Resto del Mondo


Sud Africa – superfici, mercato e produzione di vino – agg. 2008

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Torniamo oggi sui dati del Sud Africa grazie al rapporto annuale molto dettagliato che viene reso disponibile dal SAWIS, che si occupa espressamente di stilare le statistiche sul mondo del vino. Lo studio di presenta un quadro iper-dettagliato, del quale noi esploreremo soltanto le cose piu’ significative. Che cosa emerge da questi numeri: (1) il Sud Africa ha raggiunto una superficie vitata di circa 100mila ettari e qui si e’ fermata. Sono due anni che la vigna non cresce piu’; (2) la produzione continua invece a crescere in modo moderato grazie a un andamento favorevole delle rese produttive; (3) il mercato del vino Sud Africano, anche a causa delle cattive condizioni economiche, non sta piu’ crescendo in volumi e ormai copre meno del 50% della produzione di vino del paese; (4) le esportazioni continuano a crescere e hanno raggiunto nel 2008 4.1m/hl; (5) l’industria del vino locale mostra segnali molto sani di consolidamento: le piccole aziende sono numericamente in calo e sono sostituite da aziende piu’ grandi: un buon segnale per la sostenibilita’ del settore nei prossimi anni.


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Delegat's – risultati 2008-09

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Non e’ la prima volta che mi permetto di segnalare a chi legge il blog questa azienda neozelandese, Delegat’s, di cui oggi discutiamo i risultati. La segnalavo perche’ un’interessante esempio di azienda in crescita, con azionisti fortemente impegnati, un marchio riconosciuto (Oyster Bay) e una strategia commerciale aggressiva (costi di marketing quasi del 30% del fatturato). Guardiamo oggi i risultati 2009 che sono un misto di forte crescita delle vendite e degli utili (+33% e +58%), forte successo commerciale (volumi +20%, prezzo mix +11%) e, finalmente, buona generazione di cassa (debito in calo dopo anni di crescita grazie a un ottimo controllo del capitale circolante). Sicuramente aiutati dal cambio, sicuramente aiutati dalle ottime vendemmie locali ma certamente gente che investe 60 milioni di dollari locali in marketing e 20 milioni (dopo anni di pesantissimi investimenti) nella struttura aziendale. Oggi Delegat’s vale in Borsa circa 240 milioni di dollari australiani; se aggiungete debito e valore degli interessi di minoranza arrivate a un valore aziendale di circa 430 milioni di dollari australiani, cioe’ 6.6x EV/EBITDA e 8.1x EV/EBIT. Questi sono presumibilmente dei multipli di riferimento per le piccole aziende in crescita.


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Foster's – risultati 2008/09

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Foster’s ha annunciato i risultati annuali a giugno 2009 che mettono in luce il forte calo dei risultati, particolarmente nella divisione vino e per quanto riguarda i margini. I risultati consolidati del gruppo (cioe’ includendo anche birra e spirits, mostrano un incremento delle vendite del 3% (tutto dovuto al fattore cambio, che ha portato un beneficio di oltre il 4%), un utile operativo stabile a 1143 milioni di dollari australiani (ma sarebbe stato -5% a cambi costanti) e un utile netto rettificato di 725 milioni (dichiarato di 438 milioni), sostanzialmente stabile. Il debito e’ cresciuto a 2.6 miliardi di dollari australiani (da 2.4 miliardi) interamente a causa dell’impatto dalla conversione del debito in valuta (400 milioni di impatto negativo), che se aiuta gli utili penalizza il debito.


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Brand awareness e penetrazione consumi dei vini del nuovo mondo – studio Calwine

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L’agenzia californiana che aiuta i produttori locali nelle esportazioni ha condotto una ricerca in cui ha cercato di mettere in prospettiva la percezione del prodotto californiano per i consumatori europei. Ne esce quindi un quadro dove per una serie di mercati del centro-nord Europa che comprendono Germania, Paesi Nordici, Russia, Polonia, Svizzera e Olanda ha fatto una serie di domande sulla percezione del “brand”, cioe’ su quanti riconoscono un vino californiano e sulle abitudini di consumo. I risultati sono la somma di circa 4400 risposte al sondaggio, su un campione equamente distribuito tra i mercati e ben bilanciato tra uomini e donne. Senz’altro non rappresentativo, ma sicuramente interessante nelle conclusioni.


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Limitandoci all’analisi dei prodotti del nuovo mondo, in questo studio il vincitore e’ chiaramente il vino cileno e quello australiano in termini di percezione del brand e di quello cileno e sudafricano in termini di consumo. Detto questo lo studio ci fornisce una interessante indicazione di confronto tra i vini del nuovo mondo e quelli del vecchio mondo: se il consumo sporadico e’ in rapporto di 1:3 (cioe’ questi consumatori comprano 3 volte piu’ frequentemente i nostri vini che gli altri), nel caso del consumo abituale sono molto piu’ lontani: 1:6.

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Cile – esportazioni di vino dal 2005 a giugno2009

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Nella crisi mondiale che ha colpito il mondo del vino, anche il Cile sta pagando qualche conseguenza. Dopo anni di crescita esponenziale, le esportazioni nei primi 6 mesi del 2009 hanno subito una battuta d’arresto in termini di valore (-2%), nonostante l’incremento del 10% dei volumi che ha riportato il livello delle esportazioni allo stesso volume del 2007. Come vedremo piu’ avanti, nel segmento chiave del vino imbottigliato, le vendite in nord America continuano a crescere, mentre sono in forte calo le vendite in Europa, che sono il principale mercato del vino cileno e anche l’America Latina e’ in diminuzione.


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Passiamo ai numeri. Le esportazioni hanno toccato nel primo semestre i 3 milioni di hl, ponendo le basi per superare i 6 milioni annui (contro i 5.9 milioni del 2008). Di questi 1.75 milioni sono vino imbottigliato e sono proprio questi sui quali ci concentriamo nelle prossime elaborazioni. In termini di valore invece le cose non sono andate bene, con un calo del prezzo mix dell’11% (da 2.3 a 2 dollari al litro). Le esportazioni sono cosi’ scese del 2% a 614 milioni di dollari, contro 630 milioni dei sei mesi 2008 e 1.4 miliardi dell’anno scorso.
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