Cina/HK


Yantai Changyu Pioneer Wine – risultati 2019

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Le notizie provenienti dalla Cina circa le difficoltà nella produzione di vino e di un mercato domestico non più così positivo sembrano molto ben riflesse nei dati di Changyu Pioneer Wine, di cui presento quello che sono riuscito a mettere insieme leggendo il bilancio cinese (in inglese, ma sempre un bilancio cinese). I volumi di vendite di vino nel 2019 sono in calo (e non di poco, -15%), vendite sono in leggera discesa (grazie alla crescita del brandy e del prezzo mix), i margini industriali un tempo molto elevati restano su livelli più moderati e l’azienda genera meno cassa del passato, nonostante abbia decisamente tagliato gli investimenti (dopo la scorpacciata degli ultimi anni). Naturalment resta un’azienda estremamente profittevole, con circa 650 milioni di vendite, 115 milioni di euro di utile netto e una cassa di quasi 100 milioni da investire. Ma come vedete anche dai grafici allegati, che dicono più di mille parole, non sta andando nella direzione auspicata. Passiamo a una breve analisi dei dati.

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Cina – importazioni di vino 2019 e primo semestre 2020

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Non so se cominciare dalla fine (primi 6 mesi 2020) o dall’inizio (2019), ma fa poca differenza. Le importazioni di vino in Cina sono crollate del 31% nei primi 6 mesi del 2020 per le ovvie ragioni legate al COVID, ma il commento non sarebbe stato molto diverso se ci fossimo occupati delle importazioni 2019, che sono pur sempre calate del 9%. E il segno non sarebbe stato diverso neppure nel 2018, quando la correzione è iniziata. La Cina sta passando dunque da grande promessa che ha riempito pagine di commenti e proposte a un vero e proprio grattacapo. Non tanto per l’Italia, che in Cina non ha in verità mai sfondato, ma per i francesi, che nel 2019 hanno perso la leadership a favore degli australiani, causa un crollo del 30% delle esportazioni. Va detto che nel 2020 non hanno da sorridere nemmeno i nostri amici australiani, anzi: pur mantenendosi meglio della media siamo sempre a -21% e la Cina è molto più importante per gli australiani che non per i francesi o per noi italiani. Comunque, restiamo a questi dati che purtroppo sto pubblicando in ritardo un po’ per colpa mia e un po’ per i ritardi sui databasi liberi (UN Comtrade non ha ancora inserito il 2019 della Cina…).

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I consumi di vino totali e pro-capite nel 2019 – aggiornamento OIV

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L’approccio che usa OIV per calcolare il consumo di vino nel mondo e nei diversi paesi è duplice: se possibile raccoglie i dati che provengono localmente. Se invece questi dati non sono reperibili fa un semplice calcolo di consumo apparente: vino che entra più vino che viene prodotto meno vino che esce uguale vino che viene bevuto. Questo calcolo che sul lungo termine è corretto, nel breve termine è soggetto a oscillazioni per le revisioni dei dati e perchè non è detto che sia bevuto esattamente nel periodo. Questo è il motivo per cui alcuni dati, anche del passato, vengono spesso modificati. Il calcolone totale però non sbaglia di tanto e ci dice che nel mondo il consumo di vino non cresce: l’incremento in alcuni paesi ricchi e culturalmente affini al vino come gli USA compensa il calo di consumo in altri paesi (che prima forse bevevano “troppo” vino) e di altri in cui il vino non riesce a imporsi come per esempio in Cina. Questo ci dicono i dati: gli americani bevono sempre più vino (anche se i dati passati sono stati rivisti un po’ al ribasso, mentre i cinesi, i francesi e altri stanno calando, per un totale di 244 milioni di ettolitri nel 2019, stabile rispetto al 2018. Ma guardiamo i numeri più nel lungo termine. Dal 2011 al 2019 per esempio, gli americani aumentano di 5 milioni di ettolitri, i francesi calano di 2, gli italiani sono circa stabili, i tedesci aumentano leggermente e i cinesi bevono di più… tutti dati che trovate nella tabella che segue nel resto del post. Cliccate se vi interessa…

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La produzione di vino nel mondo nel 2019 – aggiornamento OIV

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OIV ha prodotto con qualche settimana di ritardo un aggiornamento sulla produzione mondiale di vino 2019, che contiene qualche variazione e aggiornamento. Nel complesso la vendemmia 2019 si conferma leggermente sotto la media storica: secondo OIV 260 milioni di ettolitri, correggendo il dato italiano con quello ISTAT, circa 263 milioni di ettolitri, contro una media storica di 267 milioni di ettolitri calcolata sugli ultimi 10 anni. L’Italia si conferma il maggior produttore mondiale, con una “quota di mercato” nell’ordine del 19%, superiore alla media storica degli ultimi 10 anni del 17%. Il bilanciamento produttivo vecchio mondo contro nuovo mondo resta invece bilanciato su un 58/42% nel 2019 contro un 60/40% del 2018 e marginalmente sotto il 59/41% medio storico. Un dato interessante che meriterebbe approfondimenti è quello sulla Cina, che secondo OIV ha subito un ulteriore calo della produzione, da 9.3 a 8.3 milioni di ettolitri tra il 2018 e 2019, ben sotto la media storica di 11-12 milioni di ettolitri (dato soggetto a continue revisioni). Tra i grandi paesi produttori, la Spagna ha avuto una vendemmia del 10% sotto la media storica. Passiamo a commentare i dati.

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Hong Kong – importazioni di vino – aggiornamento 2019

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Hong Kong sta vivendo una fase molto difficile della sua storia e oggi ne analizziamo le implicazioni per il locale mercato del vino, con i dati 2019 di UN Comtrade sulle importazioni. Si tratta di dati di non facile lettura, per due motivi: Hong Kong è un mercato molto aperto, ex colonia inglese, con dei rapporti strettissimi con la vicina Cina (da dove proviene molto vino e dove va molto del vino importato) e con il Regno Unito (che figura tra gli esportatori più importanti). Detto questo, le difficoltà che Hong Kong affronta da un paio di anni e che sono esplose da agosto 2019 in avanti hanno determinato un vero e proprio crollo delle importazioni di vino, -23% in valore e -21% in volume. Ne parliamo anche perchè nonostante il -21% Hong Kong importa 1 miliardo di euro di vino (per 412mila ettolitri), e quindi resta un mercato di assoluta rilevanza mondiale per il commercio di questo prodotto nonostante circa 180 milioni di euro (112mila ettolitri) siano poi ri-esportate, principalmente verso la Cina e Macao. Ma cosa ci dicono questi dati? Che per il momento il crollo del mercato del vino è principalmente legato all’interscambio con la Cina, crollato dell’82% nel 2019. Se escludiamo questo dato, il resto delle importazioni di vino sono in realtà in calo soltanto del 5%. Passiamo a leggere i dati.

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