Cile – esportazioni di vino 2019

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Il Cile è il primo mercato a contribuire i dati dettagliati delle esportazioni 2019, il che ci consente oltre al commento di aprire la pagina nella sezione Solonumeri relativa ai dati storici di esportazione dei principali paesi. Le esportazioni cilene (1.7 miliardi di euro per 8.7 milioni di ettolitri) sono cresciute marginalmente nel 2019, aiutate dalla svalutazione del cambio che però ha ridotto del 4% l’andamento (da +6% a +2%) quando tradotte in euro. Due le cose da sottolineare in questo set di dati: primo, il dato è costruito con un valore stabile per i vini in bottiglia e in crescita per i vini sfusi, quindi un “modello di crescita” di bassa qualità. Secondo, come abbiamo notato diverse volte negli anni scorsi, anche nel 2019 questo +2% è il mix di andamenti molto difformi mercato per mercato. Da notare a tale proposito, che dopo anni di forte crescita le esportazioni verso la Cina sono state stabili (pur rimanendo questo il principale mercato per il vino cileno, con il 17% del totale), mentre si sono riprese quelle verso gli USA. Bene, passiamo a una breve analisi dei dati.

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Francia – esportazioni di vino – aggiornamento 2019

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La Francia è riuscita a chiudere il 2019 con un incremento delle esportazioni di vino del 4.6% nel 2019. Con tutto quello che si è detto e che è successo negli ultimi mesi è un risultato di tutto rispetto e quasi certamente migliore del dato italiano, che viaggiava sui primi 11 mesi intorno al 2-3% e del quale troverete i dati nel prossimo post. Il rallentamento sulla prima metà dell’anno c’è stato, dato che il secondo semestre è cresciuto del 3% ma bisogna considerare la maggiore esposizione del vino francese a un mercato importante come Hong Kong, la riduzione delle importazioni dalla Cina e, non ultimo, l’introduzione dei dazi sull’import che ha colpito il prodotto francese (in parte, visto che lo Champagne è escluso) e non quello italiano. A tirare la volata è stato ancora una volta lo Champagne, cresciuto del 7.5%, e il vino della Borgogna, +10%, mentre i vini di Bordeaux sono stati stabili. Sebbene non ci sia una buona visibilità sui dati per mercato, mi pare di poter dire che l’impatto negativo degli USA si sia manifestato in ottobre e novembre, ma non in dicembre, quando le spedizioni di vino francese nel paese americano sono state in parziale ripresa. Passiamo ad analizzare qualche dato.

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Il valore dei vigneti in Italia per regione e provincia – dati CREA, aggiornamento 2018

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Nonostante l’andamento tutt’altro che rassicurante dell’economia italiana, il valore dei vigneti italiani è cresciuto leggermente anche nel 2018, garantendo dunque una adeguata protezione dell’investimento. Tutto questo naturalmente viene prima di considerare il valore generato in termini di produzione agricola.

I dati regionali e provinciali pubblicati da CREA indicano un incremento dello 0.7% per il 2018 da 53200 a 53600 euro per ettaro. In testa alla classifica regionale e provinciale troverete le zone che hanno una maggiore penetrazione di vini DOC e quelle soggette al boom degli spumanti in particolare. Toscana, Piemonte, Trentino Alto Adige e Lombardia sono tutte intorno al +2% o meglio, mentre si registra un leggero calo per i valore dei vigneti veneti, nonostante il beneficio del Prosecco.  Le regioni del sud Italia sono invece tutte a cavallo dello zero virgola più o meno e registrano valori assoluti sensibilmente inferiori. Visto che abbiamo appena analizzato gli stessi dati per la Francia, vale la pena di mettere giù un semplice confronto: l’incremento dello 0.7% dell’Italia per il 2018 si confronta con un +2.3% per la Francia, mentre in termini di valori assoluti non c’è confronto, dato che il vigneto francese viaggia in media intorno a 72-73mila euro per ettaro. Passiamo a commentare qualche dato.

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Le vendite via internet di vino in Francia – studio FranceAgriMer/CNIV

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FranceAgriMer e CNIV hanno pubblicato l’estratto di uno studio sull’ecommerce di vino in Francia che fornisce informazioni interessanti per comprendere come si sta muovendo questo mercato. In particolare, raggiunta una penetrazione di circa il 10% delle vendite di vino nel paese, il segmento è in chiaro rallentamento e si sta consolidando: chiudono più siti di quelli che si aprono e i più grandi crescono a discapito di quelli piccoli. Inoltre, in questo mercato dominato dai consumatori giovani (tra 20 e 40 anni), si fa strada la tecnologia mobile, che rappresenta il 30% degli acquisti e il 48% delle visite. Il mercato resta dominato dai siti di ecommerce puro, mentre le enoteche fisiche con offerta online sono numerose ma non rappresentano che il 4% del mercato totale con un fatturato per sito veramente irrisorio (ma che ovviamente rappresenta una “aggiunta” all’attività fisica). Passiamo a una breve analisi dei dati.

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Danimarca – importazioni di vino, dati 2019

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Fonte: UN Comtrade

Proseguiamo il viaggio tra I maggiori paesi importatori di vino con i dati della Danimarca, che non avendo produzione propria riflettono anche il consumo apparente. Trovate anche in formato scaricabile nella sezione Solonumeri del sito i dati rielaborati forniti da UN Comtrade. Il 2019 è stato un altro anno di leggera crescita per questo mercato, cresciuto del 4% a 654 milioni di euro e del 3% a volume a 1.92 milioni di ettolitri. Il cambio con la corona danese è rimasto stabile, quindi le variazioni percentuali in euro sono assimilabili a quelle in valuta locale. Si conferma naturalmente il duopolio Francia-Italia, con i vini francesi che sono andati molto meglio di quelli italiani in tutte le categorie. Anzi l’Italia che manteneva una leadership storica nei vini fermi in bottiglia è stata sopravanzata dalla Francia, che naturalmente mantiene delle quote di mercato preponderanti nel segmento degli spumanti. Proprio questa categoria è mancata alle nostre esportazioni, mostrando un leggero calo in controtendenza con quanto vediamo negli altri paesi. Passiamo all’analisi dei dati.

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