consumi di vino


Il consumo di vino nelle regioni italiane – dati ISTAT 2012

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Come promesso torno sull’argomento dei consumi di vino in Italia affrontando l’argomento dal punto di vista regionale. L’analisi che segue non solo cerca di identificare le regioni dove il modello di consumo non si è ancora adeguato alla moda del “consumo sporadico”, ma mette anche in luce quanto, ad oggi, il vino sta diventando un prodotto la cui penetrazione è fortemente correlata alla ricchezza delle persone: la correlazione che vedete nell’ultimo grafico vi indica chiaramente che le regioni più ricche sono quelle dove più persone sono consumatori di vino. Il centro Nord, cioè Marche, Emilia Romagna e Toscana sembrano essere le aree dove il consumo pesante di vino (qui identificato con “oltre 50cl di consumo giornaliero”) è ancora più marcato che nel resto d’Italia: il rischio di calo dei consumi sembra più importante. Invece, le regioni del Nord Est, prima tra tutti il Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia, ma anche in parte il Veneto, sono quelle dove il “mercato” si è già spostato sul modello di consumo sporadico e allontanato da quello giornaliero rilevante. Vediamo insieme qualche numero.

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I consumi di vino nel mondo – stima OIV 2012

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Checchè se ne dica, la conclusione di questo post è chiara: i consumi di vino a livello globale non crescono più. E’ altrettanto vero che la produzione scende più velocemente e che ci sono i famosi “usi industriali” del vino (cioè tutto quello che non è bevuto ma per esempio distillato) a tenere il mercato in equilibrio (o forse in leggero deficit). La conclusione è ovvia: di mercati sufficientemente grandi che continuano a crescere ne sono rimasti due: la Cina e un po’ gli USA. E volendo essere un po’ schizzinosi, potremmo dire soltanto la Cina, dove peraltro vale la pena notare che si bevono principalmente il loro vino, dato che dei 17-18 milioni di ettolitri consumati soltanto 3-4 milioni sono importati. Ma passiamo oltre. Secondo l’ultimo rapporto OIV i consumi sono 240-250milioni di ettolitri, diciamo 245.3 milioni, +0.5% sul 2011 che a sua volta faceva un sonoro +0.7% sull’anno precedente. Quindi non si cresce più. Come mai? Oltre al vecchio discorso del calo dei consumi in Italia e Spagna (in Francia sembra abbiano cambiato idea da qualche anno e i consumi sono ripresi a salire, secondo OIV), si aggiunge lo stop alla crescita in alcuni mercati chiave come il Regno Unito, il Brazile e i Paesi Nordici. Vediamo nel dettaglio i numeri di OIV.

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I consumi di vino pro-capite nel mondo – aggiornamento 2009 OIV

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Sono ormai due anni che lascio senza aggiornamento il post sui consumi di vino pro-capite, dato che OIV latita nel pubblicare il suo aggiornamento generale, sostituendolo con un improbabile (e parzialmente incoerente) database dove le incongruenze temporali si nascondono piuttosto bene. Con un po’ di buona volontà e inserimento manuale di dati vi presento oggi il quadro dei consumi di vino pro-capite nel mondo, così come fotografato nel 2009, l’ultima data che OIV fornisce. A questo aggiungo una stima dell’evoluzione 2010-11 degli stessi per alcuni grandi mercati, includendo una stima spannometrica dell’evoluzione demografica. Il quadro del 2009 non è difficile da definire: nella maggior parte dei mercati del mondo si è consumato meno vino, causa la crisi. Al fattore ciclico della crisi si aggiunge, nei mercati storici come l’Italia e la Spagna, un fattore strutturale di declino. Così, secondo OIV il consumo di vino in Italia è sceso sotto la soglia dei 40 litri per persona. Secondo la stessa agenzia, i consumi si sarebbero ripresi nel 2010 (stimiamo noi a quasi 41 litri) per poi ripiombare a 38 nel 2011, a fronte del nuovo giro di vite della crisi. Ormai, siamo un buon 10 litri a testa sotto la Francia, che resta il più grande paese del mondo per il consumo di vino pro-capite, se escludiamo i piccoli vicini di casa del Lussemburgo.

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Le abitudini di consumo di vino in USA – fonte: Wine Council 2011

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Aggiorniamo le statistiche che il Wine Market Council ha pubblicato relativamente al 2011. Devo subito premettere che i dati confrontabili nel tempo non sono tanti quanti avrei desiderato, e che lo studio annuale “saltella” qua e là alla ricerca di nuovi spunti. Gli spunti della presentazione 2011 sono senz’altro quello di inquadrare un incremento del consumo abituale di vino nel paese, di indagare quali sono le ragioni alle base delle scelte d’acquisto dei consumatori (e qui si ripropone l’importanza del marchio e del fare bella figura) e come sta cambiando il ruolo delle guide nella percezione dei consumatori. In quest’ultimo caso la lettura dei dati si presta a una doppia valutazione: essendo i giovani più inclini alle guide dei consumatori più anziani, è questo frutto di un diverso atteggiamento oppure semplicemente del bisogno di colmare un divario informativo rispetto ai consumatori esperti? A me sembra di più la prima, ma mi piacerebbe confrontarmi con voi.

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Germania – mercato e consumi di vino – aggiornamento 2011

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Fonte: Deutsches Weininstitut

Riprendiamo come di consueto a inizio anno i dati molto interessanti del Deutsches Weininstitut per dare un quadro del mercato del vino tedesco aggiornati al 2011. I grandi trend secolari stanno proseguendo, con qualche novità, come per esempio la crescita del consumo dei vini rosati provenienti dall’estero e la forte crescita, nell’ambito dei consumi di alcolici in senso lato, delle bevande a base di spiriti (probabilmente si parla di simil-Spritz), e certamente, nell’ambito del vino, della nuova giovinezza dei vini spumanti, che in Germania hanno una lunga tradizione. I consumi in valore assoluto restano stabili intorno ai 20 milioni di ettolitri (mentre regrediscono per la birra), ma il mercato si arricchisce in valore: secondo l’istituto il valore al dettaglio del mercato tedesco è di oltre 8 miliardi di euro, sempre più sbilanciato nel segmento offtrade. Andiamo nel dettaglio dei dati.

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