Buone feste da “I numeri del vino”

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Cari lettori,

anche il 2017 sarà un anno da ricordare per il blog, grazie al significativo aumento delle visite, in parte probabilmente non ripetibile. Invece quest’anno la beneficenza si è aggirata nell’intorno di 2mila euro (qualche introito pubblicitario va ancora incassato), meno di quanto sperassi dato che almeno un paio di proposte di sponsorizzazione non si sono poi materializzate. Speriamo di fare meglio il prossimo anno!

Nonostante gli ottimi risultati, per il blog e per il vino italiano, è il momento di giocare all’attacco. I prossimi anni saranno critici per posizionare le nostre aziende nei mercati già ora importanti e per consentire al vino italiano quella copertura geografica che ancora non ha. Qualche segno si vede: le esportazioni nei mercati “secondari” crescono a un ritmo doppio rispetto a quelle dei principali mercati, guidate da segnali finalmente incoraggianti in Cina, Brasile e dalla ripresa in Russia.

I nostri grandi operatori hanno bisogno però di strutturarsi per affrontare gli ingenti investimenti richiesti nella distribuzione. E’ necessario promuovere le aggregazioni tra le aziende, perché i soli accordi commerciali non sono sufficienti. Bisogna far crescere dei marchi, non possiamo soltanto fare leva sulla probabile superiorità del nostro prodotto.

Da tanti anni questo blog analizza il settore e credo mai sia successo che un’operazione nel segmento del vino abbia occupato la prima pagina de “Il Sole 24 Ore” o mi abbia convinto a cambiare la programmazione dei post del blog per fare spazio a una vera notizia bomba. Speriamo che succeda nel 2018!

Con questa breve riflessione e lasciandovi con un breve aggiornamento dalla missione in Peru, auguro a voi e alle vostre famiglie buon riposo e buone feste.

Marco Baccaglio

asilo novembre 17

 

 

Germania – produzione vino e superfici vitate 2016

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In questo post pre natalizio analizziamo la produzione di vino tedesca del 2016, ma prima di addentrarci nei numeri, diciamo subito che la Germania come le altre grandi nazioni produttrici europee si attende una produzione al minimo storico nel 2017. Nel caso specifico parliamo di 8.1 milioni di ettolitri, che sarebbero il 10-11% sotto il 2016 e la media storica. Da questo già deduciamo che il 2016 è stato un anno “in media” per il vino tedesco, a 9 milioni di ettolitri prodotti. Il vigneto tedesco è stabile da ormai diversi anni, anche se la sua composizione sta gradualmente cambiando per seguire i trend dei consumi, quindi con una crescita dei vitigni bianchi, di quelli che cominciano per “Pinot” o in tedesco finiscono per “burgunder”, come preferite. La propensione verso il vino di qualità è sempre più spiccata e tocca il 72% della produzione totale, un dato molto positivo che testimonia una vendemmia di grande qualità (produzione totale in media storica, quella dei vini di qualità sopra dell’8%). Proprio per questo motivo, il calo della produzione del 2017 potrebbe essere particolarmente doloroso, andando a intaccare anche e soprattutto la produzione dei migliori vini. Detto questo passiamo all’analisi dei dati.

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Germania – mercato e consumi di vino – aggiornamento 2016

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Nonostante un andamento eccellente dell’economia, il mercato tedesco delle bevande ha subito una battuta d’arresto nel 2016. I dati del Wine Institute tedesco ci mostrano chiaramente che il consumo di bevande scende, da 765 litri pro capite annui a 759, ma scendono anche le categorie in strutturale crescita, come le acque minerali confezionate. Nel segmento delle bevande alcoliche, che ci tocca da vicino, prosegue il calo strutturale della birra che scende al minimo storico di 104 litri annui, mentre nel caso del vino parliamo di consumi pro-capite stabili a 24.3 litri (spumanti compresi) con un leggero calo della spesa delle famiglie (-2%). Il quadro non è dunque positivo e spiega in qualche modo la stasi delle importazioni di vino nel mercato, nonostante i dati produttivi siano tutto fuorchè eccitanti (ma questo è argomento del prossimo post). I vini bianchi, intanto, continuano a prendere piede nel mercato, sia per quanto riguarda i prodotti locali che per quelli importati. Passiamo a qualche dettaglio in più nel resto del post.

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Esportazioni di vino Italia – aggiornamento settembre 2017

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Il rallentamento del vino italiano in USA preannunciato dai dati import americani si materializza nel report Istat di settembre 2017. Il calo dell’8% del dato sull’export nel paese a stelle e strisce (non molto dissimile dalla svaluazione della valuta) toglie 15-20 milioni rispetto alla crescita vista nei mesi precedenti e quindi circa il 3-4% al ritmo delle esportazioni del mese. In altre parole, il dato che commentiamo stasera di 512 milioni, +0.1%, sarebbe stato circa +2% se gli USA fossero stati stabili e +3/4% se invece fossero cresciuti come nei mesi precenti. In realtà il mese non è andato bene neanche in Germania e Regno Unito (-7% e -4% rispettivamente), ma è stato fortunatamente compensato da alcuni paesi importanti come Svizzera, Francia e Svezia che sono cresciuti più velocemente che in precedenza. Cosa ci aspetta negli ultimi 3 mesi dell’anno? Beh, la debolezza del dollaro si farà sentire ancora, mentre la base di comparazione diventa relativamente più facile, soprattutto a ottobre e dicembre. Vedremo. Per intanto vi allego qualche grafico di aggiornamento sugli USA e anche sulle esportazioni asiatiche, che cominciano ad accelerare. Passiamo ai dati di dettaglio.

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Delegat Group – risultati 2017

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Le belle parole spese lo scorso anno per definire Delegat Group sono state ben spese. Anche nel 2017 i dati dell’azienda sono improntati alla crescita, un po’ meno degli anni scorsi per via della svalutazione delle principali valute per il gruppo (sterlina e dollaro americano). Invece gli utili, rettificati per l’ondulante impatto delle rettifiche contabili sulle vendemmie, mostrano un incremento di nuovo superiore al 10%. L’utile operativo del 2017 raggiunge quota 67 milioni, che corrispondono a 40 milioni dei nostri euro. In altre parole, se fossero italiani sarebbero la terza azienda vinicola, dopo Antinori e Santa Margherita. Per il 2018 Delegat si attende un incremento del 5% dei volumi e risultati almeno in linea con il 2017, considerando che la volatilità dei cambi potrebbe avere un effetto sul gruppo.

La valutazione borsistica di Delegat ha seguito l’andamento degli utili. Nel 2017 le azioni sono cresciute del 30% circa, e il valore di mercato è oggi 750-800 milioni di dollari neozelandesi, che aggiungendo il debito fa arrivare il valore dell’impresa a poco più di 1 miliardo. Assumendo come abbiamo fatto lo scorso anno una crescita attesa del 10% anche per il 2018 arriviamo a delle valutazioni di circa 12x il margine operativo lordo e 14x l’utile operativo e un multiplo prezzo/utili attesi di circa 18 volte. Sono multipli superiori a quello delle aziende europee di taglia comparabile, ma comprenderete che qui siamo di fronte a un’azienda che investe pesantemente (nel 2017 il 16% del fatturato e nel 2018 non sarà da meno) e ha un piano di espansione definito, un’idea molto chiara della strategia di marchio (Oyster Bay e Barossa Valley) e una “facilità di fare business” (incluso probabilmente il costo delle vigne) che noi ci sogniamo.

Passiamo ai dati.

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