dati finanziari


Nosio – bilancio 2014/15

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Nosio ha chiuso il bilancio 2015 (agosto) con un buon andamento, soprattutto per quanto riguarda i margini e la generazione di cassa. Il braccio commerciale e produttivo di Mezzacorona ha ormai un debito di meno di 50 milioni di euro, che si confronta con un valore di carico delle partecipazioni nelle commerciali estere e nella tenuta siciliana di egual valore. In altre parole, l’attività non ha debiti. Le vendite veleggiano poco sopra i 100 milioni di euro (con un calo in Europa, compensato dagli altri mercati, e con la graduale uscita dal segmento dei vini sfusi) e il valore delle azioni scambiate tra i soci non è cresciuto in modo significativo rispetto all’anno scorso. Moltiplicato per il numero delle azioni determina un valore di 97 milioni di euro per il capitale azionario di Nosio, quasi medesimo del 2014, anche se gli azionisti hanno potuto incassare un dividendo di 2.3 milioni di euro, pari al 2.5% del valore delle azioni secondo gli scambi effettuati tra gli azionisti nel corso dell’anno. Andiamo a leggere qualche numero insieme.

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Constellation Brands – risultati primi 9 mesi 2015

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Constellation Brands ha archiviato un altro trimestre eccezionale per crescita delle vendite e utili e, per la quarta volta in quattro trimestri, ha annunciato un incremento degli obiettivi reddituali relativi all’anno fiscale terminante a febbraio 2016 (vedere grafico qui sopra). Ora, quando quella che noi analisti chiamiamo “guidance” viene rialzata per quattro volte consecutive viene da domandarsi come queste attese erano state progettate: come dire… si passa dall’essere stati prudenti all’essersi sbagliati di grosso…

Quindi in barba al crollo delle borse di questi primi giorni dell’anno, le azioni sono balzate di 5 dollari sui risultati e nel momento in cui scrivo (sabato 9 gennaio), il valore di borsa sfiora 30 miliardi di dollari. CB è cresciuta del 3% da inizio anno, contro il -6% della borsa americana, ma non solo. Come dice nell’introduzione della conferenza con gli analisti di giovedi 7 gennaio Rob Sands (CEO), “I am pleased to report that we posted another year of exceptional stock price performance with Constellation’s stock increasing more than 45% for calendar year 2015 versus the S&P 500 which declined 1% for the year. This is the fourth consecutive year that Constellation was one of the best performing stocks in the S&P 500 Consumer Staples Index.” Breve traduzione: le azioni CB sono cresciute del 45% nel 2015 contro un +1% dell’indice di borsa. Per il quarto anno consecutivo, CB è stato uno dei migliori titoli del settore dei consumi di massa nell’indice.

Non lo so cosa pensate voi che leggete, ma io più questa storia della birra evolve (e c’è in vista un nuovo birrificio da 20 milioni di ettolitri) più vedo CB diventare un caso stile “Foster’s”, che qualche anno fa decise di separare birra e vino (divenuto TWE). Mi sbaglierò, ma con quella capitalizzazione di mercato (30 miliardi) forse i tempi stanno diventando maturi…

E adesso andiamo a leggere questi bei numeri insieme, ancora una volta guidati dal segmento birra, ma dove i dati del vino sono stati positivi (e vi ricordo che il terzo trimestre che commentiamo è quello chiave per il business).

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Schloss-Wachenheim – risultati 2014/15

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Oggi analizziamo i risultati 2014/15 di uno dei giganti della produzione di vini spumanti tedesco, Schloss-Wachenheim, quotato presso la borsa di Francoforte con una capitalizzazione di mercato di circa 125 milioni di euro (e un andamento positivo del 25% circa nel corso del 2015). I numeri non sono stati così buoni a livello economico, con un calo del fatturato del 6% e del 20% dell’utile netto, ma dalla parte finanziaria l’azienda è riuscita con il contenimento degli investimenti e il calo del capitale circolante a ridurre il debito in modo vistoso. Da questo calo (pari a oltre il 20% della quotazione borsistica) potrebbe essere venuta la spinta ai corsi di borsa. Andiamo ad analizzare i numeri insieme.

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Laurent Perrier – risultati primo semestre 2015

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A proposito, buon 2016, visto che siamo agli sgoccioli, per chi legge “in diretta”. Vi auguro di brindare con un Laurent Perrier, di cui questa sera commentiamo i risultati del primo semestre (che per loro chiude a settembre). Avendo letto delle disgrazie dei concorrenti (Lanson e Vranken Pommery), questi numeri sembrano proprio belli, sia per quanto riguarda il fatturato, che per i margini e per la generazione di cassa. Le vendite crescono dell’8%, i margini sono stabili prima degli ammortamenti, il prodotto è stabile in Francia e recupera molto bene in Europa, la strategia di “premiumisation” da’ insomma i suoi furtti (il 40% delle vendite del brand Laurent Perrier è “alto di gamma” contro il 37% dei primi 6 mesi del 2014). Andiamo a leggere i numeri insieme.

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Vranken Pommery – risultati primo semestre 2015

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Dopo aver visto i numeri semestrali terribili di Lanson, i risultati semestrali di Vranken sarebbero facilmente comprensibili dicendo “sono andati male anche loro”. E invece no, a quanto pare, perlomeno a livello di fatturato. Vranken, come abbiamo visto nel post sui dati annuali, ha un buon motivo a giustificazione del calo delle vendite, che è l’apporto di Listel, attiva nei vini fermi, a una JV ora consolidata sotto la linea dell’utile operativo al 50%. Ma non solo, circa 10 milioni di fatturato sono stati spostati dal primo al secondo semestre per via delle tempistiche di consegna. Quindi, il fatturato che a prima vista cala del 24%, sarebbe sceso soltanto dell’8%. Se poi ci ributtiamo dentro questi 10 milioni “spostati” arriviamo a una leggera crescita (2-3%). Detto questo, l’utile operativo comunque scende in maniera fragorosa, con o senza la JV sui vini fermi e ciò ha avuto un certo impatto sulle quotazioni di borsa, sempre superiori a inizio anno ma di certo ben sotto i massimi. Andiamo a leggere insieme qualche dato.

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