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Banfi – risultati e dati di bilancio 2018

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Il bilancio delle due anime di Banfi, la società agricola e quella commerciale, mostra nel 2018 un leggero calo dei margini a fronte di un fatturato stabile, soprattutto nelle aree chiave dell’azienda, l’Italia e gli USA. Ciò che però colpisce è che da 5 anni a questa parte gli investimenti sono cresciuti in modo significativo e il 2018 è il terzo anno in cui gli investimenti sono superiori alla generazione di cassa: 10.4 milioni contro circa 8 milioni; negli ultimi 5 anni 48 milioni di euro investiti contro i 14 dei precedenti 5 anni, tutti finanziati con la generazione di cassa propria dell’azienda e un leggero ricorso a nuovo debito (circa il 15% del totale). Scorrendo la relazione degli amministratori si trovano diverse tracce: l’ampliamento comparto frutta (conoscete le prugne secche di Banfi?), i nuovi impianti di vigneto a Montalcino e di Novi Ligure e l’ampliamento della parte ospitalità che fattura oltre 5 milioni di euro. Si tratta di interventi che generano un ritorno nel medio termine, la parte dei vigneti per esempio a partire dal 2022. Passiamo quindi a una breve analisi dei dati 2018, ricordando che l’azienda Banfi è strutturata con una società commerciale e da una società agricola (che opera in modo indipendente in USA e poi vende alla commerciale il resto dei prodotti). Nella tabella trovate i dati “combinati” di fatturato, patrimonio netto e debito e separati di utili così potete analizzare meglio come si muovono i due pezzi. Buona lettura.

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Banfi – risultati e dati di bilancio 2017

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La lettura dei bilanci 2017 prosegue con Banfi, che qualche anno fa ha separato (quasi completamente) l’attività agricola da quella commerciale e per la quale redigiamo come di solito una specie di “somma dei bilanci” per avere un’idea generale. Dal 2017 poi è stato adottato un nuovo schema di reportistica delle vendite per area che presentiamo oggi, perdendo però il confronto con il passato. Che è dunque successo nel 2017? Come per le altre cantine, soprattutto quelle fortemente integrate a monte nella fase agraria, il 2017 ha visto un calo pesante della produzione che si è ribattuto sui margini di profitto della fase “agricola” dell’attività. Oltre a questo, la leggera svalutazione del dollaro (sarà decisamente più pesante nel 2018) e il maggiore costo di acquisto delle uve/vino che non si sono potute produrre direttamente, ha messo sotto pressione i margini. Unendo i dati di EBITDA delle due anime di Banfi si arriva a circa 10 milioni, il 27% meno del 2016, che va detto era un anno particolarmente positivo. La performance commerciale è invece stata solo leggermente inferiore al 2016, -3% a poco meno di 70 milioni: se consideriamo l’impatto iniziale della perdita di produzione (soprattutto nel reparto frutta), il cambio con il dollaro, cui Banfi è particolarmente sensibile, le cose non sono andate male, anche se per arrivare alle vendite di vino bisognerebbe tirare via il ramo ospitalità (circa 5 milioni) che invece va a gonfie vele. Dove le cose vanno sempre bene è invece la parte finanziaria: il debito totale delle due aziende è leggermente calato e ciò lascia spazio ai programmi di investimento aziendali, che continuano anche nel 2018. Passiamo a leggere i dati insieme.

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Banfi – risultati e dati di bilancio 2016

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Meno vendite ma più utili nel 2016 per Banfi, che come sapete è l’azienda più grande operante nel distretto del Brunello di Montalcino. Come da qualche anno a questa parte, per interpretare i risultati è necessario mettere insieme due aziende, quella agricola (che si occupa oltretutto direttamente di vendere in Nord America), e quella commerciale alla quale la prima vende il prodotto che poi viene distribuito altrove. I dati che vedete nei grafici cercano di rappresentare la “somma” delle due realtà che compongono Banfi, mentre nella tabella trovate lo spaccato dei risultati delle due. Buoni numeri come dicevamo: nonostante un -5% del fatturato, il margine operativo lordo “cumulato” cresce di oltre il 25% e si porta a un eccellente 19% del fatturato, un dato molto interessante e allineato ad altre aziende fortemente integrate nella fase agricola. Con utili più elevati migliora ulteriormente la struttura finanziaria, nonostante Banfi continui a investire piuttosto pesantemente (oltre il 10% del fatturato), soprattutto nella parte agricola. Passiamo a una breve analisi dei dati.

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Banfi – risultati 2015

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Nel 2015 Banfi è riuscita a portare a casa un ulteriore miglioramento dei margini di profitto in un contesto di una crescita delle vendite intorno al 5%, supportata piuttosto sorprendentemente dai progressi nel mercato europeo. Invece, le vendite in Nord America non sembrano essere cresciute nel 2015, nell’ambito di una riorganizzazione commerciale che vede la società agricola vendere direttamente sul mercato senza passare forzatamente per la società commerciale. Così come abbiamo visto per altre aziende, il 2015 è stato però anche un anno di investimenti e di nuove acquisizioni. Oltre alla predisposizione degli 80 ettari a Campiglia Marittima, Banfi ha portato a compimento l’acquisizione di 60 ettari vitati nel Chianti (Cerreto Guidi) e di altri 30 al confine con la proprietà principale di Banfi, nel comune di Castel del Piano. Per il secondo anno consecutivo, e quest’anno in modo molto evidente, gli investimenti sono stati superiori alla generazione di cassa dell’azienda.

Come già per gli scorsi anni presentiamo i dati cercando il più possibile di “riunire” le due anime di Banfi, agricola e commerciale, dopo la separazione di qualche anno fa. Vi sottolineo quindi che questi numeri rappresentano delle stime e, se non nella precisa ripartizione, non corrispondono ai dati riportati nel bilancio di Banfi. Detto questo, sono credo la miglior approssimazione della performance del gruppo.

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Banfi – risultati 2014

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Banfi ha portato a casa nel 2014 un deciso miglioramento dei margini, come si era prefissa lo scorso anno, su un fatturato che per la parte commerciale è cresciuto del 3% circa. L’azienda lavora con una parte agricola e una parte commerciale, ora separate (quindi non redige il bilancio consolidato). Pubblico i numeri delle due entità in modo che vi possiate comunque rendere conto della dimensione dei numeri. Gli investimenti sono cresciuti nel 2014, a oltre il 10% del fatturato, a fronte dell’acquisto di 80 ettari di vigneto a Campiglia Marittima per la produzione di vini di fascia media, che insieme all’annata 2010 del Brunello di grande successo, promettono di supportare anche i risultati 2015.

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