bilancio 2008


Carpene' Malvolti – analisi bilancio al 30/6/2008

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Grazie al prezioso contributo di un lettore, siamo in grado di guardare a qualche bilancio 2008 delle aziende venete impegnate nella zona del Prosecco. Cominciamo con Carpene’ Malvolti, che chiude il bilancio a giugno: guardiamo quindi al bilancio al 30/6/2008. CM e’ un’azienda di medie dimensioni con un fatturato di 17-18 milioni di euro, un marchio ben consolidato soprattutto in Italia (60% delle vendite) ma dei margini piuttosto risicati: ancora nel 2007, che presumibilmente doveva essere un buon anno per il mondo del vino, l’azienda non superava il 6% in termini di margine MOL e il 2% a livello di utile operativo. Ma Carpene’ Malvolti e’ interessante anche per una seconda caratteristica: e’ forse l’unica azienda che abbiamo incontrato nel nostro viaggio a non avere debiti. Anzi, a giugno 2008 aveva circa 400mila euro di cassa netta (1.2 milioni a giugno 2007). Questo mette l’azienda in una prospettiva tutta nuova, nel senso che le consente di pensare non soltanto alle sue operazioni ma anche alla possibilita’ di acquisirne altre per crescere. Ecco, forse, data la dimensione di questa azienda, un incremento di dimensione verso la categoria superiore potrebbe essere altamente sinergico per i margini.


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Distell – risultati al 30 giugno 2009

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Distell ha chiuso il bilancio annuale al 30 giugno 2009 mostrando un incremento delle vendite ma con dei margini in leggera contrazione. L’azienda sudafricana (che ricordiamo ha poco meno della meta’ delle vendite nel segmento vino), ha continuato a investire e acquisire altre aziende. Il quadro di fine 2009 ci mostra un leggero debito (rispetto alla posizione finanziaria neutra dello scorso anno). L’azienda continua a essere trainata dalle vendite all’estero: nel 2008/09 i volumi di vendita di vino all’export sono cresciuti del 21% e gli utili che l’azienda realizza fuori dal Sud Africa hanno ormai superato il 20% del totale. Ma qualche problema lo hanno avuto anche loro: le cancellazioni di alcuni ordini fuori dal Sud Africa ha obbligato l’azienda ad abbassare i prezzi sul mercato domestico. E questo in parte spiega, come vedremo, il calo del margine sulle vendite (in percentuale, non in valore assoluto). Che cosa dicono del futuro? Non dicono, nel senso che parlano di qualche timido segnale di recupero, del fatto che il Sud Africa non ha scampato la crisi. Si limitano a una timida considerazione sulla forza dei loro prodotti e sulla volonta’ di continuare a perseguire la strategia di crescita.
Le vendite sono cresciute del 15.4% a 10.8 miliardi di Rand. Questa crescita si divide in un +10% in Sud Africa (dove i volumi di vino hanno fatto +1% e dove l’azienda fa il 75% delle vendite), un +50% nel resto dell’Africa e un +25% nel resto del mondo.


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Castello Banfi – risultati e analisi di bilancio 2008

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Castello Banfi ha chiuso il 2008 in leggera perdita (EUR2m) a causa sia della recessione che dell’indagine/sequestro/dissequestro della produzione di Brunello di Montalcino che fortemente impattato le vendite dal 1 Aprile 2008 (stessa cosa successa a Frescobaldi). Ne risulta quindi un quadro piuttosto negativo sul 2008, con un calo del 21% delle vendite e del 38% del MOL (ben piu’ negativo delle indicazioni sul campione Mediobanca, almeno sul fatturato), ma una prospettiva 2009 non cosi’ negativa come per il resto del settore. Nella relazione, Banfi dichiara che “[…] viene atteso un 2009 con lo stesso grado di giudizio di difficoltà, ma migliore dal punto di vista reddituale e finanziario”.


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Jean Jean – risultati e analisi di bilancio 2008

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Lo scorso anno abbiamo presentato Jean Jean, un’azienda vinicola originaria del Languedoc, che si sta rapidamente espandendo in altre regioni vinicole francesi. Le particolarita’ di Jean Jean erano un piano di espansione molto rapida basato su acquisizioni di nuove tenute facendo leva su una produzione orientata alle AOC (che nel 2008 hanno raggiunto il 54% delle vendite, vedere torte alla fine del post) e alle vendite alla grande distribuzione organizzata (44%) che sono state il motore di crescita del gruppo nel 2008. Ci chiedevamo se Jean Jean fosse riuscita a raggiungere i suoi obiettivi di fatturato (EUR250m di fatturato nel 2012 rispetto a EUR174m nel 2008): sicuramente da questo punto di vista e’ sulla buona strada. Il problema e’ semmai legato agli utili che sono scesi in modo deciso nel 2008 nonostante il +12% delle vendite e alla struttura finanziaria, che come numerose altre aziende vinicole mostra un deterioramento significativo.


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Laurent Perrier – risultati e analisi di bilancio 2008-09

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Laurent Perrier ha chiuso l’esercizio 2008/09 (al 31 Marzo, che chiameremo 2008 da ora in avanti) con un forte calo delle vendite (-27% a EUR181m), essenzialmente dovuto a un calo di oltre il 30% dei volumi di vendita. La strategia della casa è stata molto chiara: i prezzi non si riducono, anzi. Nel corso dell’anno il prezzo-mix ha fatto segnare un +7% (poi compensato in modo molto leggero da un -2% derivante dai cambi). Cio’ ha consentito di mantenere i margini percentuali su livelli molto elevati (nonostante siano state mantenute stabili le spese pubblicitarie), per quanto pesantemente inferiori in valore assoluto (-30/35%) a quelli dello scorso anno. L’utile netto scende del 45% a EUR19m (rispetto al picco di EUR34m dello scorso anno), restando a un livello del 10% del fatturato, comunque molto elevato.
Il debito chiaramente aumenta in seguito all’incremento del valore del magazzino, che passa da EUR374m a EUR439m: l’azienda ha prodotto molto di piu’ di quello che ha venduto (EUR181m). Peraltro, come sapete, questo magazzino rappresenta piu’ una garanzia che un fardello, dato che consente alle maison di garantire i loro prestiti bancari (nel caso di Laurent Perrier si tratta di EUR303m di debito contro EUR439m di magazzino). Ma questo spiega anche perche’ le maison e lo Champagne in genere non accetti cali di prezzo: se cosi’ fosse il valore del magazzino si sgonfierebbe e questo metterebbe a repentaglio tutta la struttura finanziaria. Il debito/MOL di Laurent Perrier è passato da 3.4x a 6.4x nel giro di 1 anno: una azienda normale con questo tipo di rapporto sarebbe in gravissima difficolta’ se non avesse beni di proprieta’ che garantiscano i creditori (vigne, bottiglie pregiate e cosi’ via).


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