2019


Germania – importazioni di vino 2019

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Dati dettagliati e scaricabili disponibili nella sezione Solonumeri (altri paesi).

I tedeschi hanno importato lo stesso vino dell’anno scorso, spendendo un filo di meno. Questo il quadro molto generale delle importazioni di vino in Germania, uno dei mercati più importanti del mondo vista la dimensione (14.8 milioni di ettolitri per 2.6 miliardi di euro) e anche il ruolo di assoluta rilevanza che il prodotto italiano riveste, con una quota di mercato che nel 2019 cresce al massimo degli ultimi anni: 37%. Il 2019 vede come vincenti la Francia e come perdente la Spagna e il Sud Africa, con il prodotti italiano stabile rispetto allo scorso anno. Da un punto di vista dei prodotti, i tedeschi hanno importato meno vino sfuso e, sorpresa, meno spumanti, calo quasi completamente compensato dalla crescita dei vini in bottiglia, dove noi italiani siamo leader assoluti. Si tratta dunque di un anno un po’ sottotono come dicevamo, -2%, ma il 2018 era andato particolarmente bene. Passiamo dunque a una breve analisi dei dati.

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Argentina – esportazioni di vino – aggiornamento 2019

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Le esportazioni di vino argentine sono cresciute del 2% nel 2019 a 708 milioni di euro, con un progresso simile per i vini in bottiglia (+2%) e quelli sfusi (+3%), che sono una parte residuale del totale. Dietro questa “quasi stabilità” si nasconde però una graduale ma costante variazione della destinazione del vino argentino che sta spostando il suo baricentro dal mercato nord-americano a quello più vicino dei paesi dell’America Latina e a quello europeo. La porzione destinata agli USA scende al minimo storico del 31%, come potete apprezzare dal primo grafico, a vantaggio di una serie di mercati che diventano sempre più importanti, primi tra tutti il Regno Unito e il vicino Brasile. Passiamo a una breve analisi dei dati.

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Puglia – produzione di vino e superfici vitate 2019 – dati ISTAT

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La produzione di vino pugliese ha seguito un andamento crescente negli ultimi anni, fino a raggiungere il 20% del vino italiano. Si tratta di un livello paragonabile a quello del Veneto, anche se le differenze sono importanti, a partire dal tipo di produzione (ben bilanciata tra vini rossi e bianchi – in forte crescita questi ultimi – contro la vocazione bianchista e spumantistica del Veneto) fino alle categorie qualitative (soprattutto vini da tavola in Puglia, molto vino DOC in Veneto). Forse il dato più rilevante di questo post è che la Puglia è una delle poche regioni in Italia in cui la produzione 2019 non è calata grazie al boom della produzione di vino bianco, totalizzando nel complesso 9.8 milioni di ettolitri (10.6 compresi i mosti), rispetto a un calo del 9% a livello italiano. Siamo dunque di quasi il 50% sopra la produzione media degli ultimi 10 anni, per questa regione che produce oltre il 40% di tutto il vino da tavola italiano. Passiamo a un breve commento dei dati, che come sapete sono replicati nella sezione Solonumeri del blog.

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Svezia – importazioni di vino 2019

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Dati dettagliati e scaricabili disponibili nella sezione Solonumeri (altri paesi).

Il commento sulle importazioni di vino in Svezia è facilmente sovrapponibile a quello degli altri mercati nordici: un ottimo mercato, con una crescita strutturale importante (in questo caso circa il 6% annuo nel quinquennio 2014-19 in valuta locale), guidata dal mix (infatti i volumi importati calano leggermente) e dove dopo un periodo in cui i prodotti italiani hanno primeggiato, sta tornando con forza il vino francese. Infatti, nel 2019 in Svezia le importazioni dalla Francia crescono del 4% in euro contro il +1% di quelle dall’Italia. I due mercati erano pari nel 2014 a 147 milioni di euro e ora sono distanziati di oltre 30 milioni: 195 contro 163 milioni. Restiamo ovviamente punto di riferimento nel mercato, con una quota del 23.6%, ma il nostro vino fermo sta facendo fatica. Invece, i vini spumanti pur con una battuta d’arresto di quest’anno hanno avuto uno sviluppo piuttosto interessante. Ma concentriamoci sulla Svezia.

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I consumi di vino totali e pro-capite nel 2019 – aggiornamento OIV

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L’approccio che usa OIV per calcolare il consumo di vino nel mondo e nei diversi paesi è duplice: se possibile raccoglie i dati che provengono localmente. Se invece questi dati non sono reperibili fa un semplice calcolo di consumo apparente: vino che entra più vino che viene prodotto meno vino che esce uguale vino che viene bevuto. Questo calcolo che sul lungo termine è corretto, nel breve termine è soggetto a oscillazioni per le revisioni dei dati e perchè non è detto che sia bevuto esattamente nel periodo. Questo è il motivo per cui alcuni dati, anche del passato, vengono spesso modificati. Il calcolone totale però non sbaglia di tanto e ci dice che nel mondo il consumo di vino non cresce: l’incremento in alcuni paesi ricchi e culturalmente affini al vino come gli USA compensa il calo di consumo in altri paesi (che prima forse bevevano “troppo” vino) e di altri in cui il vino non riesce a imporsi come per esempio in Cina. Questo ci dicono i dati: gli americani bevono sempre più vino (anche se i dati passati sono stati rivisti un po’ al ribasso, mentre i cinesi, i francesi e altri stanno calando, per un totale di 244 milioni di ettolitri nel 2019, stabile rispetto al 2018. Ma guardiamo i numeri più nel lungo termine. Dal 2011 al 2019 per esempio, gli americani aumentano di 5 milioni di ettolitri, i francesi calano di 2, gli italiani sono circa stabili, i tedesci aumentano leggermente e i cinesi bevono di più… tutti dati che trovate nella tabella che segue nel resto del post. Cliccate se vi interessa…

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