Aiutiamo il progetto universitario di Federica, Roberta e Alice partecipando a questo sondaggio!

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Pubblico volentieri questo invito a partecipare a un breve sondaggio sul tema delle visite alle cantine. Federica, Roberta e Alice stanno lavorando a un progetto del quale sarebbe anche poi interessante condividere le loro considerazioni. Avendo frequentato qualche cantina all’estero mi sono fatto un’idea che noi italiani tanta strada da fare in tema di ricettivita’ delle cantine e, perche’ no, sfruttamento di questo potenziale canale di vendita e di promozione. Vi lascio alla breve presentazione del progetto e, spero, alla compilazione del sondaggio!

Buongiorno,

stiamo svolgendo un’indagine per un progetto universitario di marketing che riguarda il vino e le visite alle cantine. Per poter portare a termine la nostra indagine avremmo bisogno di dati, commenti e pareri . Ti chiediamo perciò di dedicare solo pochi minuti alla compilazione del nostro questionario online. Non preoccuparti, non chiediamo dati personali e sarà completamente anonimo. Basta fare un click su questo link: https://goo.gl/forms/96EpK6oYiWYdqQYJ2

Abbiamo bisogno di un numero più alto possibile di questionari compilati: se vuoi, inoltra questo messaggio ad amici e parenti che pensi potrebbero esserci d’aiuto. Più risposte avremo, meglio riusciremo a portare a termine il progetto.

Grazie per la vostraa disponibilità e collaborazione

Federica, Roberta, Alice

Concha y Toro – risultati 2016

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Lo scenario per Concha y Toro è cambiato piuttosto rapidamente negli ultimi mesi. Brexit ha determinato una forte contrazione delle vendite nel mercato inglese nella seconda e critica parte dell’anno, mentre la vendemmia 2016, impattata da pesanti piogge nel periodo della raccolta, ha avuto un impatto negativo sui costi di produzione. Se dunque a settembre 2016 celebravamo un semestre in forte progresso, con utili in crescita del 30%, nella seconda metà dell’anno gli stessi sono calati del 20%. E il saldo, per via dell’importanza del secondo semestre finisce di poco in territorio negativo. Si è guastato il punto di forza storico del vino cileno almeno fino ad ora, che sono le esportazioni, con perdite di quota in alcuni mercati storici non completamente compensati dal balzo nel mercato cinese (+43% per CYT). Il titolo in borsa è stabile da inizio anno intorno a 34 dollari, con un valore di mercato di 1.3 miliardi di dollari americani, cui si aggiunge un debito di circa 300 milioni per giungere a un valore di impresa di circa 1.55 miliardi di dollari: le azioni trattano quindi a 2.4x il fatturato, 11.3x l’EBITDA e 14.9x l’utile operativo. Ma passiamo ad analizzare i numeri.

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Veneto – produzione di vino 2016 – dati ISTAT

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La produzione di vino in Veneto tocca per la prima volta quota 10 milioni di ettolitri, con un incremento del 4% rispetto al 2015 che si origina nel segmento dei vini bianchi soprattutto nelle categorie IGT e Vini da Tavola, mentre i vini DOC crescono leggermente di meno. La vendemmia in Veneto è peraltro paragonabile ai dati italiani che abbiamo attualmente a disposizione, che vedono un incremento del 3% della produzione di vino a 50.1 milioni di ettolitri. Il Veneto dunque rappresenta il 19% della produzione nazionale, ma molto di più dei vini bianchi (27%) e ancora di più dei vini bianchi DOC, che sono il 45% della produzione italiana (4.8 milioni di ettolitri rispetto a 10.6 totali). Passiamo ad analizzare i dati dettagliati.


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Italian Wine Brands – risultati 2016

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La metamorfosi di Italian Wine Brands è continuata nel secondo semestre del 2016 e ha portato a una chiusura d’anno con utili in calo del 15% circa. All’interno di questo trend negativo, caratterizzato dalla debolezza del B2C (ex Giordano) e dell’attività italiana, ci sono anche dei segnali positivi, come la ripartenza delle vendite via internet (+47% dopo il +15% del primo semestre) e il forte sviluppo nel mercato svizzero (+82% nel secondo semestre). La struttura finanziaria di Italian Wine Brands migliora in modo sensibile, con un debito calato a 10 milioni di euro (da 20 milioni), derivante da un forte miglioramento del capitale circolante e dal forte contenimento degli investimenti, entrambi fattori potenzialmente non sostenibili nel futuro. Le previsioni sul 2017 sono improntate sul recupero dei margini: lo sforzo di internazionalizzazione e di spostamento verso internet non è venuto gratis, ma ha prodotto a delle perdite, che il management ritiene di poter recuperare nel 2017, riportando l’EBITDA margin (7.8% nel 2016) al livello del 2014/15 (oltre il 9%). Passiamo all’analisi dei numeri.

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Svezia – importazioni di vino 2016

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Per qualche strana ragione, mi sono perso per strada il mercato svedese e quindi recupero in questo venerdì semi-vacanziero con l’analisi delle importazioni di vino, che corrisponde anche all’analisi del mercato, dato che di produzione locale non ce n’è. Come succede anche in Danimarca e Norvegia, i leader indiscussi qui sono italiani e francesi, che sono quelli in crescita più significativa negli ultimi anni. Noi siamo davanti in Danimarca e Norvegia, i francesi sono più forti in Svezia. Il mercato svedese è molto appetibile e questa è la conclusione principale del post: la crescita è stata costante negli ultimi anni intorno al 4-5% e si tratta di un mercato piuttosto significativo, con 641 milioni e 2.2 milioni di ettolitri di prodotti importati. E’ anche un mercato con un importante peso di prodotti sfusi, circa 1 milione di ettolitri e 172 milioni di euro, dominato dai sudafricani e dagli italiani (rispettivamente per volume e valore). Anche in questo mercato, come in molti altri, i nostri spumanti stanno crescendo velocemente… passiamo ai dati.

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