Cile


Concha y Toro – risultati 2009

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Concha y Toro ha riportato a fine febbraio I risultati 2009, che mostrano una crescita costante delle vendite ma una chiara riduzione dei margini. Siccome l’azienda ha deciso di continuare a investire pesantemente per crescere, gli azionisti hanno deciso di apportare mezzi freschi per xxm di dollari. Questa manovra ha consentito di ridurre il debito sotto i 100 milliardi di peso, cioe’ un livello inferiore a 2 volte il MOL. L’azienda puo’ quindi procedere con gli investimenti (attesi a circa 40 milioni di dollari, un po’ meno degli anni passati in cui quasi sempre stavano sopra i 60 milioni di dollari americani) e migliorare ulteriormente il suo posizionamento competitivo, gia’ oggi molto forte (dato che rappresenta oltre il 30% del mercato locale e oltre il 30% delle esportazioni cilene nel mondo).



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Le esportazioni 2009 dei principali paesi produttori di vino

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Oggi provo a fare un breve riassunto dell’andamento dell’export 2009 dei principali paesi del mondo, a valle dei dati sull’export americano. Come sottolinea anche OIV il 2009 e’ stato il primo anno in cui il commercio mondiale di vino e’ sceso. In questo campione che include Francia, Italia, Spagna, Australia, Cile, USA, Sud Africa e Argentina, il calo e’ stato del 2% per i volumi e dell’11% per i valori, espressi in euro. In questo contesto discendente, l’Italia diventa il leader indiscusso nei volumi esportati con 19.5m/hl, mentre rafforza la sua posizione di n.2 del mercato mondiale del vino dietro la Francia. Una posizione, questa, che difficilmente sara’ migliorata (i francesi fanno il 60% piu’ di noi con il 23% di volume in meno) o minacciata (dietro di noi vengono spagnoli e australiani che hanno ben pochi motivi per sorridere). Quindi tutto sommato le esportazioni italiane sono andate bene relativamente al resto, un pochino aiutate anche dal rafforzamento del dollaro. Il problema dell’Italia e’ che un vero n.2 dovrebbe essere anche un solido n.2 nella qualita’, cioe’ nel prezzo mix: in realta’ n.2 nel 2009 ci siamo diventati grazie al crollo piuttosto eclatante degli australiani e nonostante le nostre stesse esportazioni siano calate come prezzo mix; siamo pero’ sotto la minaccia di americani e argentini, che mostrano un trend ascendente.



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Cile – esportazioni di vino 2009

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Guardiamo oggi le esportazioni cilene di vino del 2009, che sono andate in controtendenza rispetto alla maggior parte delle altre nazioni, con una crescita del 5% a valore a 1 miliardo di euro, interamente supportata da un forte incremento dei volumi a discapito del prezzo mix. I volumi esportati hanno toccato i 7 milioni di ettolitri, il massimo degli ultimi anni e probabilmente di sempre. Il vino cileno si sta sempre piu’ imponendo nel mondo ma sta sempre di piu’ prendendo una fetta di mercato precisa, quella del vino a buon mercato. Basta il colpo d’occhio ai dati pluriennali per vedere come la crescita dell’export cileno si e’ storicamente basata sui volumi: nel giro di 9 anni sono passati da 2.7 a 7 milioni di ettolitri, mentre il prezzo a cui il vino viene venduto e’ sceso da EUR2.3 a EUR1.4 al litro. Vero e’ che nel corso degli anni la valuta cilena si e’ svalutata (essendo in qualche modo agganciata al dollaro americano), ma il cambio non basta a giusticare un crollo di questa portata.



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Brand awareness e penetrazione consumi dei vini del nuovo mondo – studio Calwine

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L’agenzia californiana che aiuta i produttori locali nelle esportazioni ha condotto una ricerca in cui ha cercato di mettere in prospettiva la percezione del prodotto californiano per i consumatori europei. Ne esce quindi un quadro dove per una serie di mercati del centro-nord Europa che comprendono Germania, Paesi Nordici, Russia, Polonia, Svizzera e Olanda ha fatto una serie di domande sulla percezione del “brand”, cioe’ su quanti riconoscono un vino californiano e sulle abitudini di consumo. I risultati sono la somma di circa 4400 risposte al sondaggio, su un campione equamente distribuito tra i mercati e ben bilanciato tra uomini e donne. Senz’altro non rappresentativo, ma sicuramente interessante nelle conclusioni.


SONDAGGIO EMERG 1

Limitandoci all’analisi dei prodotti del nuovo mondo, in questo studio il vincitore e’ chiaramente il vino cileno e quello australiano in termini di percezione del brand e di quello cileno e sudafricano in termini di consumo. Detto questo lo studio ci fornisce una interessante indicazione di confronto tra i vini del nuovo mondo e quelli del vecchio mondo: se il consumo sporadico e’ in rapporto di 1:3 (cioe’ questi consumatori comprano 3 volte piu’ frequentemente i nostri vini che gli altri), nel caso del consumo abituale sono molto piu’ lontani: 1:6.

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Cile – esportazioni di vino dal 2005 a giugno2009

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chile export h1 09 1

Nella crisi mondiale che ha colpito il mondo del vino, anche il Cile sta pagando qualche conseguenza. Dopo anni di crescita esponenziale, le esportazioni nei primi 6 mesi del 2009 hanno subito una battuta d’arresto in termini di valore (-2%), nonostante l’incremento del 10% dei volumi che ha riportato il livello delle esportazioni allo stesso volume del 2007. Come vedremo piu’ avanti, nel segmento chiave del vino imbottigliato, le vendite in nord America continuano a crescere, mentre sono in forte calo le vendite in Europa, che sono il principale mercato del vino cileno e anche l’America Latina e’ in diminuzione.


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Passiamo ai numeri. Le esportazioni hanno toccato nel primo semestre i 3 milioni di hl, ponendo le basi per superare i 6 milioni annui (contro i 5.9 milioni del 2008). Di questi 1.75 milioni sono vino imbottigliato e sono proprio questi sui quali ci concentriamo nelle prossime elaborazioni. In termini di valore invece le cose non sono andate bene, con un calo del prezzo mix dell’11% (da 2.3 a 2 dollari al litro). Le esportazioni sono cosi’ scese del 2% a 614 milioni di dollari, contro 630 milioni dei sei mesi 2008 e 1.4 miliardi dell’anno scorso.
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