Champagne


Lanson BCC – risultati 2017

nessun commento

 

Il secondo semestre di Lanson ha dato qualche soddisfazione in più ma non ha consentito al gruppo di pubblicare dei buoni dati annuali. Stiamo sempre parlando di un business molto solido, con il marchio Philipponat dentro (12 milioni di vendite e 2 milioni di utile operativo), ma certamente i margini sono poco soddisfacenti e inferiori a quelli dei concorrenti (non di poco) e l’attività è scarsamente diversificata geograficamente, con il 92% delle vendite in Europa. Le cose stanno lentamente cambiando, comunque: le vendite in Asia sono raddoppiate dopo qualche anno buio, il debito è stato rifinanziato (con un costo inferiore all’1%) approfittando di una ulteriore crescita del magazzino e come anticipavamo sopra il secondo semestre ha visto una inversione di tendenza con una crescita del 5% delle vendite e dell’utile operativo. Ma come al solito del 2018 e delle attese del management non si parla! Passiamo ai dati.

Continua a leggere »

Vranken Pommery – risultati 2017

nessun commento

 

Nel 2017 il gruppo Vranken Pommery sembra aver cambiato rotta. Finalmente i margini hanno dato segno di ripresa, pur in un contesto di vendite stabili. L’azienda ha poi messo ordine al portafoglio vendendo Listel al partner Castel lo scorso luglio, per un incasso di 43 milioni di euro che ha dato una bella sforbiciata al debito, ritornato sotto il valore del magazzino (che per un’azienda della Champagne non è poco). La strategia del gruppo resta l’internazionalizzazione, con un focus particolare sul mercato americano, mentre dal punto di vista dell’innovazione di prodotto vale la pena segnalare l’entrata di Vranken nel segmento degli Champagne Brut Nature e il lancio di un metodo classico della Camargue che cerca di aggredire il mercato dei vini spumanti di più basso prezzo, con un riferimento chiaro agli stranieri (noi ma soprattutto gli spagnoli). L’evoluzione delle vendite nei primi mesi dell’anno è leggermente positiva. Ma intanto guardiamo a questi dati.

Continua a leggere »

Champagne – dati di mercato ed esportazioni 2017

nessun commento


 

Le spedizioni di Champagne hanno tenuto in volume nel 2017 grazie alla crescita fuori dall’Europa. Insieme a qualche paese europeo (incluso il nostro) in recupero, ciò ha consentito di compensare la flessione nel mercato domestico e in quello inglese. Le 307 milioni di bottiglie del 2017 hanno generato un volume d’affari di circa 4.9 miliardi di euro, in crescita del 3% sul 2016 e del 2% sugli ultimi 5 anni. Dopo la Francia, il principale mercato per valore restano gli USA, che hanno superato il Regno Unito già dal 2015. Sono molto significativi anche i progressi fatti nel mercato giapponese e australiano. La crescita in mercati “difficili” e “lontani” sta continuando anche a far cambiare la struttura della produzione: le maison sono sempre più forti, i vigneron da sempre legati al mercato domestico, sono sempre più deboli. Passiamo a leggere qualche dato insieme.

Continua a leggere »

Laurent Perrier – risultati primo semestre 2017

nessun commento



Con i dati di Laurent Perrier chiudiamo il cerchio dei risultati semestrali delle aziende della Champagne, con una amara conclusione che le tre piccole aziende che seguiamo non sono riuscite a tenere il passo di LVMH. La divisione vino/Champagne di quest’ultima ha visto una crescita degli utili di questi il 20%, forte dell’esposizione ai mercati esteri, mentre Laurent Perrier, come potete leggere di seguito ha chiuso a -10%, Lanson a -57% e Vranken ha segnato un +24% ma da un livello di margini così esiguo che la variazione percentuale perde rappresentatività. La causa è come dicevo l’eccessiva esposizione al mercato francese e all’Europa, come potete vedere dal grafico allegato nel resto dell’articolo. Grafico nel quale potete anche apprezzare che Laurent Perrier è quella dopo LVMH con più diversificazione internazionale. Comunque, passiamo ai dati.

Continua a leggere »

Lanson BCC – risultati primo semestre 2017

nessun commento


 

I numeri di Lanson sui primi 6 mesi dell’anno sono decisamente deboli, anche se la stagionalità delle vendite di Champagne è molto spostata sulla parte finale dell’anno e anche considerando una base di confronto molto difficile dell’anno scorso. Il fatturato crolla in Francia (-11%), mercato chiave per l’azienda molto più che per i suoi concorrenti, e in Europa (-16%) e non bastano i forti progressi negli altri mercati a raddrizzare le vendite, che segnano un pesante -7%. Il resto dei conti va di conseguenza, con margini dimezzati e un utile netto quasi azzerato per i primi 6 mesi dell’anno. Il debito cresce ma ciò si ricollega più all’incremento delle scorte di Champagne a invecchiare, dato che l’azienda non distrugge cassa (per ora). Di sicuro, anche considerando le scorte, un rapporto debito/EBITDA di 20 volte comincia a diventare piuttosto preoccupante. Difatti, di fronte a un livello simile, il concorrente Vranken ha deciso di vendere alcune attività (Listel) per ridurre il debito. In tutti i modi, quello che mi fa sorridere guardando la tabella è la frase contenuta nella relazione sulla gestione, che si sono dimenticati di cambiare dall’anno scorso “En raison de la saisonnalité des ventes de Champagne, ces résultats positifs ne peuvent être extrapolés à l’ensemble de l’exercice 2017.” E le vendite del terzo trimestre continuano a calare, del 3% circa. Passiamo ai dati.

Continua a leggere »