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Il valore dei vigneti in Italia per regione e provincia – dati CREA, aggiornamento 2019

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Fonte: CREA – Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria

A differenza di della variazione leggermente positiva rilevata attraverso le quotazioni delle zone vinicole più vocate, secondo l’indagine annuale compilata dal CREA sul valore dei vigneti italiani nel loro complesso segna un dato stabile nel 2019 a 53600 euro per ettaro. La rilevazione statistica di quest’anno non offre numerosi spunti di discussione, visto che la maggior parte dei dati regionali è sostanzialmente stabile, con l’eccezione di un dato molto positivo per il Piemonte (+2.7% – a conferma di quanto già visto nelle indagini precedenti) e di un dato molto negativo per il Friuli Venezia Giulia (-3.2% – in questo caso in forte controtendenza rispetto alla crescita degli ultimi anni). Se guardiamo ai valori assoluti, il Nord Est italiano è la zona con le valutazioni più elevate (il Trentino Alto Adige in particolare), mentre se guardiamo i dati di crescita nei 5 anni il Piemonte continua a primeggiare. Bene, da questa edizione ho anche aggiunto le pagine in Google Sheet nella sezione Solonumeri, dove troverete tutti i dati dal 2000 in avanti con il dettaglio (qui non commentato) di province e regioni anche per zona altimetrica: se volete accomodarvi, questo è il link della pagina dedicata all’Italia. Passiamo a commentare qualche numero insieme.

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Il valore dei vigneti in Italia per denominazione – dati CREA, aggiornamento 2019

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Fonte: Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (CREA) – sezione valori fondiari

Il CREA ha aggiornato per il 2019 il suo rapporto chiamato “Esempi di valori fondiari e di canoni d’affitto” da cui è tratta questa analisi con i valori minimi e massimi riportati per una serie appunto esemplificativa di vigneti (principalmente DOC). L’elaborazione che da ormai qualche anno faccio su questi dati porta a distillare una variazione percentuale del valore mediano di queste terre che per il 2019 è di nuovo positivo, +1.8%, dopo il +1.5% del 2018, e che fa crescere a 158 il numero indice relativo al valore 2019 di questi vigneti rispetto al 2000. Come dire un incremento medio annuo del 2.4%, però principalmente ottenuto nei primi anni 2000. Infatti, se facciamo il medesimo calcolo per il decennio 2009-2019, arriviamo a un ben più striminzito +1.3%, che comunque ben si confronta con la svalutazione media dell’euro che è stata dell’1.05% annuo durante il periodo. Il rapporto di CREA è comunque relativo agli “esempi” di valorizzazione di vigneti specifici e quindi su questo ci dedichiamo nel resto del post.

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Il valore dei vigneti in Italia per regione e provincia – dati CREA, aggiornamento 2018

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Nonostante l’andamento tutt’altro che rassicurante dell’economia italiana, il valore dei vigneti italiani è cresciuto leggermente anche nel 2018, garantendo dunque una adeguata protezione dell’investimento. Tutto questo naturalmente viene prima di considerare il valore generato in termini di produzione agricola.

I dati regionali e provinciali pubblicati da CREA indicano un incremento dello 0.7% per il 2018 da 53200 a 53600 euro per ettaro. In testa alla classifica regionale e provinciale troverete le zone che hanno una maggiore penetrazione di vini DOC e quelle soggette al boom degli spumanti in particolare. Toscana, Piemonte, Trentino Alto Adige e Lombardia sono tutte intorno al +2% o meglio, mentre si registra un leggero calo per i valore dei vigneti veneti, nonostante il beneficio del Prosecco.  Le regioni del sud Italia sono invece tutte a cavallo dello zero virgola più o meno e registrano valori assoluti sensibilmente inferiori. Visto che abbiamo appena analizzato gli stessi dati per la Francia, vale la pena di mettere giù un semplice confronto: l’incremento dello 0.7% dell’Italia per il 2018 si confronta con un +2.3% per la Francia, mentre in termini di valori assoluti non c’è confronto, dato che il vigneto francese viaggia in media intorno a 72-73mila euro per ettaro. Passiamo a commentare qualche dato.

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Il valore dei vigneti in Italia per denominazione – dati CREA, aggiornamento 2018

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Il 2018 sembra essere stato un altro anno buono per i proprietari di vigneti, per quanto riguarda il valore patrimoniale delle loro terre. I dati che l’Istituto CREA ha pubblicato relativi al 2018 e che abbiamo qui rielaborato segnano un incremento dell’1.6% circa del valore medio dei vigneti delle aree censite dal rapporto, che fanno riferimento alle più importanti denominazioni vinicole italiane. Come dice il rapporto si tratta di valori “esemplificativi” quindi sono dei minimo-massimo che alcune volte non corrispondono alle transazioni realmente accadute nel mercato (il valore massimo della zona delle Langhe di 1.5 milioni per ettaro è quasi certamente stato superato…), ma forniscono comunque un utile riferimento. Trovate tutti i dati nella tabella finale allegata. Si tratta di un incremento generalmente spiegato dai valori massimi dei vigneti. In media, possiamo identificare alcune denominazioni dove CREA ha aggiornato al rialzo in modo importante (dal +5% in avanti) le valutazioni rispetto all’anno scorso: la zona del Vulture, la collina piacentina, il Collio, Erbaluce e Gattinara in Piemonte, molti dei vigneti in Puglia (Francavilla, Monopoli, Manduria, Copertino), la zona di Bolgheri e quella dell’Etna. Passiamo a commentare qualche dato insieme.

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Il valore dei vigneti in Italia per regione e provincia – dati CREA, aggiornamento 2017

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Secondo CREA, il valore medio dei vigneti in Italia nel 2017 è cresciuto del 2.2% a 53,200 euro medi per ettaro. Si tratta dunque di una piccola accelerazione rispetto all’andamento registrato mediamente negli ultimi 5 e 10 anni (rispettivamente +1.2% e +0.8%). Scorrendo il tabellone regionale non è difficile vedere dove il valore fondiario cresce maggiormente: il Nord-Est, dove impera la febbre per il Prosecco. In realtà i valori più elevati si registrano *in media* in Trentino-Alto-Adige, dove troviamo una percentuale molto elevata di vini di qualità e una omogeneità nel valore dei vigneti, mentre in altre regioni, come in Piemonte e Toscana, province con valori medi molto elevati (come Cuneo o Siena) sono diluiti da valori molto più bassi nelle altre province. La statistica non manca di qualche incongruenza, soprattutto con il passato, se confrontate il mio post sui dati 2016 (vedere provincia di Bolzano, dove i valori sono cambiati in modo significativo). Resta comunque un utile strumento per verificare soprattutto le medie di lungo termine, con qualche sorpresa: la rivalutazione più elevata negli ultimi 10 anni è quella dei vigneti della provincia di Forlì-Cesena, +3.5% annuo, parti a quella di Treviso (+3.4%). Passiamo ai dati.

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