2014


Francia – acquisti di vino fermo – aggiornamento 2014

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France Agrimer fa una bella indagine, che da qualche anno ho colpevolmente abbandonato, per analizzare quali tipologie di vino vengono acquistate, con quale frequenza e a quale prezzo. Non guarda ai dati della GDO, dunque “prendendo” una sola branca, ma fa una indagine sui consumatori. Oggi lavoriamo sui dati 2014, che offrono alcuni spunti interessanti di analisi: i francesi si stanno aprendo ai vini esteri, nell’ambito di un consumo totale calante in volume ma non in valore. Sembra che nel 2014 il calo strutturale della penetrazione degli acquisti di vino si sia fermato… vediamo se la tendenza continuerà nei prossimi anni. Infine, vale la pena di notare l’incremento dei vini IGP rispetto agli AOC nella spese delle famiglie del 2014 rispetto a qualche anno fa…

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Argentina – esportazioni di vino, aggiornamento 2014

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Torniamo oggi sull’Argentina, in un doppio post che guarda sia alla produzione vinicola sia al commercio estero. Le esportazioni argentine di vino (e qui non includiamo il mosto, un componente comunque significativo) sono state sotto pressione negli ultimi 2 anni anni a causa del declino del prodotto argentino in USA, dopo anni di crescita ininterrotta. La crisi del paese (che forse è arrivata politicamente a una svolta dopo le elezioni di qualche settimana fa) ha determinato una forte svalutazione del peso, che mediamente nel 2015 è arrivato a un valore di 9 (peso per un dollaro), contro la media 2014 di 8 e il livello 2010-2012 di 4-4.5. Quindi, sotto certi punti di vista il prodotto argentino è diventato molto più competitivo all’estero, ma quando le esportazioni sono tradotte in dollari ciò non si vede: infatti dal grafico noterete subito un calo del 4-5% sia nel 2013 che nel 2014. Anche i volumi sono calati, in modo anche più evidente, ma si tratta soprattutto dell’uscita dai prodotti non varietali venduti sfusi, mentre i vini varietale (o se volete quelli imbottigliati visti sotto un altro punto di vista) non hanno subito rilevanti riduzioni. Quindi, l’export si è “pulito” di prodotti di basso livello e, soprattutto, quando visto in valuta locale (peraltro afflitta da una elevata inflazioni) gli incassi dell’industria in peso sono cresciuti di oltre il 40%. La parola ai numeri.

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Francia – produzione di vino 2014

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Fonte: Agreste

Oggi parliamo della produzione di vino in Francia, forti dei dati finale 2014 e della proiezione 2015 del 1 Novembre pubblicata da Agreste. Sono due anni buoni per la Francia, con una produzione tornata dopo due anni molto deboli (2012 e 2013) sui livelli medi degli anni scorsi. La ripresa è stata molto visibile nel 2014, +10%, meno ma a quanto pare in ulteriore recupero il 2015, +3%. A questo punto viene da domandarsi se il tambureggiamento di settembre sul primato italiano sia stao ben riposto… ma passiamo oltre. La qualità della produzione contina a migliorare, coi vini da tavola oramai relegati a un ruolo marginale, anche se i valori assoluti sono in recupero. Infatti, i dati migliori sono quelli dei vini AOC e dei vini AOC atti alla distillazione per diventare Cognac (e Armagnac). Da un punto di vista geografico, il 2014 è stato l’anno del grande recupero di Bordeaux, +42% in volume prodotto, che sembra essere confermato al medesimo livello anche nel 2015. Ma andiamo a leggere i dati insieme.

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Gambero Rosso – risultati 2014 e introduzione in Borsa

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Il Gambero Rosso ce l’ha fatta il 23 Novembre a debuttare in borsa. L’operazione di aumento di capitale ha consentito al gruppo di raccogliere 7 milioni di euro (un po’ meno di quanto inizialmente previsto, cioè circa 9 milioni di euro) a un prezzo di 1.6 euro per azione (quindi con una valutazione di 16 milioni di euro del capitale azionario pre-aumento, rispetto all’obiettivo iniziale di 20-24 milioni di euro). Il primo giorno di quotazione ha visto le azioni calare dell’11% a 1.42 euro per azione, con un ulteriore leggero calo a 1.40 durante la settimana.

Ma come sono i numeri del Gambero? Dall’analisi che segue nel post direi che si possono trarre le seguenti conclusioni: 1) nonostante l’incremento mostrato nel 2013-14, l’azienda non ha registrato una crescita significativa negli ultimi anni. Fatturava 13.6 milioni di euro nel 2008, ne fattura 14.7 milioni nel 2014, nonostante tutto il tambureggiamento sul cibo e sul vino italiano; 2) GR è impegnata su diversi fronti, ma la parte editoriale e quella di formazione non hanno margini significati. I soldi si fanno con gli eventi e con la TV/Web (contratto SKY scade 31/12/2017); 3) il debito è raddoppiato tra il 2008/2009 e il 2015. Non abbiamo visibilità su quello che è successo “in mezzo” ma nel 2013 e nel 2014 non sono stati prelevati dividendi (al contrario, è stato apportato capitale azionario), il che significherebbe che non è stata generata cassa. Di certo, la quotazione ha consentito al Gambero Rosso di raddrizzare il bilancio, con l’obiettivo di un ambizioso piano di investimenti, e alle banche finanziatrici di vedere i loro crediti verso l’azienda non più come un potenziale problema. Adesso però bisogna marciare spediti, per non lasciare ai nuovi azionisti un brutto ricordo…

Andiamo nel dettaglio

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Spagna – produzione di vino 2014

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Fonte: Ministero dell’Agricoltura Spagna

Dopo la produzione record del 2013, seppur in calo anche nel 2014 la produzione di vino in Spagna è stata ben sopra la media degli ultimi anni. Secondo il rapporto pubblicato dal Ministero dell’Agricoltura, si sono prodotti nel 2014 38.2 milioni di ettolitri di vino e 5.2 milioni di ettolitri di mosto, per un totale di 43.4 milioni di ettolitri di vino/mosto, circa il 6% sopra la media 2009-2014. La proiezione sul 2015 fatta da OIV e pubblicata qualche giorno fa vede un calo del 4% per il 2015, il che significherebbe un “ritorno alla normalità”, anche se dobbiamo dire che la media che osserviamo include un dato effettivamente eccezionale del 2013. In questo contesto, la produzione 2014 ha visto i maggiori cali concentrarsi nei vini IGP e nei vini comuni, i bianchi invece dei rossi, mentre da un punto di vista geografico va notato che la regione che meglio conosciamo, la Rioja, è stata in netta controtendenza. Ma andiamo ad analizzare i dati insieme.

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