dati finanziari


Masi – risultati primo semestre 2015

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Il 2016 è partito decisamente bene per Masi, sia guardando ai risultati pubblicati poco prima di Ferragosto, che leggendo la relazione degli amministratori dove si precisa che i contributi OCM alla promozione precedentemente previsti in calo torneranno ai livelli precedenti (nostra stima circa EUR1.5m annui) a partire da Ottobre. Quindi, nel 2017 si dovrebbe vedere un effetto decisamente positivo. Il secondo tema sul tavolo è la proposta del Consorzio dell’Amarone di ridurre le rese del 20% su tutta l’area di produzione, per tenere le scorte sotto controllo. Questo rischio ha determinato un anticipo di acquisti di prodotto semilavorato da parte di Masi (la posizione finanziaria è tornata negativa), che consente di “valicare” i prossimi 1-2 anni indenne dal rischio di avere meno prodotto (o prodotto più costoso). Tornando ai dati del semestre, con le vendite e l’utile operativo in crescita di quasi il 10%, le prospettive per l’anno restano positive. Andiamo ai numeri.

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LVMH – risultati primo semestre 2016

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I dati del primo semestre 2016 di LVMH hanno visto la ripresa delle vendite di cognac, che ha messo a segno un prodigioso incremento di volume (+14%), trascinando al rialzo le vendite della divisione vino e spirits, detenuta come sapete al 60% in partnership con il gigante Diageo (40%). Per quanto riguarda i principali mercati, gli amministratori hanno chiaramente fatto riferimento agli USA, che sono passati dal 31% al 33% delle vendite della divisione e alla ripresa della Cina, che vi ricordate essere stata la causa dello scivolone delle vendite di cognac negli ultimi 2 anni. La strategia non cambia: investimenti in capacità produttiva, innovazione di prodotto per cercare nuove occasioni di consumo dei prodotti. La prospettiva di breve termine è molto positiva. Non ci sono parole di prudenza: la scaletta di introduzione di nuovi prodotti è piena… passiamo al commento dei numeri.

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Yantai Changyu Pioneer Wine – risultati 2015

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In questa settimana pre-ferragosto ho trovato un argomento da “prime time” per chi è fedele al blog. Si tratta dell’analisi di bilancio della principale azienda vinicola cinese, Yantai Changyu Pioneer Wine, quotata in borsa con un valore di mercato di poco più di 3 miliardi di dollari. C’e’ voluta qualche ora per districarsi nei numeri (difficile abituarsi ai bilanci cinesi, anche se in inglese…) ma penso che riusciamo a fornire un quadro piuttosto preciso: Changyu era un’azienda che faceva una montagna di soldi fino al 2012 circa, quando ha subito la pressione delle politiche di austerità cinesi. Fare tanti soldi significa l’80% di margine industriale sul vino, che rappresenta il business più importante, il 40% di margine operativo consolidato e un utile netto pari al 30% delle vendite. Tanti soldi, nel 2012 erano 1.7 miliardi di yuan, che erano a quel tempo 210 milioni di euro. A tre anni di distanza, il fatturato è calato in modo sensibile, da 5.6 a 4.6 miliardi tra il 2012 e il 2015 (in recupero sul 2014), cioè circa 673 milioni di euro, il margine sul vino è di 10 punti più basso (ma sempre molto “ricco”) e l’utile netto è al 22% delle vendite e a circa 150 milioni. La strategia dell’azienda non sembra però cambiata, nonostante i numeri meno interessanti: gli investimenti sono rimasti stabilmente sopra il 20% e nel 2015 oltre alle vigne e alle cantine hanno cominciato anche a comprare aziende… buona lettura del resto del post e buona vacanza per chi è via…

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Banfi – risultati 2015

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Nel 2015 Banfi è riuscita a portare a casa un ulteriore miglioramento dei margini di profitto in un contesto di una crescita delle vendite intorno al 5%, supportata piuttosto sorprendentemente dai progressi nel mercato europeo. Invece, le vendite in Nord America non sembrano essere cresciute nel 2015, nell’ambito di una riorganizzazione commerciale che vede la società agricola vendere direttamente sul mercato senza passare forzatamente per la società commerciale. Così come abbiamo visto per altre aziende, il 2015 è stato però anche un anno di investimenti e di nuove acquisizioni. Oltre alla predisposizione degli 80 ettari a Campiglia Marittima, Banfi ha portato a compimento l’acquisizione di 60 ettari vitati nel Chianti (Cerreto Guidi) e di altri 30 al confine con la proprietà principale di Banfi, nel comune di Castel del Piano. Per il secondo anno consecutivo, e quest’anno in modo molto evidente, gli investimenti sono stati superiori alla generazione di cassa dell’azienda.

Come già per gli scorsi anni presentiamo i dati cercando il più possibile di “riunire” le due anime di Banfi, agricola e commerciale, dopo la separazione di qualche anno fa. Vi sottolineo quindi che questi numeri rappresentano delle stime e, se non nella precisa ripartizione, non corrispondono ai dati riportati nel bilancio di Banfi. Detto questo, sono credo la miglior approssimazione della performance del gruppo.

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Compagnia de’ Frescobaldi – risultati 2015

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Il 2015 è stato un anno particolarmente positivo per la Compagnia de’ Frescobaldi, con un fatturato in crescita di oltre il 10% in rapido avvicinamento a 100 milioni e margini di profitto che hanno toccato il punto più elevato da quando inumeridelvino analizza il bilancio. Gli amministratori prevedono per il 2016 un ulteriore incremento dei volumi di vendita e hanno messo a punto un paio di operazioni per accompagnare tale crescita, adeguando la capacità produttiva. Nel Chianti Classico, Frescobaldi ha preso in affitto oltre 60 ettari di vigneto del Castello di San Donato in Perano; nella zona di Montalcino ha acquistato con un investimento di 11 milioni una tenuta che sarà molto importante per uno dei suoi prodotti di punta, “Luce”, dato che consentirà di predisporre una cantina apposita e di aumentare i volumi da 85mila bottiglie a 130mila. Anche se il prezzo dell’acqusizione è stato definito “caro”, l’orizzonte di lungo termine tipico dell’azienda e l’utilizzo della nuova produzione per un prodotto di alta gamma come Luce consentirà certamente di estrarre valore dell’operazione. Il  post continua con l’analisi dettagliata.

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