Italia


Marche – principali vitigni – aggiornamento ISTAT 2010

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Quando si parla di vitigni autoctoni, la regione Marche può certamente dire la sua: i vitigni internazionali rappresentano forse 1000 ettari dei 16745 che sono stati censiti da ISTAT nel 2010. La fanno da padrone invece il Sangiovese e il Montepulciano. Però la regione è più famosa per quei 2200 ettari di Verdicchio, uno dei più rappresentativi vitigni autoctoni bianchi italiani, coltivato per la maggior parte in provincia di Ancona. Andiamo ad analizzare insieme qualche numero.

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La classifica dei marchi industriali del vino – The Power 100 drink brands 2013

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Siamo al secondo aggiornamento di questa classifica redatta da Intangible Business, pubblicata ogni anno, e relative ai maggiori marchi mondiali del settore delle bevande alcoliche. Principalmente super-alcolici, chiaramente. Primo il  Johnnie Walker, poi la Vodka Smirnoff, poi il Martini e via con il Cognac e il resto. Il primo brand del vino, che lo scorso anno era Gallo, diventa Moet et Chandon, che occupa la sedia numero 16, mentre Gallo appunto scende dal 14esimo al 18esimo posto. Prima di guardare la classifica e cercare di capire come si è formata, forse vale la pena di fare una considerazione, che già avrete letto qui: non ci sono brand italiani nel mondo del vino in questa classifica. Ci sono quelli francesi, americani, australiani, cileni, persino spagnoli, ma non italiani. Attenti, qui non stiamo parlando di Ornellaia, Bruno Giacosa o Gaja. Qui stiamo parlando di marchi di livello mondiale con volumi significativi che assumono una rilevanza industriale. Passiamo ai dettagli.

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Friuli Venezia Giulia – principali vitigni – aggiornamento ISTAT 2010

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Il Friuli Venezia Giulia è una delle regioni dove i vitigni internazionali sono più diffusi, e lo sono nell’ambito di una regione fortemente orientata alla produzione DOC. Questa è chiaramente una particolarità, dato che come abbiamo spesso visto per altre regioni, i vitigni internazionali sono di solito associati ai vini IGT o ai vini comuni. Dei 19000 ettari vitati censiti da ISTAT per il 2010, il 40% circa è fatto dai vari Merlot, Cabernet e Chardonnay. Non mancano naturalmente le varietà autoctone, dove la fa da padrone il Pinot Grigio, insieme al Tocai, al Pinot Bianco e al Verduzzo nei bianchi, mentre tra i vini rossi il primo vitigno autoctono è il Refosco dal Peduncolo Rosso. Ecco, la seconda caratteristica chiave è la forte caratterizzazione nel segmento dei bianchi, che rappresentano oltre il 60% della superficie vitata. Andiamo a vedere i numeri.

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La spesa per consumo di vino in Italia – aggiornamento ISTAT 2012

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Dopo un paio di anni di latitanza ho aggiornato il post sulla spesa dei consumi delle famiglie italiane, che ISTAT ha aggiornato da poco con i dati 2012. Si tratta di dati che derivano dalle indagini campionarie e che forniscono una vera e propria radiografia di quanto e come spendono le famiglie italiane, con un dettaglio notevole e la possibilità di “tagliare” la nazione per geografia o per tipo di famiglia. A noi interessa naturalmente il vino (e magari un po’ la birra), ma prima di affrontare l’argomento condivido una conclusione amara che emerge da questi dati. Negli ultimi 10 anni, la spesa media mensile totale delle famiglie è cresciuta in totale dell’11% (+14% per gli alimentari e +10% per i non alimentari). Per le persone sole oltre 65 anni o le coppie oltre 65 anni, questo +11% si deve leggere +40%. Per le famiglie con figli si deve leggere +8/10%. Siamo una società che certamente protegge gli anziani da un punto di vista finanziario, altrettanto certamente penalizza la formazione di nuove famiglie, così determinando il nostro saldo demografico naturale negativo.

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Emilia Romagna – principali vitigni – aggiornamento ISTAT 2010

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Il viaggio nei vitigni italiani continua con il focus sull’Emilia Romagna, che ha 55mila ettari piantati secondo ISTAT, con una leggera prevalenza delle superfici DOC, 30mila, rispetto a quelle non DOC, circa 25mila. Le caratteristiche peculiari della regione è che la viticoltura è diffusa in tutte le provincie, salvo Parma e Ferrara e che ci sono due tiplogie di province: quelle focalizzate sui lambruschi, quelle sull’accoppiata sangiovese/trebbiano. Accanto a queste ci sono poi Piacenza, diversa da tutte le altre e Bologna, dove la base ampelografica è particolarmente variegata. La superficie vitata è fortemente orientata alle varietà autoctone.

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