Italia


Esportazioni di vino italiano – primo semestre 2014 / giugno 2014

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Il “dopo Pasqua” per le esportazioni italiane ha visto un deciso rallentamento, che ha portato il dato semestrale a un +1.4% in termini di valore e un +1% in volume. Intendiamoci, sempre molto meglio del -6% messo a segno dalla Francia e che abbiamo commentato la scorsa settimana. L’unica categoria che continua a crescere a doppia cifra sono gli spumanti (anche se sotto il 20% annuo), mentre la novità vera è che i vini in bottiglia sembrano aver perso slancio. Di conseguenza, i mesi di maggio e giugno sono stati all’incirca stabili rispetto allo scorso anno (-2% maggio, +1% giugno). L’evoluzione dei prossimi mesi sarà probabilmente influenzata dalla tendenza calante del commercio mondiale di vino, ma potra beneficiare della recente svalutazione dell’euro (gli USA sono il nostro primo mercato, per circa 1 dei 5 miliardi di euro). Guardiamo i numeri in dettagli dei vini fermi, lasciando al prossimo post una analisi più dettagliata dei vini spumanti.

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Veneto – produzione di vino 2013 – dati ISTAT

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La produzione di vino in Veneto è letteralmente esplosa nel 2013, toccando il massimo storico di 9 milioni di ettolitri di vino, oltre a una piccola produzione di mosto. Si tratta del valore più elevato dal 2000 a questa parte, caso unico tra le regioni italiane. Come mai? Ma, a guardare i dati di produzione in dettaglio si può dedurre che il Prosecco abbia avuto un ruolo particolarmente rilevante. Infatti, il record produttivo viene quasi interamente dalla provincia di Treviso, che ha visto la produzione crescere di oltre il 30% e per nulla da quella di Verona, “rossista” per definizione con il Valpolicella, che invece è rimasta stabile. Andiamo brevemente a leggere i numeri insieme.

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I consumi di vino pro-capite nel mondo – aggiornamento 2011 OIV

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Talvolta, guardare che cosa i lettori del blog scrivono nella casellina “cerca” aiuta a capire quale può essere un argomento interessante da affrontare. Così oggi aggiorniamo i dati sui consumi pro capite di vino, come pubblicati da OIV. Abbiamo come al solito un quadro completo relativo al 2011, mentre possiamo spingerci senza sbagliare di molto (la popolazione non cresce così velocemente e conosciamo l’andamento dei consumi totali) fino al 2013 per una serie di mercati rilevanti. Beh, oltre all’aggiornamento nei dati, gli argomenti nuovi su un tema così legato ad aspetti demografici non sono facili da trovare. Sicuramente il quadro generale è che: 1) i consumi pro capite continuano a calare nei tre grandi paesi produttori di vino europei; 2) si sono stabilizzati su livelli di 20-25 litri pro capite nei paesi grandi consumatori di vino ma non grandi produttori; 3) non si schiodano dai livelli degli ultimi anni nei mercati del nuovo mondo come USA, Cina o Canada. Forse l’unica eccezione nel post è la Svezia dove se i dati recenti di OIV sono corretti si registra una crescita pro capite della produzione. Leggiamo qualche dato insieme.

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Emilia Romagna – produzione vino ISTAT 2013 e dati vini DOC Federdoc 2012

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L’Emilia Romagna ha avuto una vendemmia 2013 come non se ne vedevano da tanti anni. La produzione è balzata a 6.7m di ettolitri, +19% rispetto al 2012 (non distante dal +18% registrato a livello nazionale). Il dato ancora più rilevante però è il dato di confronto con gli ultimi anni, che mostrano una produzione del 12% superiore ai 5 anni precedenti, rispetto a un dato corrispondente per l’Italia del 7%.

La lettura dei dati offre però un ulteriore spunto: dove va tutto questo vino? Quando pensiamo alle tipologie produttive della regione, ci vengono in mente prodotti tipicamente nazionali e meno esportati di altri. Per questo motivo, alta produzione si scontra con un mercato difficile. Credo sia questa la principale spiegazione del declino (in termini relativi) delle produzioni di qualità (DOC) a favore di quelle meno “costose” (IGT e vini comuni). E’ invece molto curioso assistere al cambio di colore della produzione da “più rossi” a “più bianchi” avvenuto nel giro di pochi anni. Andiamo a leggere insieme i dati.

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Costi e margini dell’industria vinicola – aggiornamento primo semestre 2014

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L’andamento dell’industria vinicola italiana mostra due facce diverse: da un lato continua il recupero dei margini di produzione, dovuto all’allargamento della forbice tra prezzi di vendita, che continuano a salire, seppur a ritmi sempre più contenuti e i prezzi del vino all’origine che continua a scendere nel segmento dei vini comuni; dall’altro lato, il clima di fiducia non si riprende probabilamente anche a scontare la difficile annata che il meteo sta prospettando per il 2014. I margini unitari sono comunque tornati a superare il livello di “100”, quello preso a riferimento (anno 2000).

Per coloro che leggono anche il rapporto ISMEA da cui questo post importa i dati, sappiate che su alcuni indicatori ISMEA ha cambiato il parametro di riferimento dal 2000 al 2010. Per ora ho mantenuto, proporzionando i numeri, il riferimento 2000 su tutto. Nei prossimi post potrei riparametrare anche le mie serie storiche. Andiamo a commentare qualche dato insieme.

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