Italia


Puglia – produzione di vino e superfici vitate 2018 – dati ISTAT

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La Puglia è una delle poche regioni che secondo ISTAT non ha subito un calo produttivo nel 2017. Per tale motivo, sebbene la vendemmia 2018 (10.6 milioni di ettolitri compreso mosti e quasi 10 senza) sia di un buon 50% sopra la media storica, la progressione rispetto al 2017 è molto meno marcata. Le due vendemmie sono anche più simili tra loro rispetto alle altre regioni, e comunque molto diverse dagli anni antecedenti al 2017. La considerazione già fatta è però che tanta produzione non è andata a rimpolpare la parte pregiata del vino pugliese ma quella a più basso valore.  Infatti, per quanto possa sembrare strano, la produzione 2018 di vini DOC è in realtà inferiore alla media storica. Nel 2018 come nel 2017 la quota di vini da tavola sul totale prodotto è ritornata a livelli del 70%, simili a quelli di molti anni fa. Passiamo ai dati specifici.

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Produzione vini DOC e DOCG per denominazione – dati 2017

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Secondo i dati riportati da Federdoc, con la produzione 2017 ci sono due DOC che sono diventate “grandi” nel panorama italiano. La prima è la DOC Sicilia, che da una produzione di 500-600 mila ettolitri di vino è passata a 1.2 milioni, dunque diventando la numero due in Italia dopo l’irraggiungibile Prosecco, e la DOC Garda, che da produzioni di circa 50-60mila ettolitri è passata a 367mila nel 2017. Se confermate nei prossimi anni sono certamente notizie positive: le grandi DOC consentono economie di scala nella promozione. Per il resto, aumenta la produzione di Prosecco a 3.2 milioni di ettolitri (+5%), mentre l’evidenza della maggior parte delle altre denominazioni è di un calo del 15% in media. D’altronde ben sappiamo che la produzione di vino 2017 è stata molto scarsa: ISTAT ha pubblicato un dato di produzione di vini DOC di 17.5 milioni di ettolitri, in calo dell’11% sul dato riportato per il 2016. Tra i cali più significativi sono certamente da menzionare quelli del Chianti e Chianti Classico (-38% e -27% rispettivamente), mentre si mantiene sui livelli degli anni passati la produzione di Barolo. Passiamo a una breve analisi dei dati.

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Veneto – produzione di vino e superfici vitate 2018 – dati ISTAT

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Un quarto della produzione nazionale di vino, un terzo di quella dei vini bianchi e il 40% della produzione di vini DOC. Queste sono le proporzioni del settore vinicolo veneto nel 2018, anno di picco della produzione nel nostro paese da… dal millennio scorso a questa parte. I dati che presentiamo oggi hanno il segno più su tutte le linee, con una produzione totale di 12.9 milioni di ettolitri (+50% sia sull’anno scorso che sulla media storica), una superficie vitata cresciuta di oltre 2mila ettari a 87mila ettari e una resa per ettaro elevatissima: secondo i dati rielaborati dal tabellone ISTAT nel 2018 si sono sfiorati in media i 190 quintali per ettaro. E non stiamo parlando di una produzione di basso livello, dato che il 70% del vino prodotto è DOC e il 17% IGT. Bene, questi sono i dati del Veneto che trovate allegati e discussi in dettaglio nel prosieguo del post.

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Santa Margherita – risultati e dati di bilancio 2018

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Nel 2018 il Gruppo Santa Margherita ha registrato un utile netto stabile, un incremento del 5% delle vendite (nonostante l’impatto negativo dei cambi e anche grazie alle acquisizioni) ed è riuscita a ridurre leggermente il debito. La stabilità dell’utile è anche frutto del minor peso degli oneri straordinari e della minore imposizione fiscale nella controllata americana, mentre l’utile operativo è calato del 7%, con una riduzione del margine dal 27% al 24% principalmente risentendo dei cambi negativi e della maggior incidenza del costo della materia prima. Sono da menzionare noltre l’impatto diluitivo (per il momento) delle acquisizioni di Ca Maiol in Lugana e di Cantine Mesa in Sardegna (entrambe circa in pareggio), non compensate dagli ottimi risultati di Ca del Bosco, il cui margine operativo passa dal 23% al 27% e rappresenta con 11 milioni di euro circa un quarto degli utili di Santa Margherita (prima di considerare le minoranze). L’ultima annotazione, prima di addentrarci nei numeri, è relativa agli investimenti del 2018, soprattutto nella fase agricola con l’acquisizione di terreni, che hanno superato quota 30 milioni, di cui 21 milioni a Ca del Bosco. Nonostante questo, come dicevamo, il debito scende a 140 milioni grazie alla ottima generazione di cassa e al controllo del capitale circolante. Poco si dice del 2019, se non che i primi due mesi dell’anno (comunque poco significativi) sono partiti un po’ a rilento.

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Esportazioni di spumante Italia – aggiornamento primo trimestre 2019

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Le esportazioni di spumante nel primo trimestre sono visibilmente rallentate rispetto al passato, forse anche a causa dello spostamento della Pasqua in Aprile rispetto alla fine di Marzo. In un trimestre poco significativo dal punto di vista stagionale, la crescita del 6% (322 milè ormai legata soltanto al Prosecco, che continua la sua corsa (+21%), mentre tutti gli altri spumanti (che oramai sono un terzo del totale, almeno nel primo trimestre), hanno perso circa il 15% delle esportazioni. Nel complesso, i due principali mercati per gli spumanti italiani sono in crescita tra il 4% (USA) e il 5% (Regno Unito), mentre i principali mercati dell’Europa continentale sono in crescita del 5-6% ad eccezione della Germania. Nel trimestre va poi menzionato il calo del Belgio, compensato dalla forte crescita del Giappone, ma si tratta di andamenti più legati alla tempistica delle consegne che non a veri cambiamenti strutturali, vista l’esiguità dei numeri in gioco. Passiamo ai dati.

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