Banfi – risultati e dati di bilancio 2018

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Il bilancio delle due anime di Banfi, la società agricola e quella commerciale, mostra nel 2018 un leggero calo dei margini a fronte di un fatturato stabile, soprattutto nelle aree chiave dell’azienda, l’Italia e gli USA. Ciò che però colpisce è che da 5 anni a questa parte gli investimenti sono cresciuti in modo significativo e il 2018 è il terzo anno in cui gli investimenti sono superiori alla generazione di cassa: 10.4 milioni contro circa 8 milioni; negli ultimi 5 anni 48 milioni di euro investiti contro i 14 dei precedenti 5 anni, tutti finanziati con la generazione di cassa propria dell’azienda e un leggero ricorso a nuovo debito (circa il 15% del totale). Scorrendo la relazione degli amministratori si trovano diverse tracce: l’ampliamento comparto frutta (conoscete le prugne secche di Banfi?), i nuovi impianti di vigneto a Montalcino e di Novi Ligure e l’ampliamento della parte ospitalità che fattura oltre 5 milioni di euro. Si tratta di interventi che generano un ritorno nel medio termine, la parte dei vigneti per esempio a partire dal 2022. Passiamo quindi a una breve analisi dei dati 2018, ricordando che l’azienda Banfi è strutturata con una società commerciale e da una società agricola (che opera in modo indipendente in USA e poi vende alla commerciale il resto dei prodotti). Nella tabella trovate i dati “combinati” di fatturato, patrimonio netto e debito e separati di utili così potete analizzare meglio come si muovono i due pezzi. Buona lettura.

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Treasury Wine Estates – risultati 2018/19

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I dati annuali (chiusura a fine giugno) di Treasury Wine Estate sono stati particolarmente positivi. L’azienda ha continuato a crescere a ritmi sostenuti nei mercati asiatici, ha migliorato i margini nel mercato domestico (Australia, dove ha una quota di mercato del 22% e Nuova Zelanda) ed ha ottenuto un buon risultato nel mercato americano con un incremento delle vendite non distante dal 10% a cambi costanti. Gli obiettivi per il 2020 che sembravano lontani sono ora a portata di mano, e in qualche caso sono stati addirittura già raggiunti a giugno 2019 (in Asia e in Australia sui margini in particolare). TWE sta rimettendo il naso fuori dall’Australia. Dopo aver digerito l’acquisizione delle attività vinicole di Diageo ha riportato il debito a 1.7x rispetto all’EBITDA e ha investito in luglio 2019 in Francia, acquistando vigneti e infrastruttura di produzione nella zona di Bordeaux. L’obiettivo 2020 è di portare l’utile operativo da 720 milioni di dollari australiani a 830-860 milioni, ossia di crescere del 15/20%. Il tutto dopo un anno da +23% e in confronto a un livello sotto I 400 milioni non più di tre anni fa. Come dire un’azienda che ha avuto un cambio di pelle importante negli ultimi anni, senza crescere molto in numero di casse (35 milioni nel 2019 contro 34 nel 2016), quindi con una strategia unicamente basata sul miglioramento del mix (e con qualche aiuto del cambio). Passiamo ai dati.

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Lombardia – produzione di vino 2018 e dati per DOC/DOCG 2017

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La Lombardia raggiunge il massimo della produzione vinicola a 1.7 milioni di ettolitri nel 2018, superando in termini relativi i dati nazionali. Stiamo infatti parlando di una vendemmia del 30% superiore alla media, contro il +23% nazionale. La particolarità di questi dati è però relativa al fatto che in Lombardia più produzione non significa più vini da tavola, come in altre regioni italiani. Qui il vino in più è stato IGT e in parte vino DOC, mentre la quota di vini comuni addirittura cala. Per il resto i trend strutturali visti in altre regioni sono gli stessi, a partire dalla maggiore produzione di vino bianco, che per la prima volta nella storia della regione superano la produzione di vini rossi. Passiamo a commentare qualche dato insieme.

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Emilia Romagna – produzione di vino 2018 e dati per DOC/DOCG 2017

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L’ottima annata 2018 ha spinto le rese per ettaro in Emilia Romagna a uno dei massimi storici, oltre 200 quintali per ettaro e a una produzione di vino e mosti superiore a 8 milioni di ettolitri. A guadagnare di più da tanto generoso raccolto è stata la produzione di vini da tavola, cresciuta di oltre il 50% rispetto al 2017 ma soprattutto di un terzo superiore alla media storica della regione, quando invece per i vini DOC il 2018 si è configurato quasi come un anno “medio”, pur in recupero sulla produzione degli anni scorsi. Come per molte altre regioni italiane, anche in Emilia Romagna si sta virando la produzione verso il vino bianco, che nel 2018 ha toccato quota 4.1 milioni di ettolitri e il 56% del totale, decisamente al massimo storico. Allegati al post trovate anche i dati di Federdoc sulla produzione di vini DOC, ma riferita al 2017 e quindi con un prevalente segno meno. Passiamo a una breve analisi dei dati.

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Esportazioni di vino italiano – aggiornamento maggio 2019

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Con il mese di maggio le esportazioni di vino fanno un ulteriore passo in avanti. Il mese si chiude con un incremento del 6%, il che porta a +5.5% il saldo da inizio anno e a +4% quello degli ultimi 12 mesi. In questo post di metà agosto vi inserisco numerose tabelle, con qualche annotazione da fare: primo, come già visto nei mesi precedenti i vini in bottiglia stanno crescendo di nuovo. A maggio +8%, nei primi 5 mesi dell’anno +6.4%. Questo è un dato particolarmente importante perché la categoria rappresenta 4.3 dei 6.3 miliardi di esportazioni di vino. Secondo, il Prosecco continua a crescere a tassi incredibilmente elevati (+22% sia in maggio che nei primi 5 mesi), ma nel loro complesso gli spumanti sono a +5% in maggio e +7% nei primi 5 mesi a causa dei dati negativi sia relativi all’Asti spumante che agli spumanti DOC. Questi ultimi, pur in contesto di bassa stagionalità hanno perso il 30% nei primi 5 mesi del 2019. Il semestre dunque si dovrebbe chiudere bene, intorno al +5%, anche se nel periodo estivo lo scorso anno i dati furono molto forti (con un fine anno meno positivo), per cui potremmo trovarci tra qualche settimana a commentare qualche dato meno incoraggiante. Passiamo in rassegna qualche numero insieme.

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