Concha y Toro


Concha y Toro – risultati primo semestre 2014

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Concha y Toro ha decisamente rialzato la testa. Lo avevamo già visto qualche mese fa commentando i risultati del 2013. Nel secondo semestre dell’anno scorso le vendite erano cresciute del 10% e gli utili del 53% (da un livello molto basso). Nel primo semestre 2014 l’azienda ha ulteriormente accelerato (anche se il punto di partenza era ancora più basso) e ha messo a segno un progresso del 28% del fatturato e il raddoppio dell’utile netto. Cosa ha guidato una performance così positiva? (1) il rafforzamento del dollaro americano che ha consentito di aumentare i prezzi (in peso) dei prodotti esportati e ha aiutato la conversione dei numeri di Fetzer, la controllata americana posseduta da Concha; (2) la forte disponibilità di prodotto nel mercato locale a prezzi calanti, che ha consentito di aumentare i volumi con margini a loro volta in miglioramento. Continuerà? Io qualche dubbio ce l’ho. Se è vero che il cambio è probabilmente destinato a rimanere un fattore positivo, il secondo punto probabilmente sarà difficile da sostenere, vista la vendemmia 2014 in discesa di oltre il 20% in Cile: difficile immaginare che i prezzi delle uve all’origine restino così bassi. Ma andiamo ad analizzare i numeri del semestre insieme.

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Concha y Toro – risultati 2013

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I risultati 2013 di Concha y Toro che commentiamo oggi sono piuttosto importanti, perchè dopo due anni di vera sofferenza dei margini il secondo semestre ha marcato un deciso cambio di direzione. Molte cose continuano a non funzionare, come per esempio le vendite domestiche di vino, ma altre sembrano aver preso una piega meno negativa che in passato, come per esempio l’andamento di Fetzer in USA. Inoltre, i recenti investimenti nelle strutture distributive in nuovi mercati stanno cominciando a pagare in termini di accelerazione delle vendite, per quanto continuino a farsi sentire sui margini. Il 2013 nel suo insieme non è stato eclatante, soprattutto visti gli sforzi profusi: le vendite crescono del 6%, il MOL solo del 3% e l’utile netto del 10%. Il secondo semestre però racconta una storia diversa: le vendite fanno +10%, il MOL +27% e l’utile netto cresce di oltre il 50%. Per questo motivo, possiamo attenderci un 2014 in ulteriore miglioramento… andiamo sui numeri.

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La valutazione delle aziende vinicole – aggiornamento 2013

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Fonte: Thomson Reuters

Come qualcuno di voi sa bene, questo è il “mio” post, nel senso che gioco su un terreno amico, quello della mia professione. Parliamo oggi dei multipli borsistici delle aziende vinicole, aggiornando il post che più o meno in questo periodo di un anno fa avevo pubblicato. Il settore ha visto negli ultimi 12 mesi una serie di rivolgimenti piuttosto importanti. Il leader mondiale Constellation Brands ha comperato la parte americana della Birra Corona e il suo valore di mercato è salito dell’80% e sfiora oggi i 10 miliardi di euro. Treasury Wine Estate ha “tirato fuori” una bella svalutazione delle scorte che ha dovuto concedere ai distributori americani perchè i vini che gli aveva venduto anni fa non erano mai stati piazzati ai consumatori. Risultato -35% a 1.5 miliardi di euro. Concha y Toro vale oggi 1 miliardo di euro, il 10% in meno dell’anno scorso causa margini in calo, come abbiamo visto nei post di aggiornamento. Al di là di queste vicende, il quadro che si presenta oggi è quello di un aumento delle valutazioni, così come si è verificato in tutto il mercato azionario. Ossia, le aziende quotate del mondo del vino hanno un valore OGGI più elevato di quello che avevano in questo momento un anno fa SE CONFRONTATE CON LE ASPETTATIVE DI UTILI DEI PROSSIMI DUE ANNI. Per esempio, un anno fa vi avrei detto che in media le aziende valevano circa 15 volte gli utili attesi per l’anno in corso. Ebbene oggi vi dico che lo stesso numero è 17x. Oppure che il valore d’impresa (cioè il valore di borsa più i debiti) corrispondeva a circa 10 volte il MOL. Ebbene oggi vi dico che è oltre 11 volte. Andiamo a vedere i numeri, e magari in una delle prossime settimane proviamo ad applicarli ai produttori italiani di vino…

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Concha y Toro – risultati primo semestre 2013

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I primi 6 mesi del 2013 probabilmente marcano il punto più basso del sentiero declinante dei margini di Concha y Toro. La ragione è piuttosto semplice: a fronte di sfide strutturali importanti, come la forza del cambio locale contro le valute dei due principali mercati dell’azienda (USA e Regno Unito) oppure la concorrenza sempre più agguerrita, si sono aggiunti anche in questi 6 mesi ben 44 giorni di sciopero che non hanno consentito all’azienda di spedire tutta la produzione prevista. Il risultato è una parte delle vendite sono state “spostate” da giugno a luglio 2013, quando i problemi occupazionali sono stati risolti (20 giugno) e l’azienda è tornata a lavorare a piena capacità. Ne sono una testimonianza anche i risultati del terzo trimestre, dove si assiste a un rimbalzo dei margini, peraltro non sufficiente a compensare il terreno perduto (soprattutto in termini di profittabilità).

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Concha y Toro – risultati 2012

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Concha y Toro ha chiuso il 2012 con risultati allineati a quanto avevamo già commentato a inizio anno guardando i dati dei primi 9 mesi dell’anno. I temi sono i medesimi: maggior prezzo delle materie prime, pressione dai cambi, soprattutto contro l’euro e l’acquisizione in USA che funziona bene in termini di vendite ma qualche dubbio sul contributo agli utili lo pone. Fatto sta che nel 2012 Concha y Toro ha chiuso il bilancio con un incremento delle vendite del 7% ma un calo dell’utile netto del 40%, da 50 a 30 miliardi di peso locali. E il trend del secondo semestre non sembra essere cambiato: le vendite sono cresciute del 4.6% (+7% nell’ultimo trimestre) ma l’utile netto è calato di oltre il 50% (anche perchè lo scorso anno includeva proventi non ricorrenti). Nel 2013 le cose potrebbero andare meglio: (1) la vendemmia 2012 è stata molto ricca e quindi il prezzo delle uve potrebbe calmierarsi; (2) lo scenario dei cambi dovrebbe stabilizzarsi, perlomeno nel senso che il rafforzamento del peso sembra essersi esaurito. Analiziamo i numeri in dettaglio.

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