2016


Yantai Changyu Pioneer Wine – risultati 2016

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E’ ora di dare uno sguardo all’andamento di Yantai Changyu Pioneer Wine, l’azienda leader del settore vinicolo cinese (o almeno questo è quello che ci è dato di sapere). Per inquadrare il tema stiamo parlando di un’azienda da circa 640 milioni di euro di vendite, quasi 100 milioni di euro in cassa pronti per essere spesi e utile netto di oltre 130 milioni di euro, della quale è azionista con il 33% del 50% (quindi il 17%) la ILLVA di Saronno. La valorizzazione dell’azienda è di circa 19 miliardi di dollari di Hong Kong, che corrispondono malcontati a 2.2 miliardi di euro, a sua volta un multiplo di circa 17 volte gli utili storici e di circa 3.3 volte le vendite. Bene, inquadrato l’argomento passiamo ai numeri. Abbiamo sempre “buttato lì” il tema dei profitti eccezionali e forse insostenibili. Questo sta succedendo a quanto si può vedere. La strategia di internazionalizzazione dell’azienda, che cerca di comperare attività all’estero (aziende vinicole, per ora se ne vede una in Spagna nel perimetro e un negotiant di Bordeaux) per importarne i prodotti in Cina, sta un po’ abbassando i margini che restano comunque su livelli molto elevati. Nel 2016, con vendite in crescita dell’1.5% il margine operativo scende dal 29% al 27% e il ritorno sul capitale dal 18% al 16%. Di nuovo, un deterioramento da livelli di partenza eccezionalmente positivi. Passiamo a qualche numero di dettaglio (e al Remimbi…).

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Puglia – produzione di vino 2016 – dati ISTAT

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I dati di produzione della Puglia per il 2016 sono straordinariamente positivi. Basta guardare i grafici per notare l’evidente progressione della produzione, che da un livello di 5-6 milioni di ettolitri che sembrava essere diventato lo “standard” nel 2011-14 si è portata a 9.6 milioni di ettolitri (compresi i mosti) nell’ultima vendemmia. Ora, i grafici dicono anche un’altra cosa: che questo forte incremento di produzione non si è verificato nei vini di qualità, ma si è bensì scaricato soprattutto sui vini comuni, mentre la produzione di vini DOC secondo ISTAT è largamente inferiore ai livelli raggiunti negli anni che sembravano “standard” (apparentemente soprattutto nel segmento dei vini bianchi), con un calo del loro peso dal 20% raggiunto qualche anno fa a soltanto l’8% del 2016. Per darvi un’idea delle proporzioni, la Puglia rappresenta il 14% della produzione italiana di vino, ma soltanto il 3% della produzione DOC (il 25% della produzione di vini comuni). Passiamo all’analisi dei dati.

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Lanson BCC – risultati 2016

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I dati che analizziamo oggi sono la diretta conseguenza delle considerazioni che facevamo sulle vendite di Champagne e sull’impatto del calo del mercato inglese (in volume ma anche in valore visto l’andamento della sterlina) nel secondo semestre 2016. Proprio i cambi sono stati una delle maggiori determinanti del calo di vendite accusato da Lanson nel 2016 (-3%), anche se bisogna ammettere che i dati non sono buoni anche riaggiustati per questo fattore. Il mercato francese è in calo strutturale da anni, i margini sono sempre più bassi e il debito resta molto elevato (anche se quasi completamente coperto dal valore del magazzino). Ancora peggiori sono i numeri del secondo semestre, quando le vendite sono crollate del 7% e gli utili del 40% circa. Come da copione non c’è un’indicazione sul 2017 ma la solita generica considerazione che si lavora per il lungo termine, anche perché il breve termine è meglio non guardarlo. Passiamo ai numeri.

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Majestic Wine – risultati 2016/17

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Il 2016/17 di Majestic Wine ha visto proseguire l’azione di rilancio del nuovo management, fatta di una serie di iniziative quali l’aumento delle referenze immediatamente disponibili in negozio (82% contro il 66% dell’anno scorso), la riduzione del numero di ore di lavoro nei negozi, lo stop alla loro apertura, la promozione del cross-selling tra il canale fisico e internet. Come lo scorso anno, la crescita non manca, +16% a 465 milioni di sterline, guidata sia dal canale internet (+41%) ma anche da un ulteriore crescita delle vendite a parità di negozi nel canale fisico (+5.7%). Come lo scorso anno, i margini non stanno ancora migliorando, anzi calano, sia per lo sforzo commerciale messo in atto che per il cambiamento di mix delle vendite tra il canale fisico (che guadagna il 5% circa) e quello internet (1%). Gli obiettivi di raggiungere i 500 milioni nel 2018/19 sembrano molto a portata di mano, ma la conclusione è la medesima dell’anno scorso. Con quanti utili ci arriveranno? Vedremo. Per adesso l’azienda è riuscita a mettere il naso fuori dal Regno Unito (20%) e ad adottare un’ottica spiccatamente multicanale (oltre il 50% dei clienti). Due aspetti molto importanti. Il secondo semestre 2017 sembra essere in ulteriore accelerazione. Passiamo ai numeri.

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Calabria, Molise e Basilicata – produzione di vino – aggiornamento 2016

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Benvenuti al “jumbo-post” sulla produzione vinicola di Basilicata, Molise e Calabria, tre regioni che messe insieme producono nel 2016 poco meno di 800mila ettolitri di vino. La regione più rilevante e anche con i dati più positivi è sicuramente la Calabria (428mila ettolitri di vino), che vanta una crescita della produzione del 6% nell’anno e un livello del 7% superiore a quello strutturale dell’ultimo decennio. I 250mila ettolitri del Molise sono invece dell’8% superiori al livello 2015 ma sono largamente inferiori a quanto si è visto in passato. Infine, la Basilicata, dove da tre anni a questa parte ISTAT accredita una produzione molto inferiore ai livelli storici (pre 2014), di meno di 100mila ettolitri. Se confermati (confermate voi produttori???), per la Basilicata si tratta del peggiore volume produttivo mai riportato. Passiamo a una breve analisi dei dati.

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