Resto del Mondo


Il piano strategico del Cile al 2020 – PDF dal Corriere Vinicolo

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Pubblichiamo oggi l’articolo in uscita sul Corriere Vinicolo dove esaminiamo il piano strategico dell’associazione delle aziende vinicole cilene per far triplicare le esportazioni di vino imbottigliato, da 1 a 3 miliardi di dollari entro il 2020.

link dell’articolo

Restate sintonizzati, dopodomani va in onda la seconda puntata su Concha y Toro.

Esportazioni di vino nel mondo – aggiornamento 2010

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Nel tourbillon di tutti questi annunci sul commercio globale di vino, facciamo un post di riassunto, dove proviamo a fornire un quadro di quello che e’ successo nel 2010, mettendo fianco a fianco i dati delle diverse nazioni e traducendo i valori in Euro. Quali sono le principali conclusioni? (1) che nel post crisi la reazione piu’ forte in termini di volumi si e’ avuta nei paesi storici della produzione vinicola, cioe’ quelli europei; (2) che tra i paesi del nuovo mondo soltanto l’Australia sembra continuare a perseguire una strategia sui volumi, guidata dai problemi di sovrapproduzione; (3) che altri produttori come il Cile o l’Argentina stanno focalizzando la loro attenzione sul migliorare il mix dell’export, che e’ nel breve termine una opportunita’ per il nostro vino sfuso ma nel medio termine una minaccia per il nostro vino di qualita’, che e’ la vera spina dorsale delle nostre esportazioni; (4) in linea generale il volume del commercio mondiale del vino e’ in ripresa (e ci mancherebbe altro, direbbe qualcuno), segnale positivo per l’industria.



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Concha y Toro – risultati 2010

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Come per Cottin Freres, non fraintendiamo. Il post titola “risultati 2010”, l’argomento chiave e’ un altro. Concha y Toro ha comperato per 238m di dollari le attivita’ americane vinicole di Brown Forman. 3.1 milioni di casse di vino prodotto nel 2010 per 156 milioni di dollari di vendite. Ma non solo, una bella cantina da 36m di litri in California e un impianto di imbottigliamento di 6 milioni di litri di capacita’ a Paso Robles, con i suoi 240 dipendenti. Un marchio, Fetzer, da 2.2 milioni di casse (e Bonterra, 0.3m di casse). Errore? Pagato troppo caro? Puo’ darsi. Con questo deal, Concha y Toro punta al torero invece che al drappo rosso. Entra di forza nel mercato americano sfruttando la flessibilita’ finanziaria del uso bilancio (1.3 debito/MOL a fine 2010). Ha la forza per farlo, con un valore di mercato di 1.8 miliardi di dollari. Ha il dovere di farlo per acquisire una posizione di operatore locale nel mercato USA e acquisire un passaporto e una forte base locale. Si candida a uno dei top 5 mondiale del mondo del vino aggiungendo ai suoi 800m di dollari di vendite altri 238 dell’acquisizione: oltre 1 miliardo di dollari. Al cambio di 1.4 euro per dollari, 750 milioni di euro, oltre il 50% in piu’ della piu’ grande azienda italiana, che e’ una cooperativa. Noi italiani se vogliamo combinare qualcosa dobbiamo muoverci.



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Cile – esportazioni di vino 2010

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Le esportazioni di vino cileno hanno superato nel 2010 7 milioni di ettolitri, arrivando precisamente a 7.33 milioni di ettolitri. La crescita e’ stata del 6% circa, ma ci sono diversi aspetti che rendono l’andamento dell’export cileno interessante. Primo, le esportazioni di vino imbottigliato sono cresciute di piu’ che il totale: +11% a 4.3 milioni di ettolitri. In questo modo il Cile ha un po’ riequilibrato il mix delle esportazioni che negli ultimi anni era sta trainato piu’ dall’export di vini sfusi che imbottigliati (particolarmente nel 2009).



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Importazioni di vino in Cina – aggiornamento 2010

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Il mercato del vino cinese e’ sempre di piu’ nelle mani dei francesi. I dati 2010 appena pubblicati da OEMV parlano chiaro: la Francia ha una quota di mercato del 46% sul vino importato in Cina e addirittura del 52% quando si passa al valore imbottigliato. La questione diventa ancora piu’ bruciante quando si considera che l’import cinese di vino e’ letteralmente esploso nel 2010 raggiungendo 800 milioni di dollari dai 452 milioni del 2009 (+77%). In questo contesto, sarebbe naturale attendersi che il leader di mercato, la Francia, che nel 2009 aveva il 42% dell’import totale, possa perdere qualche punto percentuale di quota. Invece no, la quota e’ cresciuta. Dove sta l’Italia? Numero 4. Con una crescita fortissima (+96% nel 2010 contro +89% della Francia) ma con una quota di mercato che fa ridere: 6%. NB: parlero in euro per gli europei e in dollari per gli altri.



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