Marche


Marche – produzione vino ISTAT 2014

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In attesa dei dati 2015 che dovrebbero essere pubblicati in un paio di mesi, chiudiamo la carrellata delle regioni italiane per quanto riguarda la produzione di vino 2014 con le Marche. I dati produttivi, 915mila ettolitri, ci dicono che la vendemmia è andata come nel resto d’Italia, quindi con un calo di circa il 12%. Siccome però la regione ha vissuto anni molto difficili, se confrontata con le medie storiche la vendemmia non è stata così drammatica. Resta sul tavolo un tema di qualità della produzione, se i dati che ISTAT produce sono corretti, visto che risulterebbe esserci stato un pesante spostamento dai vini IGT a quelli da tavola, oggi a un livello (46% della produzione) tra i più elevati registrati in Italia. Andiamo a leggere qualche dato insieme.

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Marche e Abruzzo – produzione vini DOC 2013

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Abruzzo e Marche, oltre a essere geograficamente vicine hanno anche in comune una struttura di produzioni DOC polarizzata intorno a un paio di nomi principali, uno bianco e uno rosso. Discorso valido soprattutto per l’Abruzzo, dove il Montepulciano e il Trebbiano da sempre rappresentano oltre il 90% della produzione totale e solo recentemente sono “affiancate” da una terza denominazione, il Cerasuolo, che però non è in concorrenza con le altre due denominazioni, essendo un vino rosato. Lo stesso può in parte dirsi nelle Marche, dove il Verdicchio dei Castelli di Iesi e il Rosso Piceno rappresentano oltre il 60% della produzione, per quanto si tratti di prodotti che non coprono la regione da un punto di vista di potenziale produttivo.

La produzione 2013 delle due regioni ha secondo Federdoc seguito trend differenti: in Abruzzo la vendemmia è calata del 3% nel 2013 a 1.1 milioni di ettolitri, il 2% sotto la media del quinquennio precedente. Nel caso delle Marche la produzione è invece andata meglio, +10% a 372mila ettolitri, ma proviene da due anni pessimi, talchè il livello produttivo rispetto alla media storica è ancora sotto del 5%. Passiamo ai dati di dettaglio, ricordandovi che all’interno del post trovate le tabelle dettagliate.

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Il consumo di vino in Italia – dati per regione e classi di età

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Fonte: ISTAT, rapporto sull’uso e abuso di alcolici in Italia

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Torniamo sul tema dei consumi di vino con un’analisi, che sta diventando sempre più ricca, delle principali tendenze al consumo di vino. Nell’ambito di un generalizzato calo del consumo, esistono apparentemente delle isole felici (o meno infelici) come per esempio Bolzano, dove la penetrazione del consumo quasi quasi aumenta, e fasce di età come quella dei ventenni dove la compressione del consumo sembra essere meno spinta. Lo stesso può dirsi per le grandi città (meno afflitte dal fenomeno del calo di consumo) rispetto ai piccoli centri. Sono dati che “tagliando” la popolazione in modo così netto restano volatili, ma alcune tendenze di lungo termine possono essere colte. Due numeri prima di obbligarvi a cliccare per continuare a leggere. Le regioni del Nord viaggiano intorno al 53-55%  di bevitori sulla popolazione, contro il 44-47% delle regioni del sud. Quindi siamo intorno a 10 punti di penetrazione. Secondo, la curva di penetrazione del consumo per età si sta “schiacciando”: oggi sopra i 25 anni la penetrazione varia tra il 52% e il 60%, il minimo storico: fino al 2012 i dati mostravano un “gap” tra chi beveva meno di oltre 10 punti. Ma andiamo ai dati di dettaglio.

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Produzione DOC e DOCG per denominazione – dati 2013

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Ho terminato di rielaborare i dati Federdoc relativi alla produzione 2013 che vi presenterò per le principali regioni durante l’estate. Oggi, apriamo le danze con le classifiche delle maggiori DOC, che qui includono tutto quello che produce più di 50mila ettolitri (mi scuso per chi ha interesse delle DOC minori, ma la classifica sarebbe troppo lunga). La classifica è piuttosto completa, manca soltanto la produzione della DOC Castelli Romani, non pervenuta dalla Camera di Commercio di Roma (non mettetegli fretta, mi raccomando). Da quest’anno ho deciso dividere i numeri per 1000 per gli ettolitri, salvo la tabella delle superfici che apre il post qui sopra.

Dunque, difficile fare conclusioni qui. Comunque, le DOC con più di 50mila ettolitri prodotti sono 61 nel 2013 contro 60 nel 2012. Di queste 28 hanno avuto una produzione in crescita rispetto al 2012. La crescita media per queste DOC è stata del 4% circa, soprattutto trainata dalle DOC che chiamiamo “geografiche” e dagli spumanti. Il re tra le DOC Italiane resta il Prosecco, che è stato prodotto nel Trivento in 2.14 milioni di ettolitri, +19%. La seconda DOC Italiana è il Montepulciano d’Abruzzo, che è leggermente calato rispetto al 2012, mentre l’annata è stata migliore per il Chianti, che messo insieme al Chianti Classico cresce del 10%. Si riprende la produzione della DOC Trentino, mentre continua a crescere costantemente la produzione di Conegliano Valdobbiadene, la parte di qualità del Prosecco. Ma andiamo insieme a commentare le principali categorie.

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Marche – produzione vino ISTAT 2013 e dati vini DOC Federdoc 2012

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I dati di produzione delle Marche del 2013 indicano un forte recupero della quantità, che si riporta sopra il milione di ettolitri, un livello mai più visto dal 2006. Il dato “accecante” è che la tendenza tra le categorie DOC/IGT/vini comuni è contraria a quella del resto dell’Italia. Il “milione” del 2006 aveva 200mila ettolitri di vini comuni, quello del 2013 ne ha dentro mezzo milione! Cosa succede? Se incrociamo i dati di Federdoc e quelli di ISTAT si trova la risposta: il Verdicchio dei Castelli di Jesi, la principale DOC regionale è passata da 200mila ettolitri a 130mila (nel 2012), e anche la principale DOC rossa, Rosso Piceno ha perso oltre 50mila ettolitri e oggi si produce soltanto in 70mila ettolitri. Quindi la conclusione sulla produzione di vino marchigiano del 2013 e su quella DOC del 2012 è: tanto vino, ma di poco valore. Andiamo a vedere i numeri.

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