Constellation Brands


La valutazione delle aziende vinicole quotate – gennaio 2013

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Questo post si gioca sul mio campo, quello della Borsa e dei mercati azionari. Diciamo subito che le valutazioni delle aziende vinicole, in media, non sono cambiate di molto da un anno a questa parte. In altre parole i multipli degli utili attesi nel 2013 in questo momento sono piuttosto simili a quelli deglli utili attesi nel 2012 un anno fa. Ci sono però alcuni se e alcuni ma, dato che se la media è simile i componenti non sono così allineati. La novità più significativa è sicuramente relativa a Constellation Brands, che con l’operazione nella birra ha fatto crescere la sua capitalizzazione di borsa in modo significativo. Per quanto riguarda gli altri, il valore di mercato è cresciuto, ma sono anche cresciuti gli utili che il mercato si attende per quest’anno (rispetto al 2012) e quindi i multipli borsistici sono piuttosto allineati. In linea generale, le 10 aziende che fanno parte di questo campione valgono oggi in borsa 10.2 miliardi di euro rispetto a 7.9 miliardi dello scorso anno, ma questo “plusvalore” è quasi completamente dovuto al forte incremento di valore di Constellation Brands. Andiamo nel dettaglio.
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Constellation Brands – risultati primi 9 mesi 2012

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I risultati del terzo trimestre di Constellation Brands vanno letti in relazione a quello che era successo lo scorso anno, cioe’ un forte ed eccezionale calo delle vendite che è stato recuperato. Tali differenze non si ribaltano poi sugli utili dato il diverso timing delle spese promozionali. Il mercato è visto in crescita nell’ultimo trimestre dell’anno, del 6% circa a valore e del 2% a volume, a dispetto di un generale rallentamento delle bevande alcoliche. Il titolo in borsa viaggia sui 38 dollari, intorno al massimo storico, segno che gli investitori apprezzano la strategia e i risultati del gruppo.

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Constellation Brands – risultati primo semestre 2012

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I risultati del secondo trimestre di Constellation Brands hanno favorevolmente impressionato gli investitori (+4% dopo l’annuncio, in un anno glorioso per l’azienda, che ha visto le azioni salire del 75% a inizio anno…). Sebbene i numeri dichiarati non mostrino alcuna crescita (anzi gli utili scendono per una serie di problemini non ricorrenti) e il sentiero di recupero dei margini sembra essere giunto al capolinea (vedi grafico relativo), sotto la cenere qualcosa si sta muovendo dal punto di vista dei volumi: nel secondo trimestre, i volumi di vendita sono ripartiti e questa volta sono supportati da dei dati di vendita (quelle che si chiamano depletions) piuttosto positivi. Ciò ha supportato un aumento delle stime di utile per azione 2012-13 dell’azienda da USD1.93-2.03 a USD2.00-2.10, quindi del 3% circa. Considerato i numeri del primo semestre, dovremmo quindi vedere un significativo incremento dei profitti nella seconda parte dell’anno. Andiamo ai numeri.

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Constellation Brands – risultati e acquisizione di Crown Imports

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Il destino di Constellation Brands è cambiato radicalmente negli ultimi giorni. Dopo anni passati a tagliare rami secchi e vendere attività non profittevoli, è venuto il momento di mettere i soldi sul tavolo per espandere l’attività. Per la verità, così come è successo per Ruffino, anche in questo caso l’operazione di acquisizione del 50% non posseduto di Crown imports è stata generata da un evento esterno, e cioè l’operazione di acquisizione di Grupo Modelo (azienda messicana che produce la birra Corona) da parte del colosso AB Imbev. Nell’ambito di tale operazione e presumibilmente per evitare eccessivi problemi di Antitrust in USA, Constellation Brands ha potuto acquistare il 50% della società di distribuzione della birra Corona (per 10 anni, rinnovabile) che ancora non possedeva. Il prezzo di 1.85 miliardi di dollari è incredibilmente interessante sia per la valutazione (oltre 200 milioni di dollari annui è la quota di utili “acquistata”, che significa meno di 10 volte gli utili ) che per il prezzo di uscita potenziale per AB Imbev, pari a 13 volte l’utile operativo, contro il multiplo di 8.6 volte pagato per questo 50%. Quindi, in conclusione, un’operazione eccezionale per il valore creato e per la qualità delle operazioni acquisite. Il prezzo delle azioni, come vedete dal grafico, è letteralmente esploso passando in un paio di giorni da 20 dollari alla chiusura di 27 dollari di venerdì sera.

 

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Constellation Brands – risultati annuali 2011-12

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I risultati annuali di Constellation Brands sono stati accolti con poco favore dagli investitori, non tanto per i numeri del quarto trimestre, quanto per le attese che il management ha presentato sul 2012, soprattutto in termini di generazione di cassa. Da qualche anno Constellation Brands sta concentrando i suoi sforzi sul mercato americano e sulle parti a maggior valore aggiunto del suo business, con l’obiettivo di massimizzare la generazione di cassa per gli azionisti (e restituirla in parte con acquisti di azioni proprie). La stima della generazione di cassa attesa per il 2012 (circa 450 milioni di dollari), unita a una previsione di un calo del 20% circa degli utili per il 2013 ha deluso gli analisti, che si erano “abituati” a livelli più significativi, nell’ordine di 700 milioni di dollari. Aggiungiamo poi senza mezzi termini che continua a far fatica dal lato della crescita. Secondo i miei calcoli negli ultimi anni la “sequenza” delle crescita organiche è stata sostanzialmente neutra, nonostante l’esposizione a mercati (gli USA) tendenzialmente positivi. Il tutto ha determinato un calo delle azioni da circa 25 dollari a 21-22 dollari, con una chiara inversione di un trend (spinto anche dai riacquisti di azioni) che durava da diversi mesi. Passiamo ai numeri.

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