2017


Vendite al dettaglio di vino in Italia – primi nove mesi 2017

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Fonte: IRI

Le vendite al dettaglio di vino in GDO sono cresciute anche durante l’estate, con un ritmo del 2.6%, come in passato supportato dai vini spumanti italiani (+10%) e, all’interno dei vini fermi, dai vini di qualità (DOC +3%). Come abbiamo già avuto modo di sottolineare i driver di crescita delle due categorie, fermi e spumanti, sono diametralmente opposti e in qualche modo assimilabili ai dati che leggiamo sul commercio estero: nel caso dei vini spumanti tutta la crescita è legata ai volumi, che ormai sono oltre 650mila ettolitri annuali, mentre per quanto riguarda i vini fermi, i volumi (6.5 milioni di ettolitri circa) sono costantemente in calo (salvo l’oasi felice dei vini DOC, e in parte dei vini IGT) e più che compensati dal miglioramento del prezzo-mix, sia per il trasferimento tra le categorie che all’interno delle categorie stesse. Passiamo all’analisi dei dati.

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Le esportazioni di vino nel mondo – aggiornamento primo semestre 2017

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Le esportazioni mondiali di vino delle prime 11 nazioni produttrici nel primo semestre 2017 sono cresciute a un ritmo vicino all’8%, supportate dall’indebolimento dell’Euro nei confronti delle altre valute, che peraltro si è andato vanificando nel prosieguo dell’anno. A ciò è corrisposto un incremento dei volumi esportati del 2.5% circa. In questo contesto, l’Italia ha avuto un andamento leggermente inferiore alla media (+7% contro +8%). La Francia (+11%) e il Cile (+10%) sono andati leggermente meglio, tra i grandi paesi, anche se (a loro vantaggio) venivano entrambi da un semestre 2016 non proprio eccitante e quindi avevano una base di partenza per così dire favorevole. La quota di mercato del nostro vino nell’ambito di questa cerchia (che rappresenta la maggioranza della produzione mondiale) è del 22.7%, marginalmente più bassa di un anno fa, mentre siamo insieme all’Australia la nazione che ha avuto un incremento maggiore dei volumi che penso proprio non sarà sostenibile il prossimo anno. Passiamo ai dati.
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Cile – esportazioni di vino – primo semestre 2017

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I cileni viaggiano spediti verso oriente, prendendosi quote di mercato importanti nel mercato cinese e rimpiazzando in questa maniera le perdite nel mercato inglese. Questo ci dicono i dati di UN Comtrade raccolti sulle esportazioni cilene dei primi 6 mesi 2017, in crescita del 9% in Euro a 843 milioni di euro, e del 2% in valuta locale cilena, a 602 milioni di pesos (quindi un andamento “meno” positivo quando si deve valutare gli introiti per i produttori del paese, che ovviamente ragionano nella loro valuta). Cina e Giappone sono rispettivamente il primo e il terzo mercato in questi primi 6 mesi dell’anno, e rappresentano un quarto delle esportazioni di vino del paese. Ma non è tutto oro quello che luccica: circa un terzo della crescita deriva da spedizioni massicce di prodotti sfusi verso l’Argentina, a occhio… Passiamo all’analisi dei dati.

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Australia – esportazioni di vino – aggiornamento primo semestre 2017

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Come abbiamo visto qualche tempo fa commentando i risultati di Treasury Wine Estates e come sta anche succedendo per il Cile, il mercato cinese sta fortemente supportando le esportazioni di vino australiane (EUR746 milioni nel primo semestre 2017, +11%), che altrimenti sarebbero quasi stabili. Come vedrete nel post, la Cina rappresenta oggi il 31% delle esportazioni australiane (compreso Hong Kong) e crescono di oltre il 35% (sempre mettendo dentro anche HK) nel primo semestre e del 17% annuo negli ultimi 5 anni (contro un calo annuo del 3% nel resto del mondo). In questo modo gli australiani più che compensano il forte calo nel mercato inglese, che come vedremo è anche “povero” in termini di mix di prodotto. Ormai, il oltre il 45% del loro prodotto si ferma in Oceania e Asia. Passiamo all’analisi dei dati.

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Italian Wine Brands – risultati primo semestre 2017

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Per Italian Wine Brands il primo semestre 2017 segna la svolta, in senso positivo, della performance reddituale. Abbiamo discusso e commentato per un paio di anni di questa introduzione in Borsa e dei suoi piani, sinergie, abbiamo anche talvolta criticato la strategia comunicativa e la quantità di aggiustamenti messi nei conti e discusso con i lettori. Oggi possiamo finalmente scrivere un’analisi “sorridente”. Nel primo semestre le vendite tornano a crescere, interamente grazie alla divisione “wholesale”, quindi alle vendite alla grande distribuzione estera (Provinco) ma soprattutto si materializzano i risultati della ristrutturazione degli ultimi anni, con un balzo deciso dell’EBITDA da 4 a oltre 6 milioni di euro e un utile netto semestrale che raddoppia da 1.3 a 2.8 milioni di euro. Due sono i fattori critici di questo miglioramento: primo, gli ottimi risultati della diversificazione geografica (come vedete dal grafico sopra è soltanto il pezzo più in alto che spiega la crescita) e, secondo, l’esternalizzazione della logistica che ha consentito un sensibile taglio del personale a fronte di costi di outsourcing decisamene inferiori a quelli che c’erano nella situazione precedente. Due altre cose da notare: primo, che in futuro l’azienda aprirà la divisione wholesale anche in Italia, grazie all’entrata di un cliente estero e secondo che siccome i risultati di Giordano sono stati inferiori ai piani, verranno emesse meno azioni per i loro precedenti azionisti, e ne risulta quindi un valore più elevato per quelli attuali. L’azienda intanto in borsa ha avuto un 2017 glorioso, salendo del 43% da un livello di fine 2016 piuttosto depresso: ha ora una capitalizzazione di borsa di 70 milioni di euro. Passiamo a una breve analisi dei dati semestrali.

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