LVMH – risultati primo semestre 2017

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I risultati semestrali della divisione vino e spiriti di LVMH offrono un quadro decisamente differente da quello che commenteremo sulle altre (piccole) aziende francesi dedicate alla produzione di Champagne. LVMH continua a macinare record di vendite grazie alla sua presenza globale nella distribuzione, anche in mercati lontani come la Cina o difficili da coprire come gli USA, supportata da dati fortissimi sul Cognac e molto buoni sullo Champagne. I primi 6 mesi dell’anno mostrano un incremento delle vendite del 10% a livello organico (8% volumi e 2% prezzo/mix) e del 12% includendo una leggera variazione positiva dei cambi, mentre l’utile operativo semestrale cresce del 20%. Risultati fantastici, piani di lungo termine molto interessanti: appare in bilancio per la prima volta una menzione al vino di alta gamma prodotto in Cina, Ao Yun (Nuvola Sacra), piuttosto che la piattaforma di ecommerce Clos19 (andate a vedere la presentazione “lussuosa”) o la nuova Tequila Volcán de Mi Tierra. Qualche preoccupazione viene espressa sul cattivo andamento dell’annata agricola 2017 che potrebbe tagliare le ali alla forte crescita dei volumi nel prossimo futuro. Passiamo a qualche dato.

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USA – vendite al dettaglio di vino – aggiornamento 2016

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I dati di vendita al dettaglio di vino in USA sono stati di nuovo rivisti dal Wine Institute per aumentare la loro attendibilità. Ciò ha determinato una seconda (dopo quella dell’anno scorso) revisione al rialzo dei dati, che portano la crescita del consumo di vino in USA da +5.5% a +6% annuo per la media degli ultimi 20-25 anni. Stiamo parlando chiaramente del maggior mercato mondiale, con consumi stimati di 36 milioni di ettolitri nel 2016, con un valore al dettaglio stimato che sfiora i 60 miliardi di dollari, per un valore al dettaglio di 16.6 dollari al litro, chiaramente molto superiore a quello che possiamo osservare in un mercato come il nostro. Mercato americano e vino americano, naturalmente: 21 milioni di ettolitri sono californiani, contro circa 15 milioni di ettolitri di vino importato e americano delle altre regioni, e 34 miliardi di dollari di quei 60 sono proprio appannaggio del vino californiano. Passiamo brevemente in rassegna i dati. A proposito, comincia a essere ora di andare in vacanza: per chi va, buone vacanze!

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Sartori – risultati 2016

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Il 2016 non è stato un buon anno per Sartori, a differenza dei due precedenti, principalmente a causa della forte esposizione al mercato inglese e ai vini fermi, che ha determinato un leggero calo delle vendite estere, nonostante le ottime notizie provenienti da alcuni mercati secondari. In questo contesto, l’azienda ha dovuto correre ai ripari tagliando i costi. Il quadro vede un fatturato in leggero calo (-2%) e una riduzione degli utili del 12/13% a seconda della linea che si vuole osservare e una struttura finanziaria sostanzialmente stabile (8 milioni di euro di debito). I progetti di investimento annunciati nel 2015 stanno proseguendo (1.4 milioni per ristrutturare il fruttaio e costruire un nuovo depuratore). Anche Sartori sta cercando di aumentare la sua visibilità nei confronti del consumatore finale: è infatti stato aperto il primo “Wineshop Sartori” in Valpolicella. Le prospettive per il 2017 non si annunciano incoraggianti per una serie di ragioni: problemi con l’allocazione dei contributi OCM alla promozione (che impattano anche Masi, per la cronaca), prospettive buie nel mercato inglese dove la distribuzione al dettaglio sta cercando di spostare gli imbottigliamenti in loco, mercati scandinavi che scontano un forte pressione competitiva e il mercato italiano dove l’andamento resta sottotono. Passiamo all’analisi dei dati.

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Campania – produzione di vino 2016 – dati ISTAT

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Controtendenza. La parola che definisce l’andamento della produzione di vino campana nel 2016 è questa. I dati sono controllati e ricontrollati perché quanto ti ritrovi con una produzione in calo del 20% nella regione che sta all’interno di un paese dove il dato segna un +6%, vai a ricontrollare i dati puntuali per vedere se è vero. ISTAT scrive 1.3 milioni di ettolitri contro 1.6 del 2015 e 1.7 della media storica, quindi un calo del 20-25%, molto simile per i vini bianchi e i vini rossi, invece più spinto per i vini IGT rispetto ai vini da tavola e ai DOC, che invece “resistono” con un calo del 13%. Migliora dunque il mix produttivo della regione, che si caratterizza per una resa per ettaro piuttosto bassa (75q/ha contro il record italiano 2016 di 116) e che si segnala anche per un calo delle superfici vitate di circa il 4% nel 2016 secondo quanto riportato da ISTAT, concentrato nella provincia più vitata della regione, Benevento. Passiamo all’analisi dei dati.

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Vendite al dettaglio di vino in Italia – primo semestre 2017

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Proseguiamo l’analisi delle vendite di vino al dettaglio nella GDO grazie al contributo di IRI. I dati del secondo trimestre sono indubbiamente positivi, con o senza l’effetto della Pasqua, che ha spinto soprattutto le vendite di spumante dopo un primo trimestre sottotono. I dati puri sul trimestre dicono +6%, che portano il primo semestre a +2.8%, con una spinta forte degli spumanti (+25% nel trimestre, +10% nel semestre) tutta legata all’andamento dei volumi. Un dato allineato a quello relativo agli ultimi 12 mesi: +2.9%. L’effetto prezzo-mix continua a dominare e “spiega” quasi tutta la crescita delle vendite, mentre i volumi subiscono l’impatto negativo di alcune categorie in declino, e più precisamente (con diversi tagli e nel semestre): in vini in formati diversi dalla classica bottiglia (-1.5%), i vini rossi (-1.3%), i vini non DOC o IGT (-1.5%) e, negli spumanti, i vini Charmat dolci (-2.3%). Passiamo a leggere qualche dato insieme.

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