Germania – importazioni di vino 2018

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Le importazioni tedesche di vino hanno raggiunto in valore il loro massimo storico nel 2018, toccando quota 2.67 miliardi di euro, con una crescita del 5%. In questa ottica, l’andamento del prodotto italiano che resta largamente il leader e cresce del 6% è più “normale” di quanto ci aspettavamo quando commentavamo i dati dal lato nostro (le esportazioni) verso il paese tedesco. È una immagine forse sbagliata, ma il mercato tedesco è difficile anche per l’approccio dei consumatori che sono meno legati ai marchi e più restii a “crescere nella qualità”, soprattutto in alcune categorie come le bevande alcoliche (ne sa qualcosa Campari). Comunque, all’interno dei dati positivi la buona notizia per l’Italia è che le cose vanno bene anche (e soprattutto) per i vini fermi, dato che la Germania è uno dei posti dove il nostro spumante non riesce ad accelerare ancora. La Francia ha una performance simile all’Italia sia anno su anno che nel medio periodo, idem per la Spagna. L’unico esportatore che sta crescendo veramente in modo strutturale e veloce è la Nuova Zelanda che però ha una posizione veramente marginale.

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Santa Margherita – risultati e dati di bilancio 2018

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Nel 2018 il Gruppo Santa Margherita ha registrato un utile netto stabile, un incremento del 5% delle vendite (nonostante l’impatto negativo dei cambi e anche grazie alle acquisizioni) ed è riuscita a ridurre leggermente il debito. La stabilità dell’utile è anche frutto del minor peso degli oneri straordinari e della minore imposizione fiscale nella controllata americana, mentre l’utile operativo è calato del 7%, con una riduzione del margine dal 27% al 24% principalmente risentendo dei cambi negativi e della maggior incidenza del costo della materia prima. Sono da menzionare noltre l’impatto diluitivo (per il momento) delle acquisizioni di Ca Maiol in Lugana e di Cantine Mesa in Sardegna (entrambe circa in pareggio), non compensate dagli ottimi risultati di Ca del Bosco, il cui margine operativo passa dal 23% al 27% e rappresenta con 11 milioni di euro circa un quarto degli utili di Santa Margherita (prima di considerare le minoranze). L’ultima annotazione, prima di addentrarci nei numeri, è relativa agli investimenti del 2018, soprattutto nella fase agricola con l’acquisizione di terreni, che hanno superato quota 30 milioni, di cui 21 milioni a Ca del Bosco. Nonostante questo, come dicevamo, il debito scende a 140 milioni grazie alla ottima generazione di cassa e al controllo del capitale circolante. Poco si dice del 2019, se non che i primi due mesi dell’anno (comunque poco significativi) sono partiti un po’ a rilento.

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USA – esportazioni di vino 2018

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Le esportazioni di vino per gli americani sono un aspetto residuale della loro attività nel settore del vino. Con una produzione di circa 23 milioni di ettolitri e un consumo interno di 32, hanno bisogno di importare vino, non di venderlo all’estero come capita a noi. In questo contesto ci sono comunque prodotti americani apprezzati all’estero e prodotti di fascia bassa che vengono venduti sfusi nel resto del mondo (circa il 15% del totale). Il 2018 poteva essere un anno migliore di quello che non dicono i numeri, con il dollaro che si è indebolito (soprattutto nella prima parte dell’anno): le esportazioni sono in realtà calate del 2% a 1.45 miliardi di dollari, principalmente a causa del forte calo in alcuni mercati secondari (Belgio, Germania e alcuni paesi nordici), mentre il positivo contributo visto negli anni scorsi in Cina non si è ripetuto, con un forte calo di esportazioni nella “mainland China” perfettamente compensato da un medesimo incremento a Hong Kong. Il 2019 dovrebbe essere più difficile per gli americani, vista anche la maggiore disponibilità di vino sfuso nel mercato, dopo la buona vendemmia 2018. Vedremo. Per ora concentriamoci sui dati 2018.

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Esportazioni di spumante Italia – aggiornamento primo trimestre 2019

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Le esportazioni di spumante nel primo trimestre sono visibilmente rallentate rispetto al passato, forse anche a causa dello spostamento della Pasqua in Aprile rispetto alla fine di Marzo. In un trimestre poco significativo dal punto di vista stagionale, la crescita del 6% (322 milè ormai legata soltanto al Prosecco, che continua la sua corsa (+21%), mentre tutti gli altri spumanti (che oramai sono un terzo del totale, almeno nel primo trimestre), hanno perso circa il 15% delle esportazioni. Nel complesso, i due principali mercati per gli spumanti italiani sono in crescita tra il 4% (USA) e il 5% (Regno Unito), mentre i principali mercati dell’Europa continentale sono in crescita del 5-6% ad eccezione della Germania. Nel trimestre va poi menzionato il calo del Belgio, compensato dalla forte crescita del Giappone, ma si tratta di andamenti più legati alla tempistica delle consegne che non a veri cambiamenti strutturali, vista l’esiguità dei numeri in gioco. Passiamo ai dati.

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Esportazioni di vino italiano – aggiornamento primo trimestre 2019

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Il primo trimestre 2018 si chiude con un incremento del 4% delle esportazioni italiane di vino, frutto di un sostanzioso rimbalzo dei volumi (+8%) e di un sostanzioso incremento in alcuni mercati come il Regno Unito (+16%), il Giappone (+19%) e i Paesi Bassi (+16%), mentre sono in chiaro rallentamento sia il mercato americano che quello tedesco, anche se non ancora in territorio negativo. La particolarità di questi dati sta però nel fatto che gli spumanti hanno avuto una partenza lenta (+6%), non tanto legata al Prosecco quanto alla debolezza delle altre categorie; la Pasqua spostata di 20 giorni in avanti potrebbe avere sortito un effetto, ma certamente il 2019 si apre con un grosso punto di domanda sulla sostenibilità della crescita della categoria. Passiamo ai dati.

 

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