Bordeaux


Francia, esportazioni di vino – aggiornamento primo semestre 2014

nessun commento
francia h1 export 1

 

Oggi ci concentriamo sulle esportazioni francesi del primo semestre del 2014, preparandoci a discutere i dati italiani che l’ISTAT pubblicherà venerdi 11 settembre (i più attenti avranno notato che non sono stati rilasciati i dati di maggio che ma che si passa direttamente a giugno). Ebbene, la stabilizzazione che abbiamo commentato avvenuta nella seconda parte del 2013 si è trasformata in un vero e proprio calo nel 2014, dovuto probabilmente alla cattiva annata produttiva registrata nel 2012, anche se non è stato soltanto un problema di volumi… Se il 2013 si era chiuso stabile (-0.2%), il primo semestre chiude con esportazioni in calo del 6% annuo, che porta il dato sui 12 mesi a -3%. Sfortunatamente per i francesi la categoria che sembra tirare di nuovo di questi tempi è quella dello Champagne (+8%), che però ha una forte stagionalità nella seconda parte dell’anno, il che significa che o il dato dei primi 6 mesi è farlocco o se non lo è il dato annuo potrebbe essere meno peggio. Da dove arriva questo calo del 6%? Dai vini di Bordeaux, il cui crollo (-28%, 322 milioni in meno) spiega completamente il calo del dato totale. Senza Bordeaux? +4%. Andiamo a guardare i numeri.

Continua a leggere »

Il costo di conduzione della vigna e potenziale riduzione – studio camera agricola di Bordeaux

2 commenti

costi francia bordaeux 2


 

La camera agricola di Bordeaux ha pubblicato un anno fa uno studio interessante sui costi della viticoltura e sulla loro potenziale riduzione adottando dei modelli di “condivisione” di alcuni macchinari tra aziende. Il rapporto è molto tecnico, tanto da non consentirmi di entrare molto nel dettaglio. Quello che mi piacerebbe passasse oggi è questo concetto. Oltre al costo di produzione del vino a partire da quando l’uva arriva in cantina a quando giunge sul nostro tavolo, vanno considerati dei costi agricoli relativi al trattamento della vite e alla raccolta dell’uva. Secondo questo rapporto, i costi calcolati su una superficie facilmente coltivabile come Bordeaux e per una tenuta di 25 ettari (quindi grande per i nostri standard) ammontano a poco meno di 4000 euro per ettaro all’anno, che possono scendere a poco meno di 3000 se i suggerimenti dello studio (mettersi insieme per comprare costosi macchinari che fanno risparmiare) vengono messi in pratica. Dividendo questi numeri per un livello di produzione standard di circa 50 ettolitri per ettari, giungiamo a un costo delle operazioni prettamente agricole per litro di vino prodotto che varia tra 0.60 centesimi e 0.80 centesimi, con un potenziale risparmio nella simulazione di circa il 25%, che si tradurrebbe in 15-20 centesimi al litro di vino. Andiamo ad analizzare i numeri in particolare.

Continua a leggere »

La classifica dei grandi marchi di vino nel mondo – aggiornamento 2013

nessun commento
livex 2013 1

 

La classifica annuale dei grandi marchi del vino di qualità redatta da Liv-ex contiene molte sorprese, alcune delle quali legate alla metodologia di redazione della classifica, dove hanno cambiato i pesi dei vari parametri. Diciamo subito che è una classifica redatta da un trader di vini, e quindi il trading è molto pesante nella redazione della classifica, insieme all’andamento del prezzo. La classifica di quest’anno dicevamo porta con se diverse sorprese, la prima delle quali che non è un Premier Cru di Bordeaux oppure il Domaine de la Romanee Conti) a guidare la classifica. Il crollo dei prezzi dei grandi Bordeaux ha portato in cima alla classifica le seconde scelte. Intendiamoci, la classifica è sempre dominata da Bordeaux, che piazza dal primo al nono posto suoi vini. La classifica appare molto focalizzata sulla Francia, che occupa più posizioni di quante ne abbia mai avute, a discapito dei vini Italiani (da 9 a 7 marchi) e dei vini del resto del mondo (da 6 a 4, mai erano stati così pochi). Per quanto riguarda gli italiani, esce dalla classifica Gaja che sempre era stato presente (dal 2010 a questa parte almeno), Roberto Voerzio, Tua Rita, Solaia, mentre entrano due cantine, Bruno Giacosa (al n.40) e la Fattoria le Macchiole (al n. 90). Andiamo a vedere i dati.

Continua a leggere »

L’andamento degli indici Liv-ex e il confronto con i mercati azionari – aggiornamento 2013

nessun commento
liv-ex 2012 1

Fonte: Liv-ex

Sono ormai 2 o 3 anni che non guardo gli indici Liv-ex, una specie di indice che riassume il prezzo dei grandi vini commerciati con base a Londra. Beh, i dati sembrano lusinghieri, anche se vanno letti con un po’ di precauzioni e un paio di avvertimenti. Il rendimento dei portafogli fatti di principali 50 Bordeaux, dei principali 100 vini “commerciabili” del mondo (secondo questo mercante, tra questi soltanto 1 è italiano, il Sassicaia, e la maggior parte sono Bordolesi) e di una selezione speciale di bordeaux di verse annate è invariabilmente stato di circa il 10% annuo dal 2002 a questa parte. Quindi, in buona sostanza, 100 euro investiti a dicembre 2001 sarebbero diventati tra 270 e 300 euro a fine 2012. Un andamento, questo, largamente superiore a quello delle borse valori mondiali (e manco a dire della borsa italiana, dove mediamente si perdono soldi). Quali sono i se e i ma: (1) l’indice ha avuto un buon rendimento ma è stato molto volatile nel tempo (anche rispetto alle borse), quindi conta molto il “timing” dell’investimento; (2) quando confrontate questi rendimenti con quelli delle Borse valori, ricordatevi che qui non vengono pagati dividendi (circa il 3% annuo); (3) Resta un mercato, presumibilmente, poco liquido, cioè nel quale è difficile investire… andiamo sui numeri.

Continua a leggere »

La classifica dei grandi marchi di vino nel mondo – aggiornamento 2012

nessun commento

Come già anticipato da qualche rivista online, la classifica che Liv-ex compila in collaborazione con The Drink Business sui marchi del vino di qualità ha visto una crescente presenza di vini italiani. In realtà non sono soltanto i vini italiani a cantare vittoria: il vincitore come categoria è sicuramente la Borgogna, che sta attraendo l’attenzione dei collezionisti asiatici alla ricerca di alternative meno costose dei grandi Bordeaux. Su tutti, però, si impone una considerazione chiave: il mondo dei “fine wines” mondiali non è più dominato come negli anni scorsi dai Bordeaux, che sono il vero “sconfitto” di questo ranking. Come vedremo in un secondo post, la presenza di Bordeaux in classifica è scesa da 62 vini a 54 vini tra il 2010 e il 2012, quando i vini italiani, su cui ci concentriamo oggi, sono passati da 5 a 9. A proposito, mi sono dimenticato il vincitore: DRC, che lo scorso anno era al numero 5 e due anni fa era al numero 6. Ma andiamo a vedere la classifica più in dettaglio.

 

Continua a leggere »