilibrio, anche se “localmente” resta disequilibrato. Di converso, e’ certo che i consumi non sembrano piu’ crescere (ne parleremo tra qualche giorno, e quindi le quote di mercato diventano importanti, soprattutto a valore).

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