Brand awareness


La classifica dei marchi industriali del vino – The Power 100 drink brands

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La classifica che vi presento oggi è redatta da una società di consulenza chiamata “Intangible business”, che si occupa di consulenze nel campo dei marchi e che redige un ranking annuale relativo ai grandi marchi del settore delle bevande alcoliche, mischiando vino e superalcolici. Ho estratto i numeri relativi ai marchi del vino. Diciamo subito che rispetto alla classifica che pubblico con il Liv-ex qui stiamo parlando di un’altra categoria, cioè dei grandi marchi del mondo del largo consumo di qualità e non dei grandi vini.  Oggi guardiamo i numeri del 2012, mentre in un secondo post natalizio magari analizzeremo come si sono mossi nel tempo alcuni parametri dei grandi marchi del vino. A premessa, dovete considerare che questa è una classifica internazionale  con una forte influenza anglosassone.

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Maratoneti, sprinter e meteore – contributo a Il Corriere Vinicolo

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Ci concentriamo oggi sull’articolo pubblicato da Il Corriere Vinicolo a mia firma in cui vengono analizzati alcune tendenze dei marchi nel mondo del vino. Quali sono i marchi in crescita costante? Quali i recenti lanci di successo? Quali sono i marchi italiani riconosciuti all’interno di queste categorie? Ecco il link a Maratoneti, sprinter e meteore.

Varietali e brand awareness nel mercato americano – dati Vinitrac 2010

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Da ormai diverso tempo si parla di “varietali”, cioe’ dell’identificazione del consumatore del vino in base al vitigno. Cosi’ gli americani hanno fatto uno studio per capire quali sono i vini che il pubblico conosce. Non solo, fanno anche delle statistiche per capire quali sono le innovazioni di prodotto che sono accettate, tipo confezioni diverse e chiusure diverse. Di questo vi parlo brevemente oggi, in questo post a cavallo delle vacanze natalizie.



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Brand awareness delle regioni vinicole mondiali in USA e UK

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Alla London International Wine Fair dello scorso Maggio e’ stato presentato uno studio/indagine sui consumatori americani e inglesi con lo scopo di comprendere la forza delle denominazioni nel mondo del vino, le motivazioni che spingono i consumatori a scegliere determinati prodotti e l’affinita’ culturale degli inglesi e degli americani verso determinate nazionalita’. Che cosa si conclude da questo studio: (1) che il vino e’ un prodotto molto particolare, dove il marketing e il marchio non sono i principali driver all’acquisto (e questo e’ piu’ vero in Inghilterra che in USA); (2) che in questi mercati il fattore culturale favorisce gli australiani, anche se subito dopo di loro viene l’Italia (gli stiamo simpatici molto piu’ che i francesi, pare); (3) che nonostante il molto rumore che si fa intorno al prosecco, il prodotto e’ ancora molto poco conosciuto nei mercati anglosassoni, il che indica da un certo punto di vista un forte potenziale di miglioramento.


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Brand awareness e penetrazione consumi dei vini del nuovo mondo – studio Calwine

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L’agenzia californiana che aiuta i produttori locali nelle esportazioni ha condotto una ricerca in cui ha cercato di mettere in prospettiva la percezione del prodotto californiano per i consumatori europei. Ne esce quindi un quadro dove per una serie di mercati del centro-nord Europa che comprendono Germania, Paesi Nordici, Russia, Polonia, Svizzera e Olanda ha fatto una serie di domande sulla percezione del “brand”, cioe’ su quanti riconoscono un vino californiano e sulle abitudini di consumo. I risultati sono la somma di circa 4400 risposte al sondaggio, su un campione equamente distribuito tra i mercati e ben bilanciato tra uomini e donne. Senz’altro non rappresentativo, ma sicuramente interessante nelle conclusioni.


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Limitandoci all’analisi dei prodotti del nuovo mondo, in questo studio il vincitore e’ chiaramente il vino cileno e quello australiano in termini di percezione del brand e di quello cileno e sudafricano in termini di consumo. Detto questo lo studio ci fornisce una interessante indicazione di confronto tra i vini del nuovo mondo e quelli del vecchio mondo: se il consumo sporadico e’ in rapporto di 1:3 (cioe’ questi consumatori comprano 3 volte piu’ frequentemente i nostri vini che gli altri), nel caso del consumo abituale sono molto piu’ lontani: 1:6.

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