bilancio 2021


Delegat Group – risultati 2021

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In questo post prenatalizio commentiamo i dati di Delegat Group, azienda vinicola neozelandese quotata in borsa a Auckland, con una valutazione di borsa di circa 850-900 milioni di euro e che ha mostrato negli anni un percorso di crescita eccezionale. I dati che presentiamo oggi sono giugno-20 / giugno 2021, quindi un periodo particolarmente martoriato dal Covid. Eppure le vendite di Delegat sono rimaste praticamente invariate a 303 milioni di dollari (1 dollaro neozelandese = 0.60 euro), con un incremento del valore medio per cassa del 3% che compensa i calo del 3% dei volumi. L’azienda ha mantenuto invariati i suoi obiettivi di raggiungere 4 milioni di casse dalle 3.2 attuali entro il 2024 e per questo ha rilanciato sugli investimenti con un impegno di 60 milioni di dollari che ha fatto leggermente crescere il debito nel 2021 (da 240 a 250 milioni, come potete vedere nelle tabelle e grafici allegati). Le buone notizie del bilancio 2021 non finiscono qui: i margini sono ulteriormente migliorati toccando il 39% a livello di EBITDA e il 33% a livello di EBIT, cresciuti in valore assoluto del 5% circa, al loro massimo storico.

Nel resto del post trovate anche un interessante confronto con Antinori, Zonin e Santa Margherita a livello di fatturato nel corso degli anni. Buona consultazione.

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Vranken Pommery – risultati 2020 e primo semestre 2021

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Come sempre il Natale consente di recuperare dei ritardi e delle cose lasciate indietro, in questo caso relativamente ai dati finanziari di Vranken Pommery, una delle più importanti aziende della Champagne, quotata in borsa con un valore di mercato di circa 156 milioni di euro. Non si tratta di un aggiornamento e basta. Il gruppo francese sta mettendo mano alla strategia e finalmente dopo anni di incremento del debito e profitti stagnanti, ha deciso di “mettere ordine” e di Continua a leggere »

Constellation Brands – risultati primo semestre 2021

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I risultati semestrali di Constellation Brands sono stati tutt’altro che eccitanti. Anche se per la seconda volta il management ha incrementato la proiezione di utili dell’anno, il titolo non ha reagito. È proprio sul primo grafico che trovate nel contenuto del post che vorrei attirare la vostra attenzione: da inizio anno le azioni del colosso americano della birra, vino e ora cannabis non si sono mosse, nel contesto di un mercato azionario molto favorevole e, soprattutto, del +15% e +25% messo a segno da un paio di altri produttori che guardiamo, Duckhorn e Treasury Wine Estates. Nello specifico di questi risultati trimestrali, la birra continua a trainare i conti, mentre l’effetto della vendita di parte del business vino a Gallo sta esaurendo i suoi effetti, e metterà Cbrands sul piede di circa 35 milioni di casse (37 adesso). I margini dell’attività vinicola stanno calando (siamo ora al 22% erano al 26-27% fino a qualche tempo fa), le vendite non solo calano in valore assoluto per la dismissione ma anche in termini organici non vanno bene, con le depletions che non vedono il segno “+”  da tre anni e con il secondo trimestre a -2%, dopo il -3% registrato nel trimestre 2020. L’azienda resta molto profittevole, per l’amordidio, ma tutti gli utili vengono mangiati dalle perdite contabilizzare sotto la linea dell’attività nella cannabis… e a questo punto sembra che gli investitori si stiano stancati di tutti questi aggiustamenti e discorsi tipo, “se non consideriamo questo, se non consideriamo quello, allora…”. Vi lascio alle tabelle e ai grafici che espongono i dati.

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