Borgogna


Francia – esportazioni di vino – primo semestre 2018

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Il quadro delle esportazioni di vino comincia a comporsi e
il nostro punto di riferimento, la Francia, ha avuto un primo semestre 2018
leggermente migliore del nostro, +5.2% contro +4.1%. Niente di eclatante, anche
perché quando guarderete l’andamento comparato degli ultimi 3 anni vedete che i
due paesi sono sulla stessa parabola di crescita, pur partendo da valori diversi
(nel senso che crescere da una base di 6 miliardi come noi o crescere da una
base di 9 miliardi come loro non è la stessa cosa, noi dovremmo fare meno
fatica…). La leggera differenza del primo semestre è tutta da trovare nell’andamento
dei volumi: anche se nel 2017 la Francia era cresciuta molto, la spinta dei
volumi è nel tempo stata inferiore. Il primo semestre 2017 era cresciuto del
5%, quindi quest’anno i volumi sono calati del 2%. L’Italia nel 2017 era
cresciuta del 7% a volume, mentre nel primo semestre 2018 ne ha perso ben il
10%. L’altra grande differenza è che mentre l’export italiano è essenzialmente
spinto dai vini spumanti, la Francia si muove con molta più omogeneità, seppur
tra alti e bassi: per esempio nel primo semestre sono i vini di Bordeaux e di Borgogna
a dare la maggior spinta, mentre per lo Champagne è stato un semestre a
velocità più ridotta rispetto al recente passato. Passiamo ai numeri.

  • Le esportazioni di vino francese sono salite a
    4.38 miliardi di euro nel primo semestre 2018, con una crescita del 5.2%.
    Piuttosto a sorpresa i francesi hanno beneficiato come dicevamo di un calo dei
    volumi inferiore a quello visto in Italia, solo -2% a 6.9 milioni di ettoltri,
    il che significa un miglioramento del prezzo mix del 7% a 632 euro per ettolitro
    (che nei primi 6 mesi è negativamente influenzato dalla bassa stagionalità
    dello Champagne, che vende a 2600 euro per ettolitro).
  • Non avendo dati corretti sulle esportazioni per
    mercato ci concentriamo sulle categorie di prodotto. La crescita più importante
    viene certamente dal Bordeaux, dove a fronte di un calo pesante dei volumi (-9%
    a 0.9 milioni di ettolitri), i prezzi sono cresciuti del 19% a 1234 euro per
    ettolitri. Ciò ha consentito un incremento dell’8% a 1069 milioni di euro delle
    esportazioni semestrali.
  • Il dato di Bordeaux non è molto lontano dagli
    1.16 miliardi di euro realizzati in Champagne, +1.4%, interamente legati a un
    incremento leggero dei volumi.
  • Il +6% dei vini di Borgogna, a 421 milioni di
    euro, equamente diviso tra volumi e valore, e il +6% del resto del vino francese,
    con un -1% di volume rendono ragione di un semestre molto omogeneo e per certi
    versi migliore di quanto non dica il +5% iniziale.

La classifica dei grandi marchi di vino nel mondo Liv-Ex – aggiornamento 2017

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Come giustamente titola Liv-ex, il 2017 è stato l’anno dei vini di Borgogna. Anche se la classifica dei vini più pregiati al mondo è come lo scorso anno dominata dal trio Lafite Rothschild, Margaux e Mouton Rothschild, ben 4 dei primi 10 vini della classifica sono borgognoni e diventano 24 nei primi 100, un livello mai visto prima come mostrano i contributi grafici nel post. Il tutto a spese dei vini di Bordeaux, mai come quest’anno tanto pochi nella classifica e in parte dei vini italiani che scendono a 8 rispetto ai 9 del 2016. I vini di Borgogna, come vedremo nel post vincono anche come performance del prezzo, +19% in media all’interno di uno scenario molto positivo (+16%). Va però sottolineato che questi sono prezzi in sterline e che, mediamente, la svalutazione contro l’euro è stata del 7% (da circa 0.81 sterline per un euro a 0.87). Talchè i prezzi pur in crescita mettendosi dalla parte dell’euro sarebbero da vedere in crescita di poco meno del 10% in media. Il primo vino italiano in classifica è Masseto, al 20esimo posto, seguito da Sassicaia al 33esimo e da Gaja al 56esimo. Gli altri itaiani in classifica sono Solaia, Ornellaia, Tignanello, Giacomo Conterno e Casanova di Neri. Passiamo a commentare qualche dato.

 

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Francia – esportazioni di vino – primo semestre 2017

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Le esportazioni di vino francese sono ripartite prepotentemente nel corso del primo semestre 2017. Secondo i dati rilasciati dall’ufficio statistico Disar, la Francia ha esportato vino per quasi 4.1 miliardi di euro, +11% sulla prima metà del 2016 che era stata stabile. A trainare l’export francese un ritrovato vigore delle esportazioni di Bordeaux dopo tre anni molto difficili e un inizio d’anno inaspettatamente forte per lo Champagne, in crescita del 12%. Come abbiamo già avuto modo di dire in passato, il resto del vino francese segue molto da vicino la tendenza dell’Italia (+5.4% nei primi 5 mesi dell’anno, lunedì pubblicheremo i primi 6 mesi) con una crescita del 7%. Di nuovo, come già successo negli ultimi tre anni, tutto il contributo alla crescita viene dal prezzo/mix. Tra i principali mercati tracciati da Disar, gli USA (+22%) sono stati il driver principale, avendo rappresentato circa un terzo della crescita.

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La classifica dei grandi marchi di vino nel mondo Liv-Ex – aggiornamento 2016

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livex-2016-4

“Quando il gatto non c’è, i topi ballano”… ma ora il gatto è tornato. Potrebbe essere questo il proverbio che si addice a descrivere l’andamento della classifica Livex appena compilato, che come vi ricordo rappresenta un ranking dei marchi di vini di alta qualità in base al loro valore, all’andamento della loro quotazione e anche al volume di scambi generato presso la piattaforma Livex. Il gatto sono i vini francesi, e quelli di Bordeaux in particolare, mentre i topi sono i vini del resto del mondo, italiani e tutti gli altri. E’ vero come qualcuno dice che nove di questi cento vini sono italiani contro i sette dello scorso anno, ma è anche vero che il primo italiano del 2016 è il numero 47, Gaja, mentre lo scorso anno avevamo il Sassicaia al numero 27 e il Tignanello al numero 45 e l’anno prima ancora avevamo tre vini nei primi 20 del ranking. Il risultato non è un demerito per i nostri vini, la cui quotazione media è cresciuta comunque del 10%, ma del forte rimbalzo delle quotazioni dei vini di Bordeaux, +17%, che chiaramente per volumi battono tutti. Quali sono dunque i primi vini del mondo nel 2016? Lafite Rothschild, Mouton Rothschild e Margaux. Dei primi 20 vini, 18 sono di Bordeaux e solo due sono di Borgogna. Il primo non francese è al n.33 ed è Opus One. Oltre ai 9 italiani, solo altri sei vini sono extra Francia. Dominio assoluto. Andiamo a leggere qualche numero insieme (alla fine trovate la classifica completa).

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La classifica dei grandi marchi di vino nel mondo Liv-Ex – aggiornamento 2015

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LIVEX COMPLETA 2015 1

L’annuale aggiornamento delle classifica Liv-Ex dei 100 grandi marchi del vino non porta buone notizie per noi italiani. Il problema non sta però né nei prezzi e nemmeno nell’andamento delle contrattazioni, due aspetti che vengono presi in considerazione con grande attenzione. Il problema è che hanno cambiato le regole con cui la classifica viene stilata, togliendo il criterio dei giudizi dei critici. Altrimenti detto, il prodotto non viene più considerato nelle sue caratteristiche organolettiche ma soltanto per la sua capacità di far fare soldi a chi lo compra e lo vende e a chi lo detiene come investimento. Discutibile? Certamente. E’ altrettanto vero che Liv-Ex è una piattaforma di trading non una associazione di sommelier, tale per cui hanno deciso che i vini migliori sono quelli che gli fanno fare più soldi, a loro e a chi li ha.

Quindi, quest’anno i vini italiani in classifica sono soltanto sette, mentre erano dieci lo scorso anno. Tutti quelli ancora preenti salvo uno (Tignanello) peggiorano in classifica, mentre escono Giacomo Conterno e Bruno Giacosa (che essendo tra i più buoni secondo i critici hanno perduto un componente importante del loro punteggio), oltre a Guado al Tasso (già ai margini della classifica nel 2014) e Macchiole. Il top secondo Liv-Ex è Mouton Rothschild, che prende lo scettro da Pavie. I prezzi continuano invece a cresce per i vini borgognoni e italiani, mentre sia il Rodano che la Champagne calano leggermente, dopo il grande balzo del 2013. Andiamo a leggere qualche dato insieme.

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