Resto del Mondo


Yantai Changyu Pioneer Wine – risultati 2018

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Non di facile lettura il bilancio 2018 di Yantai Changyu Pioneer Wine, data l’indisponibilità del bilancio completo. Un paio di cose sono però molto evidenti: primo, la crescita del fatturato estero del gruppo è il principale driver di crescita e fa seguito alla chiara strategia di cominciare a espandersi all’estero per poter poi vendere direttamente in prodotti in Cina. Secondo, i margini di profitto sono in calo, pur restando su livelli molto elevati. Per dare qualche numero in euro, nel 2018 l’azienda ha fatturato 659 milioni di euro e ha realizzato un utile netto di ben 124 milioni di euro. Purtroppo non sono disponibili I dati sugli investimenti e sulla struttura finanziaria, che nel 2017 mostrava circa 70 milioni di euro di disponibilità netta. Passiamo a una breve (purtroppo) analisi dei dati disponibili.

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I consumi di vino totali e pro-capite nel 2018 – aggiornamento OIV

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Il consumo di vino nel mondo non cresce. I dati visti e rivisti da OIV ci dicono che I mercati in crescita si contano sulle dita delle mani. Anzi, nel 2018 sembra che uno dei posti dove dovrebbe essere ovvio vedere un dato in crescita, la Cina, questo non si è verificato. Comunque, torniamo ai numeri: 246 milioni di ettolitri, stabile rispetto al dato (rivisto) del 2017. Gli USA continuano a crescere dell’1% all’anno circa, la Francia continua a calare ma resta stabilmente il secondo mercato, l’Italia è il terzo consumatore a 22.4 milioni di ettolitri e mostra una stabilizzazione dopo aver recuperato dagli anni della crisi. Dove invece sembra che la crisi sia superata e la crescita continua sono I paesi iberici, dove il consumo è cresciuto. Passiamo ai dati.

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Brasile – importazioni di vino 2018

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I mercati dell’America Latina sono ormai da diversi anni “a due facce”, soprattutto quando parliamo di Argentina e Brasile. I dati che presentiamo oggi relativamente alle importazioni di vino del Brasile sono “stabili” se visti con la nostra valuta, ma sono invece in significativo progresso quando tradotti in Real Brasiliani, che nel 2018 in media si è svalutato del 19%. E quindi un -3% diventa +16%, quando si traducono i 318 milioni di euro negli 1.4 miliardi di Real. Un dato stabile in realtà c’è e sono i volumi importati, che dopo il balzo del 2017 si consolidano 1.17 milioni di ettolitri. In tutto questo il vino italiano non va male, anzi è uno dei pochi mercati in cui siamo noi a superare i francesi. Peccato che non conti quasi nulla. Ad ogni modo le esportazioni italiane calano dell’1% a 35 milioni ed è un buon dato perché lo scorso anno il progresso fu molto importante. Il mercato resta in mano ai cileni (quasi il 40% di quota di mercato) che però dopo la progressione degli anni scorsi subiscono una battuta d’arresto. Passiamo a commentare qualche numero.

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Majestic Wine (risultati 2018/19) vende i negozi e si concentra su Naked Wines

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I più attenti di voi forse lo sanno già, visto l’annuncio è ormai di qualche mese fa. Majestic Wine, la catena di enoteche inglese che qualche anno fa ha acquisito Naked Wines (un online molto particolare), ha deciso dopo anni di ristrutturazioni, rilanci, cambi di management di vendere la catena fisica dei negozi per concentrare tutti gli investimenti nell’ecommerce, e in Naked Wines in particolare. Difficile tirare conclusioni. Certamente oltre 200 negozi nel Regno Unito possono diventare un fardello e probabilmente la decisione di uscire ha le sue buone ragioni. Dall’altra parte, sta diventando sempre più vero che non si può stare soltanto online, ma qualche bandierina nel mondo fisico bisogna metterla. Ce lo insegna Warby Parker, catena online di ottica che si è messa ad aprire negozi nelle principali città americane, ce lo insegna anche Amazon, e chi sennò, che ha comperato la catena WholeFood e sta sperimentando dei format di negozi. Tornando a Majestic e Naked Wines, i dati che presentiamo oggi relativi al 2018-19 non sono certamente buoni: se le vendite salgono del 6%, gli utili sono di nuovo in calo dopo i segnali di risveglio dell’anno scorso. Una serie di oneri di ristrutturazione e svalutazioni (oltre 100 dei 200 negozi non è ritenuto in grado di generare sufficienti profitti per giustificare il valore a cui è iscritto nel bilancio) hanno portato le perdite a 9 milioni di sterline e a un incremento del debito.

Senza i negozi (sempre che riescano a venderli), Majestic si chiamerà Naked Wines e avrà presumibilmente sufficienti risorse finanziarie per far crescere l’attività. Come potete vedere dai grafici presi dalla loro presentazione all’interno, si tratta di investire nell’acquisizione dei clienti, che poi forniranno un valore negli anni a venire, sempre più basso ma comunque “cumulato” sugli altri anni. Un po’ la stessa logica del blog: io continuo a scrivere, voi continuate a leggere, soprattutto i nuovi articoli ma anche un po’ di quelli vecchi, che anche se sempre meno sono uno zoccolo di lettura che si costruisce. Vedremo che cosa succede, intanto ho un amico che purtroppo per questa decisione purtroppo perderà il lavoro… passiamo ai numeri…

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Norvegia – importazioni di vino 2018

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Chiudiamo il giro delle importazioni di vino dei paesi nordici senza sorprese. Come successo in Svezia e Danimarca, anche in Norvegia il vino francese è andato meglio di quello italiano e si è consumato un sorpasso, anche se le differenze sono irrisorie. In un mercato che non è andato bene, +1% a 373 milioni di euro, le esportazioni italiane perdono il 6% e quelle francesi guadagnano il 7%. L’analisi di dettaglio sottolinea quanto già evidenziato per gli altri mercati dell’area: riduzione delle esportazioni di vino in bottiglia e “mancata” crescita degli spumanti, che come ben sapete sono la colonna portante della crescita del nostro commercio estero di vino. Passiamo ai dati.

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