Champagne


Lanson BCC – risultati annuali 2010

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Come e’ accaduto anche per le altre aziende dello Champagne, i risultati 2010 di Lanson BCC sono passati piu’ attraverso un recupero delle vendite che non una crescita dei margini. I risultati, presi in valore assoluto, sono chiaramente inferiori al picco del 2007-08. Le prospettive sono pero’ buone. Le vendite dei primi mesi del 2011 sono incoraggianti (in crescita del 12% anche se questo dato nasconde un andamento prima delle attivita’ di trading migliore, +17%), anche se il primo trimestre e’ soltanto il 15% delle vendite annue e la strategia e’ quella di continuare a crescere soprattutto con un occhio ai mercati esteri. Lanson ha anche ripreso a investire comperando nuove vigne nella zona dello Champagne (tra cui una tenuta biologica di 13 ettari). La ripresa del cammino di crescita ha premiato anche la performance borsistica. L’azione e’ tornata a superare la soglia dei 60 euro a giugno, dopo che al culmine della crisi a marzo 2009 era scesa a circa 25 euro. Anche in questo caso il picco di fine 2007 (100 euro!!!) e’ lontano. Volete comperarvela? A questi prezzi costa 352 milioni di euro.



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Vranken Pommery – risultati 2010

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Vranken Pommery ha chiuso il primo bilancio (2010) con l’integrazione di Domaine Listel acquisita nel 2010. L’anno e’ andato bene, soprattutto considerando che si tratta di un esercizio di transizione, dove tutta l’attivita’ relativa al vino (circa 55 milioni dei 364 milioni) e in fase di ristrutturazione, con un riorientamento del prodotto verso un prezzo-mix piu’ elevato. Le vendite sono salite del 35%, il MOL sale da 41 a 50 milioni con un margine in calo dal 15% al 14%, l’utile netto se depurato delle componenti stroardinarie quasi raddoppia, come combinazione del contributo delle acquisizioni, del calo del debito (-40 milioni) e dei migliori risultati operativi. Gli obiettivi di VP sono molto ambiziosi: di qui al 2014 il presidente dichiara quanto segue: “Nos Marques de Haut de Gamme et de Prestige Vranken, Pommery, Heidsieck & C° Monopole, Listel, La Gordonne et Rozès devraient générer une progression de la Marge Opérationnelle de l’ordre de 50 % d’ici 2014”. In altre parole l’obiettivo e’ ambizioso: portare il margine operativo del gruppo, attualmente al 10% al 15% di qui a 3 anni. Per raggiungere questo obiettivo e’ necessario che le vendite crescano, per sfruttare la leva operativa. In altre parole, se gli obiettivi saranno centrati, l’utile operativo di 38 milioni del 2010 dovra’ diventare un numero di qui al 2014 che comincia almeno per 6, se non per 7…



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La valutazione delle aziende vinicole in Borsa – aggiornamento Febbraio 2010

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E’ ormai molto tempo che abbiamo abbandonato il filone della valutazione borsistica delle aziende vinicole. Ho fatto un po’ di lavoro, recuperando i vecchi multipli e compilandone di nuovi per darvi un quadro della situazione. E’ un quadro parziale ma e’ quanto di piu’ preciso mi sento di potervi dare. Il mondo del vino e della borsa non vanno molto d’accordo, ce lo siamo sempre detti. Ci sono pochi operatori “puri” nel mondo del vino quotati nelle borse e spesso sono di piccola dimensione. A venire, la quotazione di Treasury Wine Estates potrebbe dare un utile punto di riferimenti circa il valore di una grande attivita’ vinicola. Per ora accontentiamoci di questi multipli.



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Champagne: risultati principali aziende primo semestre 2010

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Le aziende dello Champagne hanno intrapreso la via della ripresa. Lo hanno fatto pero’, per ora, in modo non molto profittevole, a parte il leader LVMH. Analizziamo oggi i dati di Lanson Boizel Chanoine, Laurent Perrier, Vranken Pommery e del leader LVMH. Le aziende hanno marchi diversi e hanno seguito strategie diverse. Da un punto di vista puramente commerciale, la ripresa si e’ materializzata con un incremento delle vendite annue a giugno di circa il 9% rispetto al livello di fine anno. Chi pero’ e cresciuto di piu’ non e’ riuscito a trasformare le maggiori vendite in profitti. Anzi, possiamo concludere che per ora l’unico operatore che ha fatto vedere un reale rimbalzo degli utili (manca all’appello Laurent Perrier che chiude a fine settembre) e’ il colosso LVMH. Invece, Vranken Pommery ha fatto registrare un balzo delle vendite del 45% nel semestre e quindi del 15% sull’anno mobile ma non ha registrato alcun progresso nelle vendite: e’ oggi l’operatore meno profittevole tra quelli che analizziamo, con un margine del 10% circa negli ultimi 12 mesi.



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Laurent Perrier – risultati 2009 e vendite primo semestre 2010

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Abbiamo lasciato un po’ da parte le aziende dello Champagne. Torniamo oggi sui risultati 2009 di Laurent Perrier (chiusura Marzo 2010), che mostrano in pieno l’impatto della crisi. Questi numeri sono probabilmente il punto piu’ basso del percorso per il gruppo francese, con un ulteriore calo delle vendite del 5%, che pero’ e’ dovuto al calo del prezzo-mix invece che dei volumi. Di conseguenza i margini ne hanno ulteriormente risentito. Il magazzino continua a crescere e i parametri del debito si deteriorano. La ripresa e’ pero’ dietro l’angolo, dato che le vendite a giugno hanno cominciato a marciare per il verso giusto (+17%), cosi’ come era visibile anche dai numeri dell’ultimo trimestre fiscale (+18% tra gennaio e marzo 2010). Forti di questa ripresa, i manager di LP hanno rilanciato gli obiettivi di profittabilita’ che storicamente hanno sempre avuto: un margine operativo del 30% e un ritorno sul capitale investito del 15%. Hanno anche rilanciato la validita’ del modello: “The business model is built to last” si legge nell’ultima slide della loro presentazione. Nel 2007-08 c’erano quasi arrivati: 26% margine, 14% ritorno sul capitale investito. Ora sono davvero molto lontani: nel 2009-10 sono al 17% come margine e al 5% come ritorno sul capitale. L’obiettivo e’ chiaro, il tempo che ci impiegheranno a raggiungerlo un po’ meno.



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