Italia


Sicilia – produzione di vino e superfici vitate – aggiornamento 2012

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Comincio la rassegna estiva delle regioni italiane relativamente alla produzione di vino con la Sicilia per un motivo specifico: quest’anno per la prima volta ISTAT è in contraddizione con se stessa (non più soltanto con altri rilevatori). Infatti, per alcune regioni la somma della produzione regionale non combacia con quella delle province. L’unica maniera per ovviare a questo problema (che magari sarà risolto con un aggiornamento dei dati), è quello di riportare tutti e due i numeri. Noi, anche per coerenza con il dato nazionale, teniamo il dato della regione, perchè è quello dove si suddividono poi produzione per colore e per tipologia. Cominciamo dunque con la Sicilia, dove la produzione di vino è cresciuta leggermente nel 2012 dopo un calo pesantissimo dei due anni precedenti, presumibilmente da associare con gli espianti dei vigneti (non rilevati dalla superficie pubblicata da ISTAT…). In un quadro di produzione strutturalmente più bassa, la Sicilia si conferma grande utilizzatrice della IGT, che ormai rappresenta ben oltre il 50% della produzione totale di vino…

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Caviro – risultati 2012

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Il forte incremento dei prezzi all’origine del vino, combinata con una minore disponibilità di prodotto presso i soci ha avuto un impatto perverso sul bilancio Caviro del 2012. Da un lato, infatti, le vendite sono cresciute del 15%, dall’altro i margini sono stati sotto pressione. La cooperativa ha comunque fatto dei passi avanti nella strategia di diversificazione geografica, con un export in crescita del 25% a livello consolidato e di oltre il 30% per il vino in particolare, ma anche di prodotto, con l’acquisizione di Dallevigne (80% del capitale), che porterà il suo contributo principalmente nel corso del 2013 (soltanto 2 dei 16 milioni di vendite sono rientrati nel bilancio 2012). Proprio questa acquisizione è il concetto chiave di quest’anno: se fino a oggi Caviro ha pesantemente investito nella distillazione e nella generazione di energia per cercare di sfruttare il prodotto dei soci in tutte le sue possibili declinazioni, con questa operazione si cambia marcia e si entra nel mondo dei vini premium, dato che Dallevigne opera nelle denominazioni del Chianti e del Brunello di Montalcino. Si può quindi immaginare che con i progressi fatti all’estero e pur considerando lo scenario molto difficile del mercato domestico, Caviro possa nel 2013 avvicinarsi alla soglia dei 300 milioni di fatturato, che mai sono stati toccati. Passiamo a commentare i dati del 2012.

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Le esportazioni italiane di vino – aggiornamento aprile 2013

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In aprile le esportazioni italiane di vino sono tornate a crescere a doppia cifra sull’anno scorso. A ben vedere, però, tale andamento va legato alla base di comparazione facile, presumibilmente a sua volta legata alla Pasqua. Allargando l’orizzonte sui quattro mesi dell’anno, ne ricaviamo però un andamento altrettanto lusinghiero, con un +10%. Alcune nubi si stagliano però all’orizzonte: da un lato la vendemmia di alcuni paesi nell’emisfero sud, primo tra tutti l’Australia, è stata molto ricca e a ciò si combina una forte svalutazione del cambio che renderà il prodotto più competitivo. Dall’altra, l’euro rimane piuttosto forte contro il dollaro americano e, soprattutto sta riguadagnando molto contro una serie di valute importanti per il nostro export come il dollaro canadese, la sterlina inglese e lo Yen Giapponese. A proposito di quest’ultimo, l’effetto è sin d’ora ben visibile: il Giappone è l’unico negativo tra i grandi mercati per il vino italiano. Da ultimo vi presento un “nuovo grafico” che vi mostra la bilancia commerciale del vino italiano (quasi 4.5 miliardi di euro…) suddivisa per categorie… andiamo ai dati

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Vini rosati: produzione, consumo e commercio estero – dati France Agrimere 2011

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France Agrimere ha prodotto un rapporto molto interessante che riassume i numeri dei vini rosati, che sono spesso una specie di categoria “trascurata” per la loro scarsa rilevanza nel mondo del vino. Infatti, rappresentano meno del 10% della produzione totale mondiale di vino. Il segmento però ha un dinamismo forse superiore alle altre categorie, anche in prospettiva (data la propensione del prodotto a essere consumato come aperitivo). Inoltre, ci sono delle peculiarità non indifferente. Per esempio, che la Francia ne produce quasi il 30% del totale ma non è in grado di soddisfare la domanda interna che rappresenta una quota a mio avviso colossale del consumo totale di vino (oltre 7 milioni di ettolitri su un consumo stimato a poco meno di 30 milioni di ettolitri). O per esempio che gli americani sono dei fans del vino rosato (non come i francesi!) e che invece gli italiani ne bevono pochissimo e quindi la maggior parte della produzione viene esportata… bene leggete i particolari allora!

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Banfi – risultati e analisi di bilancio 2012

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Il 2012 è stato un anno di ulteriore riduzione dell’esposizione debitoria per il gruppo Banfi, in combinazione con un miglioramento dell’utile netto generato al di sotto del margine operativo lordo. Infatti, l’andamento commerciale dell’azienda subisce l’effetto del calo delle vendite in Europa, mentre il MOL 2012 e’ rimasto stabile. L’azienda ha proceduto alla scissione delle attività non legate alla fase agricola, e quindi dal prossimo anno riporterà soltanto le attività agricole relative al vino (inclusa la tenuta piemontese, prima non consolidata) separate da quelle commerciali, turistiche e alberghiere. A prima vista il risultato sarà di rendere piu’ difficile la lettura dell’andamento dell’azienda nel suo insieme (attualmente composta dall’azienda agricola in perdita per circa 1 milione di euro, la Banfi distribuzione con un utile di circa 1.5 miloni e una terza società, Conte Placido, sostanzialmente in pareggio). In realta’, lo scopo dell’operazione e’ di semplificare la struttura societaria (passando da 4 a 2 entita’ legali). Passiamo ai numeri 2012.

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