Cantina di Soave


Cantina di Soave – bilancio 2018/19

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La Cantina di Soave chiude il bilancio 2018/19 con un leggero calo delle vendite (136 milioni di euro) dopo il forte balzo messo a segno nel precedente esercizio. La dimensione della cooperativa continua a crescere, ormai forte di soci che possiedono 5740 ettari (+4%), a cui ha liquidato uve per un valore di 74 milioni di euro per la vendemmia record del 2018. Qui si può guardare i due lati della medaglia: il valore di liquidazione delle uve è fortemente calato, ma la remunerazione per ettaro dei soci è in realtà cresciuta del 2% a quasi 13mila euro. È un segno della capacità della cooperativa di smussare la ciclicità della produzione. I dati finanziari sono ovviamente poco significativi per la cooperativa, che comunque ha mantenuto il valore aggiunto stabile nonostante il calo delle vendite. L’indebitamento finanziario peggiora, ma resta su valori molto bassi, rispetto a quanto si vede in altre realtà cooperative in Italia. Passiamo a una breve analisi dei dati.

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Cantina di Soave – bilancio 2017/18

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Dopo diversi (10!) anni riprendiamo l’analisi del bilancio della Cantina di Soave, una delle principali cooperative italiane con un fatturato consolidato di oltre 140 milioni di euro. Ringrazio innanzitutto Maddalena Peruzzi dell’Ufficio Stampa e Comunicazione della cooperativa che ha prontamente fornito il bilancio chiuso a giugno 2018. È un momento piuttosto particolare per la cooperativa, che raccogli uve e vino da oltre 5000 ettari: nel 2017/18 si sono realizzati investimenti molto ingenti (parliamo di oltre 30 milioni di euro, dopo i 13 milioni investiti nell’anno precedente, rispetto a investimenti di mantenimento che non superano i 3-4 milioni di euro) che riguardano le aree di affinamento dei vini, il magazzino automatizzato, il software e gli uffici. Sono investimenti ben supportati dalla struttura finanziaria, che vedeva circa 22 milioni di cassa netta a giugno 2017, passata a circa 7 milioni di euro di debiti a fine giugno 2018. Oltre a questo evento “straordinario”, i dati sono positivi e vanno letti nell’ottica di una cooperativa comunque molto focalizzata sul mercato domestico (63% a livello di capogruppo, 68% a livello consolidato) e ancora leggermente sbilanciata sul segmento dei vini sfusi (59% a livello di capogruppo): nel corso degli anni, la Cantina di Soave è passata da 2903 ettari (2002) a 5540 (2017). Nonostante il forte salto dimensionale è riuscita a garantire una remunerazione crescente ai propri soci, a un ritmo del 3% annuo nel periodo. Passiamo a una breve analisi dei dati.

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