Resto del Mondo


Delegat's – risultati primo semestre 2008-09

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A ottobre abbiamo introdotto Delegat’s tra le aziende che guardiamo. Oggi commentiamo i risultati del primo semestre fiscale, da Luglio a Dicembre 2008, che mettono in luce un andamento veramente eccellente. Oltretutto, Delegat’s prevede che la vendemmia 2009 andra’ particolarmente bene e che il suo prodotto di punta, Oyster Bay, continuera’ a crescere nonostante la crisi globale dei mercati. E i risultati gli danno per ora ragione: il fatturato cresce del 50%, il MOL del 54% e l’utile netto del 146%. Anche il debito che era, se volete, un aspetto un po’ preoccupante di Delegat’s si e’ stabilizzato e data la forte crescita degli utili i rapporti di indebitamento stanno rapidamente rientrando. Come fa Delegat’s a crescere tanto? Prodotto premium e tanta, tanta pubblicita’ e marketing. Leggere per credere…

In October we introduced Delegat’s among the companies that follow. Today we comment the results of H1, from July to December 2008, which reveal a truly excellent performance. Moreover, Delegat’s expects a fantastic 2009 vintage and that its flagship brand, Oyster Bay, will continue to grow despite the global crisis. The results so far are stunning: turnover up by 50%, EBITDA +54% and net income +146%. The debt whch was a little concern stabilized and given the strong growth of earnings the financial ratios are rapidly falling. How come that Delegat’s grows so strongly? Premium product plus a lot of advertising and marketing is the answer.


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Quanto vale in borsa? 100 milioni di dollari americani e 200 milioni di dollari locali. Se si aggiunge il debito di 150 milioni, si arriva a un valore di impresa di 350 milioni (di dollari neozelandesi, useremo sempre questi salvo diversa indicazione): cioe’ circa 5.3 volte il MOL degli ultimi 12 mesi. Il prezzo utili e’ di 7.3 volte. In altre parole, concludendo, oggi il valore di borsa di una azienda che sta pur crescendo in modo vorticoso appare particolarmente sacrificato. L’unico punto da chiarire e’ relativo alla dimensione: Delegat’s resta un’azienda molto piccola e per questo i suoi multipli borsistici devono esprimere uno sconto. Come mai? Non tutti gli investitori sono interessati a una azienda cosi’ piccola, dove per raggiungere una quota significativa nel loro portafoglio dovrebbero comperarsi magari un terzo di tutto il capitale…
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Indagine sulla consulenza e gli investimenti nel mondo del vino – fonte: AAWE

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[English translation at the end of the document]
Lucia Cusmano, Andrea Morrison e Roberta Rabellotti hanno pubblicato uno studio su AAWE che si intitola “Catching-up trajectories in the wine sector: a comparative study of Chile, Italy and South Africa”, dove si analizza l’evoluzione dello scenario competitivo nel mondo del vino per cercare di spiegare come sia stato possibile che economie emergenti o comunque senza tradizione produttiva nel mondo del vino siano riuscite ad occupare spazi rilevanti nel mercato mondiale del vino. La loro conclusione e’ che: (1) economie di scala attraverso la creazione di grandi operatori con un approccio internazionale; (2) investimenti e innovazione nel prodotto, nel processo produttivo e nel marketing; (3) un contesto di mercato in crescita per i prodotti di qualita’; (4) sforzi nella ricerca, anche attraverso collaborazioni universitarie e (5) una seria programmazione “top-down” (stile Australia) sono i fattori determinanti del successo dei vini del “Nuovo Mondo”. C’e’ speranza per il “Vecchio Mondo”: di sicuro, attraverso la rivalutazione della tradizione e della cultura dei suoi prodotti, lo sfruttamento dei suoi terroir in modo da rispondere sempre di piu’ alle esigenze di quella nuova fetta di domanda che fa capo alla “gourmet culture” e che la standardizzazione dei vini del nuovo mondo non catturera’ mai. Detto questo, quello che mi chiedo (e vi chiedo) e’: se questo e’ il futuro dell’Italia del vino, dove metteremo i 40 e piu’ milioni di ettolitri che produciamo? Quanto di questo e’ “gourmet culture”?


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Baron de Ley – risultati 2008

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Volevate la prima vittima della crisi nel mondo del vino? Forse l’abbiamo trovata. E non e’ per caso che la troviamo in Spagna. Baron de Ley ha chiuso il 2008 molto male, con un ultimo trimestre dell’anno particolarmente difficile. Dopo un primo semestre dove le esportazioni avevano sostenuto il fatturato (+2.3% a 41 milioni), nel secondo semestre il calo del 15% delle vendite sul mercato spagnolo (da 39m a 32m) si sono accompagnate a una brusca inversione di tendenza del fatturato nell’Unione Europea (-19%, da 10.5 a 8.5) che hanno portato le vendite consolidate a un -15% sul secondo semestre (da 54 a 46 milioni) e a un -8% per l’intero 2008 (da 94 milioni a 87 milioni). L’unica “sottozona” che non mostra un deterioramento e’ al di fuori dell’Europa, dove pero’ l’azienda vende soltanto 10 milioni degli 87 milioni di fatturato consolidato Come vedremo nel resto del post, le conseguenze sugli utili sono state ancora piu’ evidenti. Sta succedendo lo stesso alle aziende italiane? Certamente la Spagna e’ oggi in una situazione ben peggiore dell’Italia e questo ha chiaramente un impatto su Baron de Ley. Certamente i numeri che l’azienda ha fatto nel mercato europeo non sono un segnale molto positivo.


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Mercato mondiale del vino – stime Vinexpo/IWSR 2007-2012

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Fonte: Vinexpo/IWSR
Vinexpo e IWSR hanno prodotto il loro solito documento che stima i mercati mondiali del vino di qui a qualche anno. In questo caso, la stima arriva fino al 2012 e disegna un futuro per il mercato del vino a dir poco brillante: i consumi di vino sono saliti secondo lo studio del 5.5% a 2.4 miliardi di casse da 9 litri nel 2007, cui si aggiungono quasi 200 milioni di casse di spumanti. Tra il 2008 e il 2012 lo studio e’ a mio avviso un po’ ottimista: vede i consumi mondiali crescere a livello cumulato di un altro 5.5% per i vini fermi e di un altro 12% per i vini spumanti: si tratta di un incremento praticamente pari a quello del quadriennio precedente, nonostante uno scenario economico di gran lunga peggiore (per usare un eufemismo). Ma tant’e’: secondo lo studio il mercato del vino (esclusi spumanti) tocchera’ i 2.6 miliardi di casse e gli USA saranno il primo mercato mondiale con 313 milioni, seguiti dall’Italia a 300 milioni (per i quali si prevede un consumo stabile, mah!) e dalla Francia con 283 milioni di casse (-3% rispetto al 2008). Sapete cosa vi dico? Per adesso i consumi di vino in Francia vanno meglio di quelli italiani, cosi’ come accade per l’economia in generale. Per i prossimi anni, non ci resta che sperare che Vinexpo abbia ragione.


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Concha y Toro – risultati 2008

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(Tutti I numeri sono in Peso Cileno. USD1 = 636 Peso) (All numbers are in the Chilean Peso. USD1 = 636Peso)
Qualche tempo fa abbiamo commentato i risultati di Concha y Toro del terzo trimestre dicendo che i tempi difficili stavano arrivando anche per questo produttori in forte crescita. Nell’ultimo trimestre dell’anno l’azienda ha potuto beneficiare del forte rimbalzo del dollaro americano che ha dato respiro alle esportazioni. L’anno 2008 si e’ quindi concluso in modo dignitoso: il fatturato e’ cresciuto del 3.5% a 322 miliardi di Peso, l’utile operativo e’ stato stabile a 51 miliardi, mentre l’utile netto e’ diminuito del 5% a 35 milioni di Peso a causa dell’incremento degli interessi sul debito e delle perdite sulla copertura del rischio cambio. A dirla tutta, le cose sono andate peggio nel quarto trimestre, quando le perdite sui cambi hanno portato a un calo del 17% dell’utile a 7 miliardi. Fortunatamente per Concha, il magazzino ha cominciato a ridursi, consentendo di mantenere il rapporto debito/MOL allo stesso livello del trimestre precedente, cioe’ 2.2 volte.


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