2010


I prezzi all’origine del vino – aggiornamento 2018 su dati ISMEA

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Il grafico qui sopra rende molto bene l’idea che chi legge questo pezzo deve farsi riguardo all’andamento dei prezzi dei vini nel 2018 (e ricordo qui stiamo parlando dei prezzi nelle borse merci, quindi della materia prima). La scarsa vendemmia 2017 ha portato a forti tensioni che sono culminate a inizio estate; quando poi sono arrivate le rassicurazioni sulla ricca vendemmia 2018 si è fatto marcia indietro. Il salto all’insù e all’ingiù è stato come sempre sproporzionato per i i vini di bassa qualità, mentre nel caso dei vini DOC e IGT come potete vedere l’entità dell’oscillazione è meno significativa. Per dare qualche numero, in media i prezzi dei vini sono stati nel 2018 del 20% più alti che nel 2017; per i vini comuni la crescita è stata del 32%, per i vini IGT del 20% e per i vini DOC del 12%. Se invece prendiamo il fine anno, cioè da dove partiamo ora rispetto a dove eravamo a fine 2017 le variazioni sono invertite: i prezzi di fine 2018 sono del 14% inferiori a un anno fa, -29% per i vini comuni e circa -7% per i vini DOC e IGT. Fatta questa premessa per spiegare cosa succede, possiamo ora dedicarci nel resto del pezzo (più bello che “post”, non credete?) ai dettagli dei prezzi dei vini DOC/DOCG.

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Molise – principali vitigni – aggiornamento ISTAT 2010

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MOLISE CENS 2010 1

 

Con il Molise finalmente chiudiamo il cerchio del censimento 2010 per quanto riguarda le superfici vitate suddivise per vitigno. Il Molise sembra una “terra di mezzo” nel mondo del vino italiano. La sua base ampelografica non è irrilevante, oltre 5mila ettari, è piuttosto concentrata su sul Montepulciano ma manca di denominazioni di origine importanti e non ha vitigni significativi. Con soltanto il 23% della superficie vitata a DOC, è una delle regioni con la minore penetrazione DOC. Tutta la produzione è concentrata in provincia di Campobasso.

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Basilicata – principali vitigni – aggiornamento ISTAT 2010

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BASILICATA CENS 2010 1

 

La Basilicata è una delle patrie dell’Aglianico, che nelle due accezioni di Aglianico “semplice” e “del Vulture” (saranno diversi???) rappresenta il 47% della superficie vitata totale e l’85% di tutte le superfici a denominazione di origine della regione, che rappresenta circa 1600 ettari su un totale di 4900 (penetrazione = 33%). E’ una regione di vini rossi, dato che gli altri principali vitigni sono il Sangiovese, il Primitivo e il Montepulciano. Andiamo a vedere qualche numero insieme.

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Valle d’Aosta – principali vitigni – aggiornamento ISTAT 2010

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v aosta cens 2010 1

 

Tocca alla valle d’Aosta, in questo venerdì sera. Sarò breve. Il censimento ci segnala 463 ettari di vigneto in Valle d’Aosta, di cui 301 DOC e 162 di altri vini (perlopiù non identificati in termini di vitigno ma lasciati “vaghi”). La valle d’Aosta non ha province e dunque il tutto è più semplice. A differenza di quanto si potrebbe immaginare, i vitigni a bacca rossa sono più rappresentati di quelli a bacca bianca. Vediamo insieme.

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Liguria – principali vitigni – aggiornamento ISTAT 2010

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LIGURIA CENS 2010 1

 

La Liguria è una delle ultime regioni da affrontare per completare il “giro” del censimento 2010. Secondo ISTAT i vigneti in produzione avevano una superficie di 1538 ettari, dei quali 848 a DOC/DOCG e  i rimanenti 690 in IGT o vini da tavola. La suddivisione per provincia, per quanto riguarda i vigneti DOC, vede La Spezia con 324 ettari, seguita da Imperia con 265, poi Savona con 183 e infine Genova con soltanto 75 ettari. La Liguria è una regione di viti a bacca bianca, con il Vermenino a dominare la costa di Levante e il Pigato quella di Ponente. Le varietà a bacca rossa degne di nota e “autoctone” sono veramente poche: il Rossese probabilmente è l’unico che non si trovi coltivato in modo significativo in altre regioni… andiamo a guardare i numeri insieme…

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