Resto del Mondo


Canada – consumo e mercato del vino, dati 2016/17

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Anche nel 2017 il mercato canadese continua a mostrare una crescita sana e costante del mercato del vino. Le vendite di vino annue per l’anno terminante marzo 2017 sono cresciute del 3% con un +2% in volume e 1% in prezzo mix. Le tendenze chiave di questo mercato moderno ed evoluto (basti pensare che stiamo parlando di un valore medio al dettaglio di 14 dollari canadesi al litro, che sono circa 9 euro) restano quelle degli anni scorsi: il vino cresce in proporzione al resto delle bevande alcoliche, all’interno del segmento le categorie vincenti sono gli spumanti e, in minor misura, vini bianchi e rosati. Anche se i vini rossi sono oltre la metà del totale consumato (a valore e volume), di questo passo in un paio d’anni potrebbero scendere sotto il 50%. Passiamo all’analisi dei dati.

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Importazioni mondiali di vini spumanti – aggiornamento 2017

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Il tabellone delle importazioni mondiali di spumante è un bel tabellone: è pieno di numeri positivi e in crescita, salvo uno, quello del Regno Unito. Il mercato come abbiamo visto qualche giorno fa cresce in modo sano, +9% nel 2017 e +6% all’anno dal 2012 a questa parte (+4% su 10 anni). La spinta viene da tutto il mondo, ma in valore assoluto volendo identificare due mercati particolarmente importanti per la crescita, certamente gli Stati Uniti, diventati nel 2014 il primo mercato e oggi al 19% delle importazioni mondiali, e il Giappone, terzo mercato mondiale dopo USA e Regno Unito, che sta mostrando una forte accelerazione negli ultimi due anni. Una curiosità: in questa classifica anche l’Italia figura molto bene avendo importato 185 milioni di euro di spumanti nel 2017, +12%. Siamo ancora lontani dai 300 milioni di 10 anni fa, ma dal 2015 la direzione è cambiata. Nota per i lettori: i dati sono qui presentati in valore in euro e in dollari. Non includiamo la tabella dei volumi, a causa delle evidenti discrepanze nei dati di importazioni di alcuni paesi (USA in particolare). Passiamo ai numeri.

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Esportazioni mondiali di vini spumanti – aggiornamento 2017

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Commentiamo oggi l’estrazione dei dati UN Comtrade sulle esportazioni mondiali di vini spumanti. Il 2017 è stato un anno dinamico per questo segmento, che come ben sapete rappresenta già da anni la parte più dinamica del commercio (e del consumo) di vino. Maggiori opportunità di consumo fuori pasto, di combinare il prodotto con altri alcolici in coloratissimi aperitivi, versatilità dei prodotti nell’ambito di una cucina che si muove strutturalmente verso preparazioni più adatte al bianco che al rosso, sono tutte ragioni che stanno dietro i maggiori consumi. Essendoci poi una tradizione radicata di produzione in Francia, Spagna e Italia, è chiaro che se tutti nel mondo vogliono bere più spumante e solo tre di fatto lo producono, il commercio fiorisce. E i dati di oggi lo dimostrano: nel 2017 i volumi spediti sono saliti dell’8% a quasi 9 milioni di ettolitri, all’interno di un trend di crescita del 4% sul quinquennio; se parliamo di euro, le percentuali sono molto simili: +9% per il 2017 e +6% per gli ultimi 5 anni. La principale “notizia” di questi dati è che nel 2017 tutti e tre i principali paesi sono cresciuti, mentre nel 2016 l’Italia era la sola a crescere. Quindi cresce di più tutto… passiamo all’analisi dei dati.

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Majestic Wine – risultati 2017/18

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Il progetto di rilancio di Majestic Wine intrapreso lo scorso anno ha cominciato a dare risultati: da un lato, si è fermata l’emorragia delle enoteche tradizionali (non tanto in termini di vendite, quanto in termini di utili), dall’altro l’acquisizione di Naked Wines ha finalmente iniziato a dare il proprio contributo non soltanto in termini di fatturato ma in termini di margini. Il risultato del 2017, 18 milioni di utile operativo rispetto ai 14 dello scorso anno e 7 milioni di utile netto rispetto a una perdita di 3, con un debito sceso da 26 a 8 milioni di sterline inquadra bene l’anno di Majestic. Il tutto nonostante la svalutazione della sterlina abbia fatto perdere circa 9 milioni di sterline all’azienda inglese. Le azioni in borsa hanno reagito in modo positivo, salendo a circa 450 pence per azione (per un valore di mercato di 330 milioni di sterline circa), con un rialzo di oltre il 20% dallo scorso anno.

La lettura del bilancio di Naked Wines è molto interessante perché spiega in modo chiaro il modello di business, che si base sulla combinazione di: 1) aumentare le vendite ai clienti abituali (ormai tra l’80% e il 95% delle vendite delle singole divisioni); 2) avere alta disponibilità dei prodotti (85-90% ad oggi, con un picco del 95% per i prodotti in promozione); 3) cercare di mantenere il più possibile il personale chiave (anche qui si è saliti tra il 70% e il 90% rispetto all’anno scorso); 4) avere il grado di soddisfazione del cliente più elevato possibile (e siamo al 90%). Se vedete queste percentuali comprenderete che non c’è più molto da migliorare. Quindi, Majestic Wine si sta ora concentrando sulla crescita dei clienti, cercando in realtà di applicare il medesimo modello di Naked Wines (dove alcuni “suggeritori” chiamati “angels” propongono prodotti di piccoli produttori che molte volte fanno edizioni speciali esclusive) anche alla catena al dettaglio.

Passiamo a commentare qualche dato insieme.

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Yantai Changyu Pioneer Wine – risultati 2017

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Commentare i risultati di Yantai Changyu Pioneer Wine (YCPW) non è mai semplice, dato che il bilancio è stranamente sempre fatto per lasciare qualche “pezzetto” incompleto (l’utile operativo per quest’anno) e le spiegazioni sono sempre molto vaghe. Due cose (collegate) mi sembrano però importanti da sottolineare, al di là dei numeri: primo, YCPW continua a investire all’estero attraverso joint venture (e non da sola), secondo nell’ambito dell’attività le vendite estere cominciano a prendere piede, raggiungendo nel 2017 il 9% del fatturato. Con oltre 650 milioni di euro di vendite e un volume trattato di 1.04 milioni di ettolitri (oltre a 390mila ettolitri di brandy), YCPW potrebbe diventare un player importante nel settore nei prossimi 10 anni. Tornando ai dati, nel 2017 le vendite sono cresciute del 5% circa e l’ultima riga, l’utile netto, si mantiene su un livello molto importante, circa il 20% del fatturato, ma a fronte di una leggera riduzione (che segue il trend degli ultimi anni) del margine industriale del gruppo. Per il 2018, l’obiettivo è di far crescere le vendite a 5.2 miliardi di yuan, quindi +5%, e di contenere le spese entro 3.7 miliardi di yuan, per arrivare quindi a un utile operativo di 1.5 miliardi, contro un dato 2017 che non abbiamo (1.28 miliardi di yuan nel 2016). Andiamo ad analizzare qualche dettaglio.

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