dati finanziari


Advini – risultati e analisi di bilancio 2011

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Advini continua a comprare attivita’ e a crescere, anche se gli utili ancora non si vedono e il debito cresce. Va dato onore a questa azienda che e’ tra le poche nel mondo del vino che ha mire esplicitamente espansionistiche e che nel corso degli ultimi anni ha messo sul tavolo soldi (20 milioni soltanto nel 2010-11) e azioni (circa il 10% del capitale e’ andato alla famiglia Laroche in cambio del loro Domaine) per crescere. Il piano di crescita si chiama “Opus Vini 2015” e prevede: (1) la crescita e lo sviluppo dei marchi critici per il gruppo, che nel 2011 sono cresciuti del 4%; (2) il rafforzamento della struttura distributiva all’estero; (3) l’integrazione delle strutture centrali per risparmiare sui costi; (4) la continua acquisizione e integrazione di nuove aziende vinicole, soprattutto in Francia. A fronte di questo piano, Advini si attende una crescita delle vendite del 10% o piu’: per il momento i dati del primo semestre (che trovate in fondo al post) sulle vendite parlano di un +8%, ma con una chiara accelerazione nel secondo trimestre a +11.5%. Ma per ora vediamo i numeri del 2011, che come vi ho anticipato sono piuttosto “poveri” soprattutto a livello di utili e di incremento del debito…

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Campari – risultati primo semestre 2012

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Campari ha riportato un primo semestre con margini ancora in calo nel segmento dei vini e una crescita organica negativa del 3% rispetto al +3% del resto del gruppo. La strategia di far crescere il portafoglio in distribuzione continua, con un impatto del 2% circa sul volume di fatturato della divisione (e dell’8% se restringiamo il confronto ai vini fermi). I punti deboli continuano a essere l’Italia e i vini fermi, mentre lo spumante Cinzano continua a crescere imperterrito. Vediamo i numeri più da vicino.

 

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LVMH – risultati primo semestre 2012

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È in un post di mezza estate che ritroviamo una ulteriore conferma di quello che segnaliamo da diverso tempo: il mondo degli spirits, e in questo caso dei brown spirits, ha in questi anni una marcia in più rispetto al vino (e, forse, una marcia in meno rispetto ad altre categorie come la vodka). Va da sè che i risultati di LVMH divisione vino e spirits mostrano ancora una volta il primato della sottodivisione Cognac e spirits su vini e Champagne. Nel semestre terminato a giugno, le vendite della divisione sono balzate a 1.75 miliardi di euro, +22%, con un incremento del 16% per Champagne e vino a 748 milioni e un +28% per la divisione spirits a 1 miliardo di euro.

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Baron de Ley – risultati 2011

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Baron de Ley non è stato nel 2011 immune dalla crisi spagnola: le vendite nel mercato domestico sono scese per il quarto anno consecutivo, e non di poco. Anche gli ultimi dati alla fine del primo semestre mostrano un ulteriore, seppur meno pronunciato decremento. I risultati che analizziamo oggi però ci parlano di altre cose, e cioè del grande sforzo dell’azienda di ridurre il capitale circolante e gli investimenti per migliorare il profilo di generazione di cassa. L’utile è stato molto più basso dell’anno scorso a causa degli eventi straordinari, mentre l’utile operativo è leggermente cresciuto. Nel primo semestre i margini hanno mostrato un ulteriore incremento. Vediamo i punti chiave:

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Carlo Pellegrino – risultati 2011

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Avvertenza: Carlo Pellegrino sponsorizza “I numeri del vino” con una donazione a Divina Provvidenza ONLUS

Il bilancio 2011 di Pellegrino si chiude con un ulteriore marcato miglioramento della struttura finanziaria, grazie all’attenzione al capital e circolante e nonostante la ripresa degli investimenti, ma con un andamento delle vendite e degli utili rispettivamente stabile e in riduzione rispetto allo scorso anno. Carlo Pellegrino certamente paga l’elevata esposizione all’Italia e all’Europa, tra i mercati esteri e la ancora relativamente bassa penetrazione in Nord America e in Asia. Il 2012 sara’ difficilmente un anno migliore: le vendite del primo trimestre sono allineate a un mercato in calo, mentre la relazione degli amministratori lascia spazio a una speranza di miglioramento nel secondo semestre, anche grazie a una nuova linea di prodotti specifica per il canale degli hard discount: “Con questa nuova linea di prodotti, con un maggiore sostegno pubblicitario e incentivazione di tutti i prodotti si pensa di poter contenere il calo del fatturato complessivo del 2012” e’ la frase finale della relazione. Siamo quindi di fronte a un anno in cui probabilmente Carlo Pellegrino non sara’ in grado di crescere. Andiamo nel dettaglio dei numeri.

 

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