Capitale investito e ritorno sul capitale – Dati 2005 delle maggiori societa' italiane

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Percorriamo la nostra classifica parlando dei capitale investito e del ritorno sul capitale investito. La considerazione generale che abbiamo fatto qualche tempo fa torna: il mondo del vino impone alti capitali investiti, con dei ritorni non elevatissimi, per quanto presumibilmente molto ben prevedibili nel tempo.
We now look at the capital employed of the main Italian wine companies. The general issue is that this industry requires high level of capital and seem to offer not really high return, although they are quite well forecasteable and stable over time.

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I dati globali sempre sulle nostre 15 societa’ tratte da Mediobanca research, ci portano a un valore di capitale investito di circa 2.3 miliardi di euro nel 2005, in crescita del 8%. Siccome l’utile opeativo cumulato e’ cresciuto in modo molto piu’ significativo, il ritorno sul capitale di queste societa’ passa dal 2.4% al 3.6%. Troppo poco. Perche’? Perche’ e’ inquinato dalle societa’ cooperative.
The global data of the main 15 companies is showing a total capital employed growing by 8% to EUR2.3bn. Since the cumulated EBIT is growing by far more, we end up with a return on capital of 3.6% vs. 2.4% in 2004. Too low. why? Because it is polluted by non-profit organisation included in the sample.
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Classifica delle aziende italiane – utile operativo e margine operativo 2005

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Riprendiamo il discorso delle classifiche delle aziende italiane, prendendo i dati 2005 resi disponibili da Mediobanca in questo grande file, che raccoglie i dati delle principali societa’ italiane.
We continue our review with the ranking of Italian leading wine operators taking 2005 data from Mediobanca book on the main Italian companies.
 
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Dopo aver esaminato il fatturato il valore aggiunto, guardiamo oggi all’utile operativo e al margine operativo. Questi due numeri ci dicono quanto guadagna l’azienda prima di pagare gli (eventuali) oneri finanziari e le (meno eventuali) tasse. Il margine operativo ci dice invece il rapporto tra l’utile operativo e il fatturato, a dirci (in modo piuttosto simile al valore aggiunto) quanta proporzione del fatturato viene tramutata in profitti aziendali.
After the scrutiny of sales and value added, we now look at the operating profit (EBIT) and the EBIT margin. These two numbers are giving us an idea of how much a company gains before paying the (potential) financial charges and the (very likely) tax chanrges. The margin is instead telling us how much in proportion to sales this profit is.
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Vino in California – statistiche 2005 – fonte: www.wineinstitute.org

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La California rappresenta il 63% del vino venduto in USA. California is 63% of the wine sold in USA.

Cominciamo a parlare del mix di vendite, che offre gli spunti piu’ interessanti…
Il 35% dei volumi e il 66% del fatturato riguarda vini con prezzi al dettaglio sopra $7. Questi sono cresciuti del 13%. I vini sotto i $7 ("everyday wine") sono scesi del 2% in fatturato e rappresentano il 34% del fatturato e il 65% dei volumi. Let’s start from the revenue mix. 35% of volumes and 66% of sales are for wines of over $7 per bottle. They grew by 13%. On the other hand, wines below $7 (called everyday wine) were down 2% in terms of revenues, representing 34% of the total market for Californian wine and 66% of volumes.

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Segmentazione del mercato. I dati forse piu’ interessanti della ricerca pubblicata da www.wineinstitute.org sono relativi alla segmentazione del mercato del vino californiano per quanto riguarda il vino da tavola (cioe’ esclusi i vini da dessert e gli spumanti). Possiamo andare piu’ a fondo della divisione sopra a sotto 7$. In realta, scopriamo che quel 66% sopra i 7$ e’ piu’ spostato sulle bottiglie oltre i 14$, che rappresentano il 36% del giro d’affari totale. E che il vino sotto i 3$ (chiamato "jug wine") e’ soltanto il 9% del fatturato totale.

Market segmentation. The most interesting data is probably the segmentation of wine production by retail price. We have a further detail to the general breakdown of 7$. In details, the wine above 14$ is making up 36% of total revenues for the region, while the low-end jug wine ( below 3$) just represents 9% of sales.
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Vino in USA – statistiche 2005 – fonte: www.wineinstitute.org

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Facciamo un piccolo viaggio in USA e California per dare un’occhiata ad alcuni grandi numeri del settore vinicolo locale. Posso gia’ concludere che gli USA sono un gran mercato e la California una regione vinicola dove hanno imboccato la strada della qualita’ in maniera decisa. E fanno i soldi…
I dati sono tratti da www.wineinstitute.org, che ipotizzo sara’ il nostro riferimento futuro…
Let’s make a small trip to USA and California to give a look to the key numbers for that market. We can already conclude that US is a beatiful marketplace and that California is a region where quality is a key issue and… I think they make money. Data comes from www.wineinstitute.org, which I feel will become our future reference for these stats…

Vendite di vino in USA nel 2005: 26m hl (confrontiamo: consumi italiani di circa 27m hl, Francia intorno a 30m hl), pari a un valore al dettaglio di 26 miliardi di dollari, cioe’ 9.7$ al litro (EUR7.4). Tendenza degli ultimi 14 anni: crescita dei consumi in volume 3% annuo, crescita dei prezzi/mix 3.3% annuo, totale crescita 6.4% annuo dal 1991 allo stimato 2005. Cioe’ siamo passati da 18m hl a 26.6m hl, grazie sostanzialmente alla crescita dei vini fermi, che hanno rappresentato il 90% dei volumi addizionali.
Wine sales in US were 26.6m hl in volumes (same as Italy at 27m and just below France at 30m hl), with a retail value of 26bn USD, or 9.7$ per liter. The trend of the last 14 years is clear: total consumption up 3% on a yearly basis, growth of the price-mix of 3.3%, total growth in $ terms… 6.4% annual from 1991 to 2005! The market went from 18m hl in 1991 to 26.6m hl in 2005, mainly thanks to the growth of dry wines, which represented 90% of additional volumes.

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Produzione vino 2006 Italia – dati aggiornati ISTAT

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ISTAT ha aggiornato i dati sulla produzione italiana di vino 2006, con un abbassamento che non mi pare propriamente un arrotondamento. Siamo passati da 52.2m hl a 49.6m, quindi una revisione al ribasso del 5% secca. Mica male! Sia il Nord Italia che il Sud Italia e’ stato sbagliato di un buon 1.1m hl (cioe’ il 5.2%). Questo post va direttamente correlato a quest’altro che ho pubblicato il 18 Febbraio.
Forse e’ il caso che specifichiamo: si tratta, di nuovo di una stima, questa volta aggiornata a Dicembre.
ISTAT revised the data about wine production in Italy in 2006, with a quite significant decline of the previous forecast, from 52.2m hl to 49.6m. This is a lot! In North and South Italy the mistake was by 1.1m hl each. This post is directly revising our previous one on 18 February.
Maybe it is important to specify that this is a new estiamte, this time dated December 2006 (but only released way later…)

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Dunque, la produzione in realta’ cala del 2% invece che crescere del 3%, a fronte di un’uva raccolta in calo dell’1% (rispetto a una stima iniziale del +5%). So production was down 2% instead than +3%, with grapes down by 1% (vs. an initial forecast of +5%).
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