Gruppo Italiano Vini (GIV) – risultati 2016

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I dati 2016 di GIV mostrano un incremento delle vendite del 2%, un EBITDA e un utile operarativo stabili e un significativo miglioramento dell’utile netto. A fronte della forte accelerazione delle vendite di Prosecco (+57%), GIV ha ottenuto dati meno positivi sugli altri suoi prodotti più rappresentativi (Pinot Grigio e Valpolicella, ma anche Chianti e Lambrusco). Dal punto di vista dei marchi, sono molto positivi i risultati di Rapitalà e Turà, che rappresentano insieme il 10% delle vendite, ma sono compensati dalle vendite generate da Folonari (-13%), Lamberti (-7%) e Cavicchioli (-2%). Ne risulta un quadro un po’ meno positivo di quello che ci si poteva attendere, con le vendite a +2% e l’EBITDA (dopo la svalutazione crediti) stabile e un indebitamento in leggera crescita parzialmente causato dall’aumento dei dividendi pagati alla capogruppo. Un nuovo piano 2017-19 è in fase di approvazione. Passiamo all’analisi dei numeri.

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Cile – produzione di vino 2017

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La produzione di vino cilena nel 2017 è stata la più bassa dal 2010 a questa parte, con soltanto 9.4 milioni di ettolitri prodotti. Il calo produttivo ha colpito principalmente le varietà rosse del prodotto, mentre i vini bianchi, pur in calo, raggiungono un terzo della produzione del paese sudamericano. Con volumi esportati annui di circa 9 milioni di ettolitri e un mercato interno di circa 2-3, siamo al secondo anno consecutivo di “deficit di vino” che potrebbe avere qualche impatto sui mercati internazionali. Se è vero che molti dei suoi principali concorrenti (noi inclusi) stiamo vivendo problematiche simili, è altrettanto vero che la strategia cilena è molto focalizzata sul vino sfuso e su prezzi medi piuttosto contenuti (1.8 euro al litro nel 2016, contro i 2.7 euro dell’Italia). Vedremo cosa succede. Per ora focalizziamoci sui dati 2017.

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Le statistiche de “I numeri del vino” – aggiornamento 2017

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Fonte: Google Analytics

Il 2017 è stato un ulteriore anno di forte crescita per “I numeri del vino”, che ha sfondato la soglia del mezzo milione di pagine viste, di cui circa 300mila riferite a pagine di contenuto. L’incremento è vicino al 30% e questo è stato un po’ il motivo che mi ha convinto a reintrodurre la pubblicità “tradizionale”, che attualmente sta generando un contributo alla beneficenza di 50-60 euro mensili. Tornando ai nostri dati, come potete vedere dal secondo grafico allegato l’andamento 2017 si è caratterizzato per due mesi eccezionalmente positivi, aprile e, in parte, ottobre, mesi nei quali il blog sembra essere stato “promosso” dai motori di ricerca nella priorità di risultato su alcune particolari parole chiave. I due post che più hanno avuto click dai motori di ricerca sono stati quello relativo alla produzione di vino nel mondo secondo OIV del 2015 e, in ottobre, quello della produzione di vino in Puglia nel 2013. Queste due anomalie hanno generato un numero incrementale di pagine viste che probabilmente è intorno a 60-70mila pagine. Se volessimo guardare a un dato più “sensato” dell’andamento del blog, probabilmente varrebbe la pena guardare quante pagine 2017 sono state visitate quest’anno rispetto alle pagine 2016 dell’anno scorso: +26%. Passiamo a qualche dato.

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Lanson BCC – risultati primo semestre 2017

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I numeri di Lanson sui primi 6 mesi dell’anno sono decisamente deboli, anche se la stagionalità delle vendite di Champagne è molto spostata sulla parte finale dell’anno e anche considerando una base di confronto molto difficile dell’anno scorso. Il fatturato crolla in Francia (-11%), mercato chiave per l’azienda molto più che per i suoi concorrenti, e in Europa (-16%) e non bastano i forti progressi negli altri mercati a raddrizzare le vendite, che segnano un pesante -7%. Il resto dei conti va di conseguenza, con margini dimezzati e un utile netto quasi azzerato per i primi 6 mesi dell’anno. Il debito cresce ma ciò si ricollega più all’incremento delle scorte di Champagne a invecchiare, dato che l’azienda non distrugge cassa (per ora). Di sicuro, anche considerando le scorte, un rapporto debito/EBITDA di 20 volte comincia a diventare piuttosto preoccupante. Difatti, di fronte a un livello simile, il concorrente Vranken ha deciso di vendere alcune attività (Listel) per ridurre il debito. In tutti i modi, quello che mi fa sorridere guardando la tabella è la frase contenuta nella relazione sulla gestione, che si sono dimenticati di cambiare dall’anno scorso “En raison de la saisonnalité des ventes de Champagne, ces résultats positifs ne peuvent être extrapolés à l’ensemble de l’exercice 2017.” E le vendite del terzo trimestre continuano a calare, del 3% circa. Passiamo ai dati.

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Vranken Pommery – risultati primo semestre 2017

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Vranken Pommery ha avuto un buon primo semestre 2017 nonostante il mercato dello Champagne, come vedremo anche nel prossimo post su Lanson, sta subendo l’impatto della debolezza della sterlina e delle vendite in Francia, cioè i due più importanti mercati per il prodotto. Nel semestre, le vendite sono cresciute del 6%, il MOL cresce del 9% e l’utile operativo torna sopra 3 milioni di euro, lontano dal passato (dove c’era un perimetro di consolidamento diverso), ma in recupero per il secondo anno di fila. La struttura finanziaria continua a peggiorare, però. Ciò ha convinto il management a prendere provvedimenti e a vendere la quota detenuta in Listel per 43 milioni al partner Castel Freres. A seguito dell’operazione, Vranken dovrebbe mostrae una leggera riduzione del debito, salito a 723 milioni di euro, 20 volte il MOL e 65 milioni al di sopra del valore del magazzino. Passiamo all’analisi dei numeri del semestre.

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