Resto del Mondo


Majestic Wine – risultati 2013/14

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In queste vacanze di natale ho lavorato su Majestic Wine, che è un’azienda inglese focalizzata sulle vendite al dettaglio di vino. L’analisi del bilancio e le loro “idee” commerciali sono secondo me interessanti per chi opera nel dettaglio per capire come funziona il loro modello e per “confrontare”  i propri margini con quelli di questa grande catena di enoteche. Nata nel 1980 con un negozio a Londra, nel giro di 5 anni aveva aperto 13 enoteche, nel 1994 ha aperto al mercato “business to business”, poi nel 2000 ha cominciato l’ecommerce (oggi stabile a circa l’11% del fatturato), nel 2001 si è comperata le operazioni di Calais, dove viene venduto vino a chi entra in Inghilterra via traghetto a prezzi favorevoli. Nel 2002 aveva raggiunto quota 100 negozi, nel 2009 erano 150, con 200 milioni di sterline di vendite. Nel 2009 ha acquistato Lay & Wheeler, specializzato nella vendita en primeur di Bordeaux. A settembre 2013 i negozi erano diventati 200 e il progetto è di portarli a 330 nel lungo termine. Andiamo nel dettaglio del modello di business e dei principali numeri.

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India – mercato e importazioni di vino aggiornamento 2013/14

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L’India resta una eterna promessa per il mondo del vino, dato che nonostante l’immensa popolazione, la cultura di questa bevanda non riesce proprio a penetrare. La produzione interna non cresce e si pone su livelli molto bassi (173mila ettolitri stimati per il 2014), mentre l’import di vino resta confinato a 30-40mila ettolitri. Come dice Calwine, da cui prendiamo questi dati pubblicati oggi, “L’India è spesso menzionata come un importante mercato emergente per il settore del vino, ma i dati mostrano che le vendite non sono cresciute negli ultimi anni. La metà del vino importato è destinato al segmento Ho.Re.Ca., anche se le catene al dettaglio stanno cominciando dedicare spazio al vino di qualità. Purtroppo nel canale al dettaglio, la scarsa conoscenza dei marchi internazionali e gli elevati dazi doganali, spingono i consumatori verso i prodotti locali”

La nostra analisi mostra come il dominio francese si stia gradualmente diluendo, particolarmente riguardo ai volumi, e che la posizione dell’Italia, terzo paese esportatore, si stia rafforzando. Come abbiamo detto sopra, l’India resta un paese con volumi ridicoli, che oltretuttto stanno calando in modo piuttosto sensibile nell’aggiornamento a luglio 2014. Analizziamo qualche dato insieme nel resto del post.

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Produzione di vino nel mondo – aggiornamento OIV 2014

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La nota di congiuntura di OIV da cui traiamo la prima stima di produzione mondiale di vino sta diventando sempre più striminzita e ora si riduce a un semplice comunicato stampa (sempre che non mettano qualcosa di nuovo nel sito nel frattempo). In secondo luogo, viene lecito farsi qualche domanda sulla qualità dei dati pubblicati, strani per quanto riguarda l’Italia, accreditata di ben 52 milioni di ettolitri di vino e mosti, contro un dato pubblicato da ISTAT di 48 milioni di ettolitri. Verrebbe voglia, in qualche modo, di dedicare del tempo a recuperare i dati puntuali, nazione per nazione… potrebbe essere il prossimo mestiere del blog… pubblicare propri dati invece di elaborare quelli degli altri… chissà.

Finite le critiche, cominciamo la costruzione. Come sempre prendiamo i dati per come sono, senza apportare modifiche (soprattutto al caso italiano). La produzione mondiale del 2014 è vista a 271 milioni di ettolitri, con un calo di 17 milioni rispetto al 2013, che ha segnato un picco storico di produzione a 288milioni. Il calo è dunque del 6%, anche se guardando i dati in prospettiva storica la produzione 2014 è allineata alla media. Chi ha fatto prodotto molto di più? Germania, Sud Africa, Argentina e Australia. Chi molto di meno? Romania, Cina (anche se qui il dato è presunto uguale al 2013), Cile, Italia e Portogallo. Passiamo ad analizzare i dati insieme.

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Le esportazioni di vino nel mondo – aggiornamento primo semestre 2014

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E’ decisamente ora di fare il punto della situazione sulle esportazioni, che per il primo semestre 2014 sono leggermente scese (-3%) quando guardiamo i dati dei 7 principali paesi esportatori che abbiamo raccolto e tradotto in Euro. Il numero preciso è 9.1 miliardi di euro contro 9.3, per Francia, Italia, Spagna, Cile, Australia, USA e Argentina. Il campione, giusto per essere preciso con i lettori del blog, è leggermente più ristretto di quello dei dati annuali, quando invece aggiungiamo anche Nuova Zelanda, Sud Africa e talvolta la Germania. Quali sono le novità che trovate in questo post? Due, e un po’ le sapevamo: primo, che l’Italia fa meglio del resto dei paesi. La quota di mercato su questo campione di 7 è salita al 26%, credo il massimo storico. Ovviamente l’obiettivo è raggiunto “resistendo” (+1%) piuttosto che crescendo, ma questo è. L’Italia è un paese che esporta in mercati tradizionali, non “nuovi”, forse ad eccezione della Russia. E proprio questi “nuovi” mercati stanno dando dei grattacapi ai nostri cugini francesi, tra politiche “anti corruzione” e rapporti di cambio impazziti. Secondo, che per la prima volta nella storia (credo) l’Italia esporta più valore che volume, cioè la sua quota parte di valore è superiore a quella del volume. Un misero 0.1% ma di nuovo, è una svolta epocale, che sta gradualmente riportando il nostro paese dove deve e dove può stare: tra quelli che esportano vino di qualità. Andiamo a vedere insieme i dati.
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I consumi di vino pro-capite nel mondo – aggiornamento 2011 OIV

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Talvolta, guardare che cosa i lettori del blog scrivono nella casellina “cerca” aiuta a capire quale può essere un argomento interessante da affrontare. Così oggi aggiorniamo i dati sui consumi pro capite di vino, come pubblicati da OIV. Abbiamo come al solito un quadro completo relativo al 2011, mentre possiamo spingerci senza sbagliare di molto (la popolazione non cresce così velocemente e conosciamo l’andamento dei consumi totali) fino al 2013 per una serie di mercati rilevanti. Beh, oltre all’aggiornamento nei dati, gli argomenti nuovi su un tema così legato ad aspetti demografici non sono facili da trovare. Sicuramente il quadro generale è che: 1) i consumi pro capite continuano a calare nei tre grandi paesi produttori di vino europei; 2) si sono stabilizzati su livelli di 20-25 litri pro capite nei paesi grandi consumatori di vino ma non grandi produttori; 3) non si schiodano dai livelli degli ultimi anni nei mercati del nuovo mondo come USA, Cina o Canada. Forse l’unica eccezione nel post è la Svezia dove se i dati recenti di OIV sono corretti si registra una crescita pro capite della produzione. Leggiamo qualche dato insieme.

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