Sud Africa


Le esportazioni di vino nel mondo – aggiornamento primo semestre 2020

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Se non ci saranno scossoni inaspettati nella seconda parte dell’anno il 2020 potrebbe anche essere la ripetizione del 2009, e cioè: quando le cose vanno molto male, il vino italiano fa meglio di quello degli altri paesi. Il quadro del primo semestre, ricostruito con dati provenienti da diverse fonti incluso l’inserto gratuito del Corriere Vinicolo, dicono questo: le esportazioni dei primi 11 paesi produttori di vino nel mondo (ex Cina) sono calate del 6% a volume e dell’11% a valore, mentre quelle italiane sono scese solo del 3% e  del 4%, rispettivamente. Le esportazioni a volume sono addirittura più elevate di quelle spagnole, avendo tenuto la soglia dei 10 milioni di ettolitri, mentre la distanza tra il vino italiano e quello francese in termini di valore si è dimezzata, da 1.65 miliardi a 811 milioni, esattamente quello che successe tra il 2008 e il 2009. Se guardiamo cosa successe dopo questi anni osserviamo che la distanza si è ristabilita a fronte della normalizzazione dell’economia mondiale. E questo è auspicabile anche ora, per quanto l’evoluzione della pandemia non faccia ben sperare. Passiamo ai dati.

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Sud Africa – esportazioni di vino 2019

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Le esportazioni di vino del Sud Africa sono calate dell’11% in Euro (poco sotto 600 milioni) e dell’8% in valuta locale (9.5 miliardi di Rand) a fronte di un pesante calo dei volumi esportati. Secondo UN Comtrade il vino spedito dal Sud Africa nel mondo è sceso da oltre 5 milioni di ettolitri a 3.8 milioni, per un calo di oltre il 25%. Pur non essendo del tutto convinto di questo numero, devo ammettere che coincide con altre fonti (Corriere Vinicolo, per esempio). Regno Unito e Germania, i due mercati principali per i vini africani, sono calati pesantemente e non ci sono altri mercati significativi che aiutino a compensare. La Cina resta una piazza marginale (meno del 5% delle esportazioni), così come il mercato americano, dove il prodotto non ha mai sfondato. Si aggiunga che il Sud Africa non può contare su un bacino di paesi importatori nel suo continente: soltanto la Namibia appare nella nostra lista dei principali clienti. Passiamo brevemente a qualche numero.

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Il valore della produzione di vino nel mondo – stima INDV 2019

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Dopo il picco toccato nel 2018, la stima del valore del mercato mondiale del vino che ogni anno compliamo è calata dell’8% nel 2019. È il frutto della vendemmia più scarsa (-11%) dopo il vero e proprio boom del 2018, mentre il prezzo medio di esportazione non si è mosso in modo significativo rimanendo poco superiore a 3 euro al litro. Oltre a definire meglio le gerarchie mondiali del settore, e quindi a mettere la Francia nella sua corretta posizione di leadership assoluta e far emergere come numero tre del settore gli USA e non la Spagna come comunemente considerato, questa analisi sottolinea un altro aspetto che ritengo molto importante: il mercato del vino sta crescendo molto più in valore che in volume. A dire il vero, in volume non cresce quasi più visto che le superfici vitate sono stabili e soltanto il miglioramento delle pratiche colturali può portare dei benefici. Se guardate i numeri del 2019, il valore stimato di 81 miliardi di euro è il 17% superiore alla media degli ultimi 10 anni, il che definisce un mercato in crescita. Il volume prodotto è in realtà leggermente inferiore alla media degli ultimi 10 anni. Per una migliore lettura del grafico vi ricordo che per ridurre la volatilità dei dati di produzione il calcolo del prezzo medio di esportazione viene fatto sulla media degli ultimi 3 anni, mentre il dato relativo al volume prodotto è quello puntuale dell’anno (per semplicità il dato ricavato per l’Italia di 14.5 miliardi di euro deriva dalla moltiplicazione di 49.2 milioni di ettolitri moltiplicato 295 euro per ettolitro, ossia la media tra 277, 313 e 295 euro, il prezzo di export 2017-18-19), Bene, passiamo a qualche dettaglio.

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I consumi di vino totali e pro-capite nel 2019 – aggiornamento OIV

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L’approccio che usa OIV per calcolare il consumo di vino nel mondo e nei diversi paesi è duplice: se possibile raccoglie i dati che provengono localmente. Se invece questi dati non sono reperibili fa un semplice calcolo di consumo apparente: vino che entra più vino che viene prodotto meno vino che esce uguale vino che viene bevuto. Questo calcolo che sul lungo termine è corretto, nel breve termine è soggetto a oscillazioni per le revisioni dei dati e perchè non è detto che sia bevuto esattamente nel periodo. Questo è il motivo per cui alcuni dati, anche del passato, vengono spesso modificati. Il calcolone totale però non sbaglia di tanto e ci dice che nel mondo il consumo di vino non cresce: l’incremento in alcuni paesi ricchi e culturalmente affini al vino come gli USA compensa il calo di consumo in altri paesi (che prima forse bevevano “troppo” vino) e di altri in cui il vino non riesce a imporsi come per esempio in Cina. Questo ci dicono i dati: gli americani bevono sempre più vino (anche se i dati passati sono stati rivisti un po’ al ribasso, mentre i cinesi, i francesi e altri stanno calando, per un totale di 244 milioni di ettolitri nel 2019, stabile rispetto al 2018. Ma guardiamo i numeri più nel lungo termine. Dal 2011 al 2019 per esempio, gli americani aumentano di 5 milioni di ettolitri, i francesi calano di 2, gli italiani sono circa stabili, i tedesci aumentano leggermente e i cinesi bevono di più… tutti dati che trovate nella tabella che segue nel resto del post. Cliccate se vi interessa…

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Le esportazioni di vino nel mondo – aggiornamento 2019

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Prepariamoci perchè questo sarà l’ultimo tabellone delle esportazioni mondiali di vino “in continuità”. Il prossimo anno dovremo commentare dati molto diversi, con cali pesanti per praticamente tutti i grandi paesi produttori di vino. Il quadro che presentiamo oggi ci dice che i primi 11 paesi esportatori di vino hanno totalizzato 27.8 miliardi di euro di esportazioni, in crescita dell’1% sul 2018. Quindi l’Italia con il suo +3.4% ha guadagnato un po’ di quota di mercato (non tanto quanto la Francia), raggiungendo il suo massimo storico del 23.4%. Con il forte incremento produttivo registrato nel 2018 i volumi si sono ripresi con più vigore, +2% a 94 milioni di ettolitri per questi paesi, e anche in questo caso l’Italia recupera posizioni e torna al 23% di quota di mercato (relativa a questi 11 paesi). Chi vince e chi perde nel 2019? Chi perde è facile da dire: gli spagnoli, colpiti dal forte calo del prezzi dei vini sfusi, gli americani influenzati dalla forza del dollaro e i Sudafricani, per via della forte esposizione al Regno Unito. Il vincitore torna a essere la Nuova Zelanda, unico paese con una crescita a doppia cifra. Passiamo a commentare qualche dato insieme.

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