Cile/Argentina


I consumi di vino totali e pro-capite nel 2017 – aggiornamento OIV

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La conferenza stampa di aggiornamento di OIV ci consente di aggiornare i dati dei consumi di vino nel mondo al 2017. Secondo OIV il consumo cresce di circa 1 milione di ettolitri all’anno anche nel 2017, come era già successo nei 2-3 anni precedenti. Questo, unito al forte calo della produzione, visto a 250 milioni di ettolitri nel 2017, mette sotto pressione il settore: 243 milioni bevuti, 30 milioni circa utilizzati per la produzione di distillati del vino vanno messi contro 250 milioni di ettolitri prodotti, generando dunque un defici di circa 23 milioni di ettolitri, che vengono dopo un paio di anni di mercato in equilibrio. E’ questo contesto che spiega la tensione dei prezzi del vino all’origine, soprattutto nella parte a basso valore del mercato. I dati per mercato non destano particolari sorprese: il consumo è costantemente in crescita in USA e in Cina, stabile o giù di lì nei tre principali mercati europei, quindi Francia, Italia e Germania e calante in alcuni specifici mercati quali il Regno Unito, l’Argentina e la Russia. Come ben sapete se seguite il blog, questi sono dati prendere un po’ con le molle: anche in questo aggiornamento alcuni dati del passato sono stati modificati in modo anche significativo, e quindi anche questi dati sono destinati ad essere aggiornati. Nello specifico, comunque, i 28 mercati qui rappresentati sono passati da 217.9 a 219.4 milioni di ettolitri di consumo, nel contesto di un consumo mondiale visto a 243 milioni di ettolitri. All’interno del “campione”, i paesi europei passano da 126.5 a 126.9, +0.3%, mentre il “resto del mondo” cresce di 1.1 milioni di ettolitri a 92.5 milioni, quindi +1.2%. Passiamo a commentare qualche dato insieme.

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La produzione di vino nel mondo nel 2017 – aggiornamento OIV

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Nella conferenza stampa di fine Aprile OIV ha prodotto dati sulla produzione 2017 di vino aggiornati con delle risultanze più precise rispetto a quelle di Ottobre. Come sempre, ove possibile, correggiamo questi dati per i numeri puntuali che raccogliamo da Italia, Francia e Spagna dai relativi siti. Ne consegue una leggera differenza, circa 3 milioni di ettolitri, da 250 (OIV) a 253 milioni (dati pubblicati qui), che essenzialmente sono legati alla prima stima ISTAT di produzione di vino di 45 milioni di ettolitri (quindi ben più elevata di quella di 38 inizialmente prevista e un po’ più alta dei 42.5 milioni di ettolitri segnati da OIV nel suo documento). In tutti i casi si tratta di una vendemmia molto scarsa, come si sapeva, dove a mancare è la produzione europea, in calo di 20 milioni di ettolitri (ma comunque in media rispetto ai dati degli ultimi 10 anni), mentre il resto del mondo, a poco più di 110 milioni di ettolitri resta sopra le medie storiche (intorno ai 100) ma decisamente sotto al dato record segnato nel 2013 di 121 milioni di ettolitri. OIV mette poi anche qualche numero sul 2018, che trovate in tabella per l’emisfero sud del mondo, dove per Australia e Argentina si rileva un “ritorno alla normalità” dopo una produzione rispettivamente altissima e bassissima. Per il Cile e per il Sudafrica vale la medesima dicotomia: meglio per il primo, molto male per il secondo. Passiamo ai dati.

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Le esportazioni di vino nel mondo – aggiornamento 2017

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Il trade mondiale di vino ha vissuto un’ottima annata nel 2017, a differenza della produzione di vino! Le esportazioni degli 11 maggiori paesi del mondo segna una crescita del 7% a 27 miliardi di euro. Il dato è leggermente diverso da quello riportato da OIV nella sua conferenza stampa, dove si parla di una crescita del 5% a 30 miliardi di euro. La differenza deriva dal fatto che OIV già considera tutti gli altri paesi, la maggior parte dei quali sono guidati dal dollaro americano. Essendosi questo svalutato, è piuttosto probabile che ci sia stato un calo negli altri paesi del mondo. I cambi sono senz’altro una chiave di lettura di questi dati: la svalutazione del dollaro americano ha avuto un impatto negativo sull’andamento delle esportazioni USA, soprattutto nel secondo semestre (vedere grafico allegato). Le altre note evidenti sono però relative alla ripresa delle esportazioni in volume, +3.5% a 98 milioni di ettolitri (e su questo dato OIV è perfettamente allineata, +3.4% a 108 milioni, a riprova che la questione cambi ha un impatto sul resto del mondo), con un dato molto positivo dell’export francese, che era in calo da diversi anni quanto proprio ai volumi. Questa è un po’ la lettura del 2017, dove l’Italia soffre il fatto che non ha avuto il medesimo spazio di far crescere i volumi dei francesi e dunque, per quest’anno non guadagna quota di mercato. Infine, vi segnalo la forte ripresa delle esportazioni australiane (leggi Cina) e il calo degli USA di cui abbiamo detto sopra. Sembra infine attenuarsi la crescita della Nuova Zelanda, che resta incredibilmente la settima forza dell’export nel mondo, ancora una volta sopra il miliardo di euro. Passiamo ai dati.

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Concha y Toro – risultati 2017

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Anche se i numeri del 2017 non lo mettono in luce, Concha y Toro sta vedendo i primi risultati positivi del piano di ristrutturazione e rilancio annunciato tempo fa con piani aggressivi di taglio dei costi, rilancio dell’azienda nel mercato domestico e focus su sui marchi più promettenti e profittevoli come Casillero del Diablo (5.2 milioni di casse nel 2017), Cono Sur Bicicleta (1.4 milioni), Trivento (0.7 milioni) e così via. Concha y Toro prevede poi che nel 2018 la produzione di vino propria possa crescere del 20% (come sappiamo il Cile ha avuto due pessime vendemmie nel 2016 e 2017), riducendo l’aggravio di costi degli acquisti esterni di uve per compensare la mancata produzione propria. Fatto questo preambolo, i numeri del 2017 sono caratterizzati da un calo del 2% delle vendite (principalmente dovuta ai cambi) e del 12% dell’utile operativo, mentre l’utile netto viene sostenuto da proventi di natura non ricorrente. Come vi dicevo, i segnali positivi si vedono nei mesi recenti: nel secondo semestre i segni si sono invertiti, con una ripresa del 3-4% degli utili in un contesto di vendite stabili. Traducendo questi dati in valute a noi amiche, le vendite sono circa 1 miliardo di dollari o 880 milioni di euro, mentre il valore di mercato al NYSE è attualmente di 1.5 miliardi di dollari, supportato anche dal rafforzamento della valuta cilena, passata da circa 660 peso per dollaro a 600 peso. Passiamo ai dati.

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Vini rosati: produzione e consumo – aggiornamento 2016

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Fonte: OIV e France Agrimere

Nel campo dei vini rosati i francesi come ben sappiamo sono i principali produttori, consumatori, importatori ed esportatori. Se mettiamo insieme il fatto che sono anche piuttosto ben organizzati giungiamo a questo post: l’aggiornamento 2016 sul mondo dei vini rosee, che France Agrimere ha continuato a pubblicare, a partire dal 2015 con una maggiore dovizia di dettagli. Il consumo dei vini rosati secondo lo studio è in crescita dell’1-2% annuo nel mondo, spinto soprattutto dal mercato americano e da quello tedesco, che compensano (insieme al buon andamento nel mercato francese) il calo che pare strutturale nel mercato italiano, spagnolo e inglese. I trend produttivi sono invece molto più volatili come potrete vedere dalle tabelle allegate alla fine del post e sembrano puntare nella direzione di un calo, causato soprattutto dai dati relativi all’Italia (dove secondo Agrimere la produzione nel giro di qualche anno si è dimezzata). Comunque, il 2016 sembrerebbe la prima annata in cui la produzione di vini rosati sia stata scarsa rispetto al consumo (che si verifica nel 2017-18): vedremo che cosa succede il prossimo anno. Per ora passiamo a commentare qualche dato insieme.

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