Veneto


Veneto – produzione di vini DOC e DOCG – aggiornamento 2008

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Il viaggio tra le denominazioni continua in Veneto, dove la produzione DOC/DOCG e’ secondo Federdoc diminuita del 6% nel 2008 rispetto al 2007 ed e’ stata del 3% inferiore alla media 2006-08. Il Veneto resta una regione piu’ orientata verso i vini IGT che non i DOC, con un 30% scarso del totale prodotto contro il 60% dei vini IGT. Second ISTAT pero’ nel corso del 2009 le cose sarebbero cambiate, con un balzo della produzione DOC a quasi 3m/hl (dai 2.4 milioni del 2008) e un peso che dal 30% supererebbe il 35%. Vedremo se Federdoc sara’ d’accordo.



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Veneto – produzione di vino – aggiornamento 2009

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Considerazioni chiave:
– Il Veneto mostra ancora una volta una vendemmia molto interessante, con una produzione in leggera crescita. Negli ultimi anni non ci sono stati particolari sbalzi, il che e’ molto positivo per la programmazione e l’andamento delle aziende locali
– La superficie vitata continua a crescere gradualmente, in particolare in provincia di Treviso, dove si sono aggiunti oltre 1600 ettari
– Le rese per ettaro sono costantemente sopra i 150q/ha, il che significa una produttivita’ per ettaro del 50% superiore alla media nazionale
– La produzione nel corso del 2009 si e’ spostata verso i vini DOC, rispetto agli IGT, che storicamente in Veneto sono stati dominanti. La penetrazione dei vini DOC sul totale si riporta in linea con la media nazionale ma resta largamente al di sotto del livello del Nord Italia
– I vini da tavola sono quasi raddoppiati in volume.
– I vini bianchi sono andati nettamente meglio dei rossi (+19% contro -21%) e ora rappresentano oltre il 60% della produzione totale.
– Il valore del vino ai prezzi di origine cresce del 22% nel 2009 e cala soltanto dell’1% annuo negli ultimi 5 anni, contro il -4% della media nazionale.



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Santa Margherita – risultati e analisi di bilancio 2009

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Il bilancio di Santa Margherita e’ il primo tra le societa’ non quotate che analizziamo. La tesi che abbiamo espresso qualche settimana fa guardando ai dati di Mediobanca si e’ rivelata corretta: nel 2009 a soffrire di piu’ e’ stato il fatturato (-8%, tutto il calo e’ venuto all’estero), mentre i margini hanno sostanzialmente tenuto. Santa Margherita a livello di valore aggiunto e’ tornata al livello eccezionale del 2007 (oltre il 37%) e a livello di Margine operativo lordo e’ stato stabile al 25% se escludiamo l’incremento degli accantonamenti alle perdite su crediti. La seconda considerazione che esce da questi numeri e’ che gli spumanti sono andati molto meglio degli altri vini: sia Ca’ del Bosco che Kettmeier hanno mostrato un incremento delle vendite del 6-7% contro il -8% del resto del gruppo; non solo, i loro margini sono ulteriormente migliorati. Terza considerazione: il debito cresce: Santa Margherita continua a investire circa 7-8 milioni all’anno (contro ammortamenti di meno di 5), paga dividendi per oltre 10 milioni tra i suoi azionisti e le minoranze e, nel 2009 ha visto il suo capitale circolante aumentare di 3 milioni nonostante il calo delle vendite. Con una generazione di cassa di circa 14 milioni, il debito passa da 33 a 40 milioni. Quarta e ultima considerazione: Santa Margherita non dice nulla sulla evoluzione prevedibile della gestione, ma le vendite dei primi due mesi non recuperano (pur essendo stagionalmente irrilevanti). Comunque, anche quest’anno tutti i 9 milioni di utili saranno distribuiti agli azionisti, segno che non sono tanto preoccupati.



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Contri spumanti – risultati 2008

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Ora posso dirlo: anche I numeri del vino ha un “cavaliere bianco”, che ogni tanto manda qualche bilancio per arricchire la casistica censita e per aiutarci a capire meglio come si muovono gli operatori nel mondo del vino e quali sono i modelli ottimali di gestione dell’attivita’. Faccio questa premessa per introdurre Contri Spumanti, che e’ un’azienda destinata ad entrare nel novero delle prime 20 aziende italiane nel mondo del vino. Nel 2008, di cui oggi parliamo, ha messo a segno un incremento del 62% delle vendite e, a leggere la relazione degli amministratori, aveva come obiettivo un ulteriore incremento del 20% per il 2009. Non solo: gli amministratori hanno anche messo le mani avanti sui margini di profitto. Il MOL su fatturato, che si e’ assestato al 4% nel 2008, era previsto crescere di 10 punti percentuali, per raggiungere il 14% nel 2009. Come si fa? (1) si tengono i prezzi di vendita invariati quando il costo delle materie prime (uva e vino) scende di oltre il 20%; (2) si aumenta il fatturato in modo significativo, riuscendo cosi’ a diluire i costi fissi su una base di vendite piu’ significativa. Se fate due moltiplicazioni, Contri Spumanti potrebbe essere diventata nel 2009 un top-20 nel mondo del vino italiano, con 54-55 milioni di euro di fatturato e 7-8 milioni di euro di margine operativo lordo. Perche vi parlavo di modello di business? Perche’ questa azienda ha 13 dipendenti e un capitale investito di 10 milioni di euro, cioe’ ha una struttura particolarmente esile rispetto ai numeri che registra.



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Contarini – analisi di bilancio e risultati 2008

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Continuiamo il breve viaggio nel mondo delle aziende legate al Prosecco con il bilancio di Contarini relative al 2008. In realta’ Contarini ha proprio ora cambiato nome (si chiamava Ca’ Vendramin) e si e’ trasformata in Societa’ per azioni. Ha una dimensione media (sopra 30 milioni di vendite) e margini piuttosto limitati. Nel corso del 2008 ha vissuto un anno difficile a causa del calo dei margini sulla vendita di Prosecco IGT, soprattutto sul mercato tedesco; situazione questa che gli amministratori si sono impegnati a risolvere con una serie di azioni sulla rete commerciale, sul taglio dei costi commerciali e, soprattutto riversando soltanto in parte nei prezzi di vendita la riduzione dei costi delle materie prime del Prosecco (di fatto riprendendosi parte di quello che e’ stato perso nell’anno precedente). La rivalutazione dell’impianto industriale di Vazzola per poco meno di 5 milioni ha consentito di riportare il patrimonio netto su un livello piu’ comparabile al debito, che appare comunque piuttosto elevato a EUR18 milioni (largamente dovuto alla copertura del capitale circolante).


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