2018


Germania – produzione vino e superfici vitate 2018

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Il settore vinicolo tedesco appare in piena salute. Il 2018 è stato un anno eccezionale dal punto di vista produttivo (come nel resto del mondo, peraltro) con oltre 10 milioni di ettolitri di vino prodotto, il 14% in più della media storica. Oltre al dato puntuale, va sottolineata la graduale trasformazione del vino tedesco verso i bianchi, nel nome del Riesling, del Pinot Grigio e Pinot Bianco e da due vitigni internazionali, lo Chardonnay e il Sauvignon Blanc. Dei quasi 103mila ettari vitati, ormai 24mila sono rappresentati proprio dal Riesling. Passiamo a una breve analisi dei dati.

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Germania – mercato e consumi di vino – aggiornamento 2018

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Il Deutsche Wein Institute ha pubblicato il rapporto 2018 sulla produzione e consumo di vino e bevande alcoliche in Germania, con delle novità non proprio positive per il settore del vino. Alcuni segnali che avevamo menzionato lo scorso anno (sui dati 2017) si sono riproposti, nell’ambito di un mercato delle bevande alcoliche che è migliorato leggermente in valore (13.4 miliardi di euro di acquisti delle famiglie contro 13.2 miliardi del 2017). Il segmento del vino sta perdendo quota in termini di consumo (e i vini rossi più dei vini bianchi) e resta stabile in valore. Il problema è che la birra si sta riprendendo sia in volume (e non solo grazie alle “alternative” basate sulla birra) ma anche e soprattutto in valore. Comunque, i tedeschi nel 2018 hanno consumato 131.3 litri di bevande alcoliche, di cui 23.9 litri di vino e spumanti, il livello più basso dal 2006 a questa parte. Passiamo a commentare qualche dato.

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MGM Mondo del Vino – bilancio 2018

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I dati 2017 e 2018 di MGM Mondo del Vino sono stati impattati in modo piuttosto significativo da eventi non ricorrenti. Ricordiamo nel 2017 il forte incremento dei costi delle materie prime, mentre nel 2018 l’azienda è stata impattata da problemi connessi ad alcuni clienti dell’Est Europa, che hanno impattato le operazioni per un ammontare di 2.6 milioni di euro, che è tanto se si considera che l’azienda realizza un valore aggiunto di circa 10 milioni di euro. In tutti i modi, dopo una recensione del bilancio 2016 in cui ebbi diversi problemi di interpretazione dei dati (e alla quale vi rimando per una descrizione dell’attività e della struttura del gruppo), oggi mettiamo in linea dei dati 2017 e 2018 che sono incoraggianti dal punto di vista commerciale, un po’ meno dal punto di vista economico, visto il leggero deterioramento dei margini osservato negli ultimi due anni. Come dice il management nella magra relazione che accompagna il bilancio, il 2019 è previsto essere un anno decisamente migliore. Passiamo all’analisi di qualche dato.

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Francia – produzione di vino 2018

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La produzione di vino francese è stata particolarmente ricca nel 2018, in linea con quanto visto negli altri paesi europei, frutto di condizioni climatiche eccellenti che hanno spinto la produzione soprattutto nelle zone più a nord del paese, come la Champagne, la Borgogna e l’Alsazia. Detto questo, la produzione di 49.5m di ettolitri, +34% rispetto al 2017, è del 13% superiore a quella dei 5 anni precedenti. Sullo stesso indicatore l’Italia è stata il 18% sopra, la Spagna il 17% e la Germania il 19%. La produzione mondiale dell’anno (294 milioni di ettolitri circa) è stata del 10% circa sopra la media. Entrando nel dettaglio, i maggiori scostamenti positivi sono stati nei vini comuni, nella produzione di vini atti alla distillazione e, direi di conseguenza, nei vini bianchi rispetto ai vini rossi. Per il 2019, i francesi prevedono un calo di oltre 7 milioni di ettolitri, per tornare a 42.5 milioni di ettolitri, il 6% sotto la media storica. Ma per ora restiamo sui dati del 2018.

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Lunelli Holding – risultati e analisi di bilancio 2018

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Il 2018 è stato un anno non facile per il gruppo Lunelli. Il marchio Ferrari ha rallentato la sua crescita (per la mancanza di prodotto) pur mantenendo un livello di margini eccellente, mentre Bisol è inciampata nel 2018 in una serie di eventi straordinari negativi che hanno determinato un incremento delle perdite, nell’ambito di un ambizioso progetto di rilancio che continua. Quindi, le vendite crescono soltanto dell’1%, supportate dal mercato italiano, l’EBITDA cala dell’11% e l’utile netto del 16% pur mantenendosi su livelli di pura eccellenza: ben 13 milioni su 101 di vendite. I dati migliori vengono dalla generazione di cassa, che si avvantaggia di investimenti in calo sul 2017, su un buon controllo del capitale circolante e sull’autofinanziamento aziendale, dato che gli azionisti non si sono pagati un dividendo. Il rilancio di Bisol è un elemento chiave per il gruppo per il 2019, visto che dopo tre anni dall’acquisizione non ha ancora fornito un contributo agli utili. Secondo il budget approvato dal management, l’EBITDA dovrebbe tornare a 1.3 milioni di euro, contro la perdita sofferta nel 2018 (pari a 1.7 miloni). Passiamo ai dati.

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