Resto del Mondo


Esportazioni di vino nel 2007: confronto Italia, Spagna, Francia, USA e Australia

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Il post di oggi non e’ particolarmente ricco, ma e’ un post che aiuta molto a capire gli ordini di grandezza delle esportazioni dei vari paesi. Spesso sentiamo parlare dell’invasione dei vini australiani, poi sentiamo strombazzare quanto l’Italia sia andata bene nell’export. Oggi prendiamo i dati di 5 grandi produttori, Italia, Francia, Spagna, Australia e USA e li mettiamo uno contro l’altro, tradotti in Euro. Che cosa ne esce? Che l’Italia nel 2007 non e’ andata male, anzi: dal punto di vista della crescita siamo superati solo dagli spagnoli. Vero e’ che la nostra struttura dell’export resta fortemente incentrata sui volumi (dove non ci batte nessuno, almeno nel 2007), mentre dal punto di vista del valore di cio’ che esportiamo siamo indiscutibilmente secondi, ma ben lontani dalla Francia. In altre parole, il nostro prezzo medio di esportazione e’ superiore solo alla Spagna e agli USA, che pero’ pagano lo scotto del cambio sfavorevole, in questa statistica.

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Esportazioni di vino australiano – dati 2007

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L’analisi delle esportazioni di vino australiano e’ molto interessante, soprattutto di questi tempi. Infatti, dopo una galoppata durata oltre 10 anni, sembra che il ritmo di crescita delle esportazioni australiane stia nel 2008 cambiando direzione, di riflesso ai gravi problemi produttivi che il vigneto australiano ha attraversato nel 2006. Resta un caso di successo esemplare: le esportazioni sono cresciute da 1.4m/hl del 1996 a 7.8m/hl nel 2007, con una crescita composta del 16% annuo e un incremento piu’ limitato nel corso del 2007 (+3%), anno in cui hanno cominciato a manifestarsi i primi segni di rallentamento.

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Distell – dati descrittivi e risultati 2007

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[English translation at the end of the post]
Distell e’ uno degli operatori piu’ importanti nel mondo del vino sudafricano e, per questo motivo cominciamo a seguirne le sorti. Purtroppo, la societa’ ha smesso di riportare la segmentazione per prodotto (quindi vino) nel 2006 e siamo quindi a commentare i risultati di un gruppo, che come vedete dal primo grafico soltanto per circa il 40% del suo fatturato opera nel mondo del vino. A titolo di lettura dei dati, tenete conto che i numeri assoluti che trovate e che commenteremo fanno riferimento al Rand Sudafricano, che si cambia nel rapporto di circa 12.5 Rand = 1 Euro… cioe’ dividete i numeri per 12.5 per trovare quanto valgono in Euro. Distell e’ quotata sul mercato sudafricano con una valor di mercato di circa USD1.34bn che al cambio attuale sono circa 850m di Euro. A guardare i numeri appena riportati a dicembre 2007 (crescita dell’utile operativo di circa il 14%), Distell tratta su un multiplo per l’anno in corso di 7.5x sul suo margine operativo lordo e di 8.3x sull’utile operativo, con uno sconto piuttosto significativo relativamente alla valutazione delle aziende vinicole europee.


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Australia – produzione di vino e previsioni di produzione al 2009

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L’Australia (www.abareconomics.com) e’ uno dei principali produttori di vino del mondo ed e’ anche un produttore che ha molta cura della programmazione futura delle vendemmie e di capire quale e quanta uva sara’ prodotta. Esiste percio’ una vasta disponibilita’ di numeri che oggi commentiamo. Le principali conclusioni sono le seguenti: (1) dopo la siccita’ che ha colpito la vendemmia 2007, l’Australia prevede di ritornare sugli standard produttivi del 2006 soltanto nel 2009; (2) la superficie vitata non e’ destinata a modificarsi in modo sostanziale nei prossimi anni; (3) del leggero incremento di produzione atteso nel 2009 rispetto al 2006 (parliamo di 800k/q di uva), ci si attende una maggiore domanda di uve bianche (Chardonnay in particolare) e un leggero calo per i rossi (guidato dal Cabernet Sauvignon e dalle varieta’ minori a vantaggio del Merlot e dello Shiraz).

Australia (www.abareconomics.com) is one of the major wine producers and is also very keen on providing data about historic (at a price!) and future (for free!) production. The main conclusion of this post are: (1) after the drought of 2007, Australia plans to be back to 2006 production by 2009; (2) areas are expected to remain broadly flattish in 2008-09 after a 8000ha addition in 2007; (3) the slightly higher production in 2009 vs. 2006 should be concentrated in white grapes (Chardonnay in particular), with a worse performance for major red grapes.

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Nota: tutti i numeri sono definitivi per il 2006 e provvisori per il 2007, le quantita’ si riferiscono a tonnellate di uva e i valori a dollari australiani (cambio circa 1.70 con l’Euro).
Partiamo con l’andamento delle vendemmie. Dopo un 2006 chiuso stabile a 1.84m/tons (cioe’ circa 12m/hl di vino), il 2007 ha visto un calo molto sensibile dei volumi a circa 1.26m/tons (circa 8.2m/hl). Il calo e’ stato molto piu’ sensibile per i vini rossi (-40%) rispetto ai vini bianchi (-25%), con delle variazioni attese per vitigno abbastanza omogenee. Nel 2006, nonostante la vendemmia stabile si era pero’ notato un sensibile calo del valore per tonnellata delle uve, passato da AU$712 a AU$604 (-15%). Non abbiamo ancora i dati relativi al 2007, ma sara’ interessante vedere come si e’ mosso questo indicatore con un calo della produzione del 30%.

All figures are final for 2006 and provisional for 2007, quantities are in tons of grapes and values in Australian dollars (1.7 for 1 Euro).
After a 2006 of 1.84m/tons grape crush (12m/hl of wine), 2007 saw a significant decline at 1.26m/tons (8.2m/hl of production), with a 40% decline for red grapes and 25% for white grapes. In 2006, despite a stable grape crush, value per ton declined by 15% from AU$712 to AU$604. We still do not have data for 2007, but it will be interesting to see how value per grape moved with a 30% decline in production.

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Cosa si aspettano per il futuro. Dal grafico vedete che per la vendemmia 2007-08 si prevede un rimbalzo del 19% circa della produzione a 1.5m/tons (a ridosso di 10m/hl), con un incremento del 23% per i rossi e del 15% per i bianchi. Nel 2009 ci si aspetta un recupero piu’ sostanzioso (quando non si riesce ad essere ottimisti sul domani lo si e’ sul dopodomani…), con un incremento del 28% della produzione (26% per i bianchi e 31% per i rossi). Se hanno ragione, la produzione tornerebbe a 1.9m/tons (12.5m/hl), un valore del 4% superiore alla vendemmia del 2006. Il tutto dovrebbe realizzarsi con una base produttiva in ettari abbastanza stabile intorno ai 160-162000ha, con un balzo tra il 2006 e il 2007 di circa 9000ha.
What are the expectations for the future. First, as you can see in 2008 Australia expects a 19% rebound of total production to 1.5m/tons (just less than 10m/hl), with a +23% for reds and a +15% for whites. In 2009 the recovery should be more evident, with a 28% rebound for production (+26% for whites and +31% for reds). If they are right, in 2009 production would be back to 1.9m/tons (12.5m/hl), roughly 4% above 2006 grape crush. All this improvement should be generated with a very small increase of the areas (all occurring in 2007) of 160-162000ha in 2009 vs. 152480ha in 2006.

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Andando nel dettaglio per vitigno, la loro previsione sulle superfici vitate per vitigno indica chiaramente che dei 9200 ettari di incremento delle superfici, circa 2600 saranno adibite a Chardonnay, che e’ il vero vitigno in crescita. Invece, tutte i vitigni rossi famosi sono previsti tra lo stabile e il +3/4% nell’arco del triennio 2006-09 (peggio Cabernet Sauvignon, meglio Merlot e Shiraz), con una strana tendenza a diversificare in nuovi vitigni minori. Da ultimo, vale la pena di sottolineare che gli australiani stanno chiaramente puntando sul Pinot Grigio (avviso per i nostri produttori), la cui superficie e’ prevista crescere del 50% nel corso del periodo da 1080ha a 1650ha, soprattutto a cavallo tra il 2008 e 2009.
Looking at the data by grape going forward, areas are expected to increase overall by 9200ha, with 2600ha being covered by new Chardonnay plants. All major red grapes are expected to remain flat (Cabernet Sauvignon) or to grow slightly (3-4% for Merlot and Shiraz), while there is a strange tendency to diversify into new grapes. Finally, it is worth mentioning the plans to produce more Pinot Gris (warning for Italian producers), with 1650ha expected in 2009 vs. 1080ha in 2006, most of which to be implemented in 2009.

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Concha y Toro – risultati 2007

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Dopo aver visto chi e Concha y Toro, commentiamo oggi i suoi risultati 2007. La strategia della societa’ e’ di investire pesantemente nello sviluppo agricolo per rimpiazzare i fornitori esterni con la propria produzione in modo da migliorare la qualita’ e i margini. Questo garantisce e garantira’ crescita del fatturato e dei margini, come vedremo nel post. Avvertenza: tutti i numeri che trovate nel post sono in milioni di dollari Cileni. Nel 2007 la media del cambio col dollaro e’ stata 1 dollaro americano, 540 dollari cileni.
After having seen who is Concha y Toro, we provide today a comment on its 2007 results. The strategy of the company is to invest heavily in the deployment of new vineyards, in order to replace third party grapes with own grapes and be therefore able to better control quality and to improve margins and sales. All figures in the graph are in Chilean dollars: 1 US dollar is equal to 540 Chilean dollars (2007 relevant average for the company).

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Il fatturato e’ costantemente cresciuto negli anni, soprattutto grazie alle esportazioni. Nel 2007 Concha y Toro ha raggiunto i 286 miliardi di dollari cileni, con una crescita del 23% rispetto al 2006. Un balzo realizzato soprattutto all’estero: in Cile le vendite sono cresciute del 3% a fronte di un incremento dell’11% dei volumi e di un peggioramento dell’8% del mix. Invece, in Argentina il fatturato e’ salito del 13%, mentre le esportazioni sono cresciute del 31%. Vale la pena di soffermarsi su questo 31% per notare, in primo luogo, che e’ stato frutto sia della crescita dei volumi (+27% a 14.8m di casse), che del mix, migliorato del 6% circa a 23.2 dollari americani.
Sales grew costantly over the last years, mainly thanks to exports. In 2007, it reached 286bn Chilean dollars, up 23% vs. 2006. The increase was mainly achieved outside Chile, as domestic sales were up just 3% on the back of a 11% increase in volumes offset by an adverse 8% decline in price-mix. On the other hand, both Argentina (+13% sales) and exports (+31%) were good. This strong performance on exports was achieved with a 27% increase in volumes at 14.8m cases, and a more moderate but constant over the past years improvement of the price mix (23.2 US dollar per case in 2007, +6%).

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La crescita e’ la principale caratteristica della societa’. Non solo, e’ anche chiaramente l’azienda che sta emergendo con forza in Cile. Il terzo grafico vi mostra che in ogni anno dal 2003 in avanti Concha y Toro e’ cresciuto in volume di piu’ dei propri concorrenti, raggiungendo un totale di circa 194m di litri commercializzati (dato 2006).
Growth is the main feature of this company. As you can see from the third graph, it is also the company which is growing more in Chile. In every single year from 2003 onwards (but also before), Concha y Toro grew more than the rest of the Chilean wine industry, reaching a total of 194m liters sold in 2006.

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A questa crescita sono corrisposti dei margini migliori e dei ritorni sul capitale piu’ alti. Dal punto di vista dei margini, a tutti i livelli la profittabilita’ e’ migliorata del 5-6%. Il primo margine passa dal 34% al 40%, il margine operativo lordo dal 16% al 21% e il margine operativo netto dall’11% al 16%. Ne viene fuori un quadro molto positivo, con una crescita degli utili che si avvicina all’80% per l’utile operativo e al 60% per il margine operativo lordo. Questa crescita ha anche impatto sulla salute finanziaria dell’azienda, che nonostante continui a investire circa il 10% delle vendite e’ riuscita a ridurre il debito a circa 1.4 volte il margine operativo lordo rispetto a 2.7 volte del 2006. Stiamo parlando di un debito di circa 174m di dollari americani.
Such tremendous top line growth resulted in much better margin, by roughly 5-6 percentage points. Gross margin moved from 34% to 40%, EBITDA margin from 16% to 21%, EBIT margin from 11% to 16%. The picture is overall very positive, with an increase in profits which is in the region of 80% for operating profit and 60% for EBITDA. This growth also benefited the financial structure of the company, which improved with financial debt moving from 2.7 to 1.4 times EBITDA, corresponding to a total debt of 174m US dollars.

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Infine il ritorno sul capitale. Dato il forte impegno a fare nuovi investimenti, il capitale investito sta crescendo. Nel 2007 e’ salito di circa il 4%, grazie anche al contenimento della crescita del magazzino, cui ha fatto fronte una crescita di circa il 15% dei beni di investimento. Con il forte rimbalzo dei margini il ritorno sul capitale e’ migliorato molto, passando dal 9% al 15.3%.
Finally, return on capital. The capital employed grew by 4% in 2007 on the back of a strong 15% increase in tangible assets, partly offset by a good working capital management. This, coupled with the strong improvement of operating results, allowed Concha y Toro to post a 15% return on capital vs. 9% of 2006.

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Appuntamento a tra qualche mese con i risultati del primo trimestre 2008. Next post on Concha y Toro will be to comment Q1 results.