Resto del Mondo


Foster's – risultati a dicembre 2007

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Commentiamo oggi i risultati del colosso Foster’s, limitandoci all’analisi della divisione vino per il periodo tra giugno e dicembre. Bene, dall’analisi che segue sono piuttosto evidenti i seguenti trend per Foster’s: (1) la societa’ si sta focalizzando sull’alto di gamma, con uno sforzo evidente nel suo mercato domestico; (2) il territorio di conquista e’ chiaramente l’Europa, che sta gradualmente aumentando il peso sul fatturato dell’azienda, anche se cio’ avviene soprattutto grazie alla forza dell’Euro nel mercato valutario; (3) l’azienda continua ad avere una profittabilita’ su fatturato molto elevata (quasi il 20%).
We comment today Foster’s H1-08 results for wine business. Our conclusions are: (1) the company is focusing on the improvement of mix in the domestic market; (2) their next objective is to expand in Europe, although in these figures the growth of their sales is mainly explained by currencies; (3) the company continues to have an extremely good profitability (around 20%).

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Nei 6 mesi a dicembre 2007 le vendite sono in scese del 6% a AUS1129m rispetto ai 6 mesi corrispondenti del 2006, interamente a causa dell’effetto cambio, che ha pesantemente influito sul business americanto (non compensato dal benefico effetto della rivalutazione dell’Euro sui mercati europei). In realta’ il business di Fosters ha sofferto della stagnazione dei volumi, che si sono fermati a 21.2m di casse, contro i 21.1m di casse dell’anno passato.
In H1-08 (Jun-Dec07) sales were down 6% to AUS1129m, entirely due to the weak USD which was not offset by the beneficial impact of the strong Euro. More in details, we might say that Foster’s business was suffering for the flat volumes (21.2m caes vs. 21.1m of last year).

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Passando ai margini, la performance e’ stata senza dubbio piu’ positiva, soprattutto perche’ l’impatto valutario sui margini sarebbe stato molto piu’ significativo. In realta’ come potete vedere, Foster’s si e’ mantenuta sul piede del 19.5% di margine. Se confrontassimo il 2006 a cambi costanti, il decremento del 6% diventerebbe +11% e il margine sarebbe in miglioramento di quasi 2 punti (con i cambi del semestre 2007 il margine dell’anno precedente sarebbe stato del 17.7%).
Moving to margins, the performance has been clearly more satisfactory, mainly because the impact of currencies was much more evident. As you can see, EBIT margin was flat. However if we compare H1-07 with H1-08 exchange rates, the 6% decline would turn into a 11% growth and margin would have improved by 180bps (with H1-08 currencies H1-07 margin would have been 17.7%).

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L’analisi dell’andamento geografico e’ sicuramente la piu’ interessante e vi rende conto del graduale processo di internazionalizzazione del gruppo. Non soltanto Foster’s aumenta le esportazioni, ma aumenta anche i prodotti fuori dall’Australia, che crescono del 10% in volume nei 6 mesi e hanno ormai raggiunto un terzo della totale produzione di Foster’s. Oltre ai vini californiani e italiani, Foster’s sta cominciando a inserire nella sua gamma i vini sudamericani, che sono previsti rappresentare 1m di casse da vendere in USA ed Europa.
The geographical breakdown offers further interesting hints. The most interesting one is the gradual internationalisation process of the group. Foster’s is increasing exports but also incraesing production of foreign wines, which grew by 10% and are now one third of total production. In addition to Italian and US wines, Foster’s is starting to source products from Latam, with a potential 1m cases to sell in USA and Europe.

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Come vedete dai grafici, i volumi in Australia stanno diminuendo del 10-11% annuo, compensati da un 3% circa di crescita annua in America ma soprattutto da un forte aumento delle vendite in Europa (e Africa/Medio Oriente). Le 0.8m di casse perse nel mercato locale sono state compensate da 0.3m di casse in USA e da 0.5m di casse in EMEA. Nel secondo grafico a toni arancio vedete il prezzo medio: nel mercato locale la strategia e’ chiaramente orientata a migliorare il mix (migliorato del 10% nel 2006 e dell’8% nel 2007). In USA il grafico inganna: il calo del 14% che vedete e’ sostanzialmente spiegato da un effetto cambi negativo per l’11%. D’altro canto, l’espansione in Europa sta avvenendo con un piccolo sacrificio del mix: se riaggiungiamo al calo del mix del 5% l’effetto cambi positivo del 6%, arriviamo a una diluizione dell’11% circa.
As you can see from the orange graphs, volumes in Australia are down 10-11% on a yearly basis, offset by 3% incraese in America but most of all by a strong increase in EMEA. The 0.8m cases lost in Europe were offset by 0.3m more cases in USA and 0.5m cases in EMEA. The second graph shows you the average price: in the local market the strategy is to have a better mix (+10% in 2006 and +8% in 2007). In USA the graph is affected by forex, as the 14% decline in the mix is for 11% due to weak USD. On the other hand, the expansion in Europe is coming with a sacrifice on the mix: the 5% deterioaration would become 11% if you consider the 6% benefit from currencies.

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Il risultato finale e’ quello che vedete: gradualmente l’Europa diventa piu’ importante per Foster’s. E questo e’ un ulteriore segnale per i produttori locali di un potenziale aumento della competizione da queste grandi aziende: il loro prossimo obiettivo di crescita sono i nostri mercati. E troveranno il modo per farci piacere i loro vini (cioe’ si compreranno le nostre vigne…).
The final result is what you see in the blue graph: Europe is becoming more and more important for Foster’s. And this is a clear signal for local producers about a possible increase in the competition from these large companies: their next target are our markets and they will for sure find a way to have Europeans liking their wines (in other words, they will buy our vineyards!).

Sud Africa: mercato del vino – aggiornamento 2006

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Seconda puntata sul Sud Africa relativamente al mercato e alle sue esportazioni. Diciamo subito che in Sud Africa non si beve vino ma si beve birra (il 75% circa dei consumi di alcol del paese). Diciamo anche che il vino e’ una bevanda in leggero declino, per cui il mercato si sta sostenendo esclusivamente in relazione alla dinamica demografica (cioe’ piu’ persone che bevono di meno). Passiamo ai numeri: in Sud Africa si consumano circa 3.5m/hl di vino, di cui 300m/l di vino vero e proprio, 35m/l di vino fortificato e 10m/l di vini spumanti. Il mercato ha raggiunto un picco tra il 1995 e il 2000, anni in cui i consumi si erano portati a 3.9-4m/hl, essenzialmente trainati dai consumi di vino e nonostante il continuo e costante declino dei vini fortificati (e della sostanziale marginalita’ dei vini spumanti). In verita’, stessa sorte la subiscono i superalcolici, il cui mercato si e’ ridotto da 40m/l del 1996 ai correnti 32m/l.

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Second post on South Africa on market, export and wine companies results. It is not the country of wine, but rather of beer (75% of total consumption). Wine is also a drink which is declining, and the market is not collapsing just thanks to the demographic trend. South Africa is a 3.5m/hl market for wine, of which 3m of plain wine, 0.3m of fortified wine and just 0.01m of sparkling wine. The market reached a peak in 1995-2000, when consumption were reaching 3.9-4m/hl despite the constant decline of fortified wines and the absence of a meaningful consumption of sparkling wines. The same fate is for spirits, which are down from 40m/l of 1996 to current 32m/l.

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Sud Africa: superfici e produzione di vino – aggiornamento 2006

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Il Sud Africa e’ una delle regioni vinicole del mondo che non abbiamo ancora analizzato. Ha un sito molto ricco di informazioni, che sono raccolte in un mega file excel. Fino ad ora si tratta della raccolta piu’ completa, aggiornata e “maneggiabile” trovata in rete sul mondo del vino. Complimenti. Partiamo con i grandi numeri per inquadrare questo paese. Il Sud Africa e’ un paese da 10m/hl di produzione derivante dalla vite, di cui 7m/hl sono vino, poco piu’ di un paio di milioni sono vini o uva destinata alla distillazione per preparare spirits e circa 700k/hl diventano succhi di frutta. La produzione di uva nel 2006 si e’ attestata a 13m/q uguale al 2004 e in salita rispetto agli 11.7 del 2005. Come vedete dal primo grafico, la vite e’ una coltivazione in crescita in Sud Africa: negli ultimi 10 anni la viticoltura e’ cresciuta di poco meno del 2% annuo e ha raggiunto 102k/ha, di cui circa 89k/ha in produzione con oltre 4 anni di vita.

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South Africa is one of the few important wine regions left to analyse. It has a beautiful internet site, with all the info you may imagine to ask collected in a rich Excel file. It is the most complete, updated and ready-to-manipulate set of data I have ever seen. Congratulations. Let’s start with the big numbers. South Africa is a country of 10m/hl of products coming from vineyards, of which just more than 7m/hl are wine, 2m are devoted to spirits and alcohol production and 0.7m/hl are used for fruit juices. 2006 production of grapes was 13m/q, the same level of 2004 and improving from the 11.7 of 2005. As you can see from the first graph, vineyards are growing in South Africa at a rate of just below 2% yearly, reaching 102k/ha, of which 89k/ha in production with more than 4 years of life.

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Foster's – risultati annuali a giugno 2007

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Oggi commentiamo i risultati di Foster a giugno 2007. Sono dati annuali e, nella maggior parte delle analisi, faremo sempre riferimento alla divisione vino. Divisione che non ha avuto dei risultati particolarmente positivi, soprattutto dal punto di vista della profittabilità e che rappresenta circa il 52% del fatturato e il 40% dell’utile operativo di Fosters.
We comment today 2007 results for Foster (fiscal year ending June 2007). This is annual data and, for most of the analysis, we will focus on the wine division of the group, which represents roughly 50% of sales and 40% of profits.

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Argentina – produzione, superfici e vitigni 1990-2005

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L’Argentina e’ uno dei principali produttori di vino nel mondo, con una superficie vitata di circa 205000 ha destinata alla produzione di vino (uguale a quella del 1990, ma di 17000 ettari superiore a quella del 2000), principalmente concentrati nelle zone di Mendoza (153000ha) e San Juan (48000ha), e con una produzione di vino di circa 15m di hl annui. E’ anche una nazione con una tradizione piuttosto radicata nel mondo del vino: circa il 54% del vigneto ha piu’ di 25 anni. Nel corso degli ultimi 15 anni e’ stata comunque oggetto di una pesante rifocalizzazione della produzione che era originariamente destinata alla produzione di vini rosati: oggi la suddivisione del vigneto a seconda della destinazione vede al primo posto i vini rossi (46%) seguiti dai vini rosati (31%). Secondo, hanno aumentato in modo significativo la quota dei vini di qualita’, con una conseguent riduzione dei volumi prodotti.
Argentina is one of the key wine producers, with 205000ha of vineyard devoted to wine production (flat vs. 1990, rising by 17000ha vs. 2000), mainly concentrated in Mendoza (153000ha) and San Juan (48000ha), and with a productino of roughly 15m/hl yearly. It is also the country in which the wine production was heavily refocused: production was once mainly concentrated on rose’ wines, while today the red wines are using 46% of total areas (vs. 31% for rosee wines). Secondly, they have strongly increased the weight of quality wines (now over 50% of the areas), reducing the production vs. 1990.

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