Esportazioni di spumante Italia – aggiornamento primo trimestre 2020

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Riprendiamo l’analisi delle esportazioni di vino con il post trimestrale dedicato agli spumanti. Come abbiamo avuto modo di commentare di recente, il segmento degli spumanti da qualche mese non è più il traino del nostro export, essenzialmente a causa della forte esposizione al mercato inglese. I dati di marzo sono stati comunque sorprendentemente positivi con +10% nel mezzo di un mondo in crollo per l’inizio della crisi COVID. Il saldo sul trimestre di +2.8% è leggermente inferiore al +5% delle esportazioni totali ma considerando il calo del mercato inglese (-23% nei tre mesi, stabile in marzo) si tratta di un ottimo risultato. Dal punto di vista dei prodotti, la situazione è immutata: cresce il Prosecco (+6% nel trimestre), si riprende l’Asti (+11%), calano gli altri spumanti DOP. Il copione volumi-prezzi è ugualmente inalterato: forte incremento dei volumi e calo dei prezzi, e questo non è così positivo. Passiamo a leggere qualche dato insieme.

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I risultati delle aziende vinicole italiane (escluse cooperative) – aggiornamento Mediobanca 2018

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Proseguiamo l’analisi del rapporto Mediobanca concentrandoci sulle aziende vinicole, escludendo quindi le cooperative. Si tratta della parte (125 aziende) più esposta all’estero. Si tratta anche del campione dove i numeri relativi ai margini e al ritorno sul capitale hanno senso compiuto, perchè depurati dall’effetto distorcente delle cooperative. Dunque, le conclusioni non sono radicamente differenti da quelle fatte la settimana scorsa: il 2018 è stato un buon anno per le vendite (+6.3%), un po’ meno buono per l’andamento dei margini (in leggero calo). Il 2019 si prevede in crescita meno sostenuta, per il problema dell’Italia (che comunque non è calato per le aziende private), mentre il 2020 ovviamente sarà l’anno peggiore di sempre, certamente oltrepassando il calo del 4% subito nel 2009. Passiamo all’analisi dei dati.

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Esportazioni di vino italiano – aggiornamento marzo 2020

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Beh, i numeri di oggi sono veramente sorprendenti. Dopo un febbraio traballante (+1% nonostante il 29 febbraio “in aiuto”), tutti aspettavano un marzo molto difficile per le esportazioni di vino visto che l’emergenza COVID ha cominciato a impattare il nostro export. Infatti, nel mese di marzo l’Italia el suo complesso ha esportato il 13.5% in meno del 2019, mentre nel segmento alimentari/bevande/tabacco il calo è addirittura stato del 29%. Ebbene, strano a dirsi ma non è stato così per le esportazioni di vino, che invece crescono del 2%. È ovviamente una questione di tempo, prima che il segmento vino si allinei al resto. Ce lo dicono diversi numeri di marzo e del primo trimestre (+5% nel suo complesso), come l’andamento fortemente positivo del mercato tedesco, svedese e canadese, ovviamente insostenibile. Di certo, non siamo “al dunque” del COVID per il momento, per cui l’appuntamento è rimandato al 19 luglio, quando pubblicheremo l’analisi relativa ad aprile. E a quel punto c’è da immaginare che qualche impatto si cominci a vedere.

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Germania – esportazioni di vino 2019

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La Germania si è mantenuta anche nel 2019 sui suoi livelli usuali di esportazioni di vino: poco più di un miliardo di euro, poco meno di 4 milioni di ettolitri. Il valore è stabile rispetto al 2018. Si tratta di numeri comunque positivi rispetto agli standard storici, anche se è vero che il trade mondiale di vino è cresciuto strutturalmente. Va anche considerato che l’esportazione per la Germania è da un punto di vista macroeconomico un’anomalia, essendo il consumo di vino al doppio della produzione. Ovviamente non tutti i tedeschi vogliono bere vino tedesco e qualcuno (come per esempio io) amo i riesling tedeschi e quindi il 40% circa della produzione tedesca esce dai confini. A fronte di un valore e volume totale così costante nel tempo non corrisponde però un andamento per singolo mercato. Il vino tedesco è tornato molto forte nel mercato inglese dopo anni difficili, mentre sta perdendo quote di mercato nei suoi altri due mercati chiave: l’Olanda e gli Stati Uniti d’America. Ultima considerazione: l’export di spumanti che era andato così tanto bene negli ultimi anni subisce una battuta d’arresto nel 2019. Passiamo a commentare qualche dato insieme.

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Spagna – produzione di vino 2019

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I dati che analizziamo oggi riguardano la produzione di vino del terzo produttore mondiale di vino per volume, la Spagna. Dopo un 2018 a dir poco esplosivo per i volumi, nel 2019 la produzione di vino è calata del 24% a 34 milioni di ettolitri (39 volendo includere i mosti). Si tratta di un deciso rientro alla “normalità”, anzi forse anche un po’ meno, visto che la media produttiva degli ultimi 5 anni è di circa 37-38 milioni di ettolitri e quella degli ultimi 10 anni intorno a 34-35 milioni. Anzi, a voler fare un confronto con quanto successo in Italia (produzione leggermente superiore alla media a 5 anni) e in Francia (5-6% sotto la media), potremmo ben dire che la vendemmia spagnola è andata piuttosto male. A fare le spese del calo sono stati soprattutto i vini comuni, mentre i vini di qualità si sono confermati molto meno volatili nei quantitativi e, in generale, la categoria dei vini bianchi. Passiamo a una breve analisi dei dati.

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