Andrew Peller


Andrew Peller – risultati 2020 (marzo 2021)

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Andrew Peller è uno dei principali produttori di vino in Canada. I dati di bilancio a marzo 2021 sono stati nel loro complesso moderatamente positivi, con un incremento del 3% delle vendite a 393 milioni di dollari canadesi, un utile operativo e utile netto (rettificato per gli oneri straordinari) stabili e una riduzione del debito di 10 milioni a 174 milioni di dollari, che corrispondono a 2x l’EBITDA. Quello che è strano e che incuriosisce è però come si sono sviluppati questi numeri, un fattor comune a diverse aziende vinicole più legate alle vendite nella distribuzione che nella ristorazione. La fase iniziale della pandemia ha visto l’azienda migliorare i margini e mantenere le vendite. A partire dal terzo trimestre 2020, che per loro significa dicembre 2020 le cose hanno cominciato a peggiorare e l’inizio dell’anno fiscale 2021-22 (quindi Aprile-Giugno) è particolarmente negativo, con un calo delle vendite del 6% e un utile operativo quasi dimezzato in uno dei trimestri che dovrebbe essere di riferimento. Il risultato è un andamento molto negativo delle azioni dell’azienda canadese, scese  del 20% circa negli ultimi 12 mesi e con un valore di borsa di circa 400m di dollari canadesi, quindi un valore d’impresa di circa 575 milioni che indicano una valorazzazione di meno di 10 volte l’utile operativo storico, che però sarà destinato a calare. Grafici e tabelle sono allegati nel resto del post.

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Andrew Peller – risultati 2019 (marzo 2020)

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Fonte: bilancio aziendale (http://www.andrewpeller.com/financials.php)

Torniamo oggi su Andrew Peller, l’azienda vinicola canadese quotata in borsa, per discutere il bilancio 2019 (marzo 2020) e quello che sta succedendo nel 2020. Su entrambi i fronti ci sono soprattutto buone notizie: nel bilancio 2019 a fronte di vendite stabili (nonostante l’impatto delle acquisizioni) i margini migliorano, come da obiettivi aziendali che abbiamo discusso nel post precedente, per arrivare a un utile operativo di 63 milioni (di dollari canadesi) e un margine del 16.5% contro 58 milioni e 15.3% del 2018. Va detto che questi miglioramenti non si trasformano in maggiore utile netto principalmente per una serie di questioni contabili. Per quanto riguarda invece il 2020, i dati dei primi sei mesi (marzo-settembre) sono molto incoraggianti: l’esposizione commerciale bilanciata tra Horeca e off-premise ha consentito di mantenere le vendite (202 milioni contro 198 dei primi sei mesi dell’anno scorso) e nonostante un calo del margine industriale (dovuto al mix delle vendite meno profittevole) il forte taglio delle spese di marketing ha addirittura spinto l’utile operativo da 36 a 45 milioni di dollari canadesi. Una performance decisamente superiore alle attese, che ha portato il titolo a recuperare completamente la perdita di valore registrata durante i mesi del COVID. A fine dicembre 2020, l’azienda aveva un valore di borsa di 476 milioni di dollari canadesi, quindi circa 300 milioni di euro. Passiamo a un breve commento dei dati.

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Andrew Peller – risultati 2018 (marzo 2019)

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Il management di Andrew Peller parla dei risultati dell’anno terminato a marzo 2019 in termini entusiastici. A ben vedere i numeri, e cioè una crescita del 5% spinta anche dal contributo delle acquisizioni, e un utile operativo stabile rispetto al 2018 non si direbbe. Vero è che l’azienda ha generato cassa ed ha ridotto il debito, nonostante i dividendi pagati e il livello degli investimenti piuttosto sostenuto e che nel corso degli ultimi 5 anni la progressione dei risultati è chiara: +5% nelle vendite e +10% per l’utile all’anno. Nel 2020 dovrebbero poi vedersi i risultati dell’integrazione delle tre acquisizioni fatte nell’anno e che hanno rappresentato la parte preponderante della crescita, visto che soprattutto nella seconda parte dell’anno l’azienda ha subito la competizione di nuovi prodotti di fascia bassa introdotti nel mercato occidentale del Canada. Il secondo aspetto che ha impattato negativamente l’azienda sono stati i costi di marketing per strutturare meglio l’azienda e per il lancio dei nuovi prodotti. Alla fine, dei 382 milioni di dollari (canadesi) di vendite in fondo al bilancio ne restano soltanto 22, molto meno dei 30 dello scorso anno non tanto per motivi di sopra (infatti l’utile operativo è stabile), quanto per la mancanza di alcuni proventi straordinari e l’insorgere dei costi di ristrutturazione delle cantine acquisitate. Passiamo all’analisi dei dati.

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Andrew Peller – risultati a marzo 2018

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Sebbene siano pochi gli estimatori di questa analisi su Andrew Peller, penso sia utile seguirne il destino, visto il posizionamento quasi esclusivo nel mercato canadese e la strategia molto attiva di acquisizioni che sta mettendo in atto. Inoltre, essendo quotata in borsa può fornire qualche utile indicazione sulla sua valorizzazione. In breve, spero che le 81 page views (su 438mila circa che il blog genera in un anno) possano crescere! Tornando a noi, Andrew Peller ha acquistato a ottobre 2017 tre piccole wineries che hanno aggiunto circa il 3% al fatturato (e un altro 3% arriverà nel prossimo anno fiscale). Nell’esercizio chiuso a marzo 2018, le vendite sono così cresciute del 6% (con un ulteriore 4% di crescita a pari perimetro, supportata dall’ottimo andamento del mercato canadese), mentre gli utili sono cresciuti del 15-20%. La valutazione borsistica del gruppo è di circa 600 milioni di dollari canadesi, cui si aggiungono circa 170 milioni di debito per un valore d’impresa prossimo agli 800 milioni. Ne deriva una valutazione piuttosto interessante sugli storici 2018 di 12 volte l’EBITDA e quasi 15 volte l’EBIT. Passiamo a una breve analisi dei dati.

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Andrew Peller – risultati 2017 e presentazione dell’azienda

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E’ venuto il momento di aggiungere un’azienda alla lista di quelle che normalmente analizziamo annualmente: Andrew Peller. Inquadriamola: azienda familiare canadese, quotata in borsa, quasi interamente focalizzata sulla produzione e vendita di vino canadese in Canada. Le esportazioni, principalmente in USA sono meno del 5% del fatturato, così la quota di vini non canadesi e di prodotti “non vino”, anche se recentemente l’azienda è entrata nel segmento del whisky canadese. Perché è il momento? Perché Andrew Peller ha annunciato recentemente una serie di acquisizioni che la porteranno a aumentare in modo significativo la sua taglia, già oggi di tutto rispetto: parliamo infatti di un fatturato tradotto in euro di circa 230 milioni e di un EBITDA di 36 milioni di euro. Come dicevamo, ha annunciato l’acquisto di tre tenute a Okanagan Valley in British Columbia, per un valore di 95 milioni di dollari canadesi, che aggiungeranno circa 25 milioni di vendite alle 340 circa realizzate nell’esercizio chiuso a marzo 2017. Con una capitalizzazione di mercato di 760 milioni di dollari canadesi (500 milioni di euro circa) e dei multipli borsistici molto elevati (15x l’EBITDA e quasi 30 volte l’utile netto), entra a pieno merito tra gli osservati speciali del blog.

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